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Scuola italiana all’estero: eppur si muove

Nelle Commissioni riunite finalmente un parere che potrebbe far funzionare la scuola italiana all'estero

di Fucsia Nissoli FitzGerald
scuola
Il parere delle Commissioni esteri e cultura sul Decreto Scuole all’estero prende atto della centralità di un'azione coordinata e dell’importanza della formazione linguistica dei nostri connazionali all’estero. Accolte le richieste in favore della Comunità italiana nel mondo tese a garantire i diritti

Care lettrici e cari lettori,

Oggi, le Commissioni riunite III (Affari esteri e comunitari) e VII (Cultura, scienza e istruzione), dopo aver esaminato lo schema di decreto legislativo recante disciplina della scuola italiana all’estero (atto n. 383) ed ascoltato i rappresentanti delle parti interessate, hanno proposto un parere che tende ad inserire nel decreto alcuni aspetti utili a far funzionare meglio la scuola italiana all’estero e a fornire una doverosa formazione linguistica ai figli degli italiani residenti all’estero. Quindi, sono state accolte le mie richieste in favore della Comunità italiana nel mondo tese a garantire i diritti di formazione linguistica e a coordinare tutti gli interventi formativi in maniera che possano essere più efficaci nei risultati concreti ottenuti sul territorio e rispondenti, come si dice nel parere, “all’evoluzione sociale e culturale delle comunità italiane all’estero”.

Si tratta di evidenziare il ruolo degli Enti Gestori come è stato fatto nel parere e di cominciare a ideare una cabina di regia in grado di attuare una governance degli interventi scolastici all’estero efficace ed efficiente. Coordinare gli interventi è di particolare rilevanza per raggiungere buoni risultati, infatti, il sistema italiano di promozione linguistica all’estero è abbastanza differenziato e se si unissero le forze il risultato sarebbe sicuramente migliore e ne guadagnerebbe anche l’immagine del nostro Paese. Per cui no bisogna disperdere le risorse ma ottimizzarle e orientarle ad interventi efficaci su un determinato territorio, in modo che i buoni risultati siano chiari ed evidenti a tutti. Inoltre, abbiamo la necessità di adeguare il nostro sistema formativo alle concrete esigenze dei vari contesti geopolitici e culturali dove vivono i nostri connazionali e di quelli dove la nostra diplomazia culturale intende esercitare la propria azione, secondo un più appropriato modello policentrico.

Ringrazio, pertanto, le relatrici, on. Blazina e on. Garavini, per la sensibilità mostrata verso le problematiche che ho esposto in sede di esame in Commissione.

 

  • Franco Cosimo Marra

    Salve a tutti,
    mi presento.Sono un insegnante che ha lavorato per 13 anni nel settore di cui si parla sopra,sia con gli enti che con i Consolati. Si parla sempre delle stesse cose da 20 anni.La realtà dei fatti e che tenete professionisti come me alle vostre dipendenze,praticamente precari a vita.Dovete smetterla di prendere in giro la gente che chiede solo maggiori garanzie sul lavoro e in pratica dei contratti di lavoro normali.Vergognatevi! Sono incazzato e per questo ho smesso da un anno di lavorare per l`Italia.Siete poco seri.

  • La lingua Italiana è importantissima per i nostri connazionali all’estero. Con lei si tramandano le radici storiche dell’essere italiani nelle nuove generazioni, motivo per cui grazie di cuore:)

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