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I tranelli della lingua italiana: quei sostantivi un po’ dispettosi

In italiano le parole che indicano oggetti, azioni, e concetti astratti hanno un solo genere grammaticale ma nel cambiare genere cambiano anche il loro significato

In genere, i termini inglesi non si differenziano tra maschile e femminile, e nella lingua inglese esiste sono un articolo determinativo, “the”. Perciò, per gli studenti americani imparare il genere dei nomi e gli articoli determinativi diventa una vera sfida. A parte questo, nei livelli avanzati molti si scoraggiano quando incominciano a capire che nella lingua italiana le parole che indicano oggetti, azioni, e concetti astratti hanno un solo genere grammaticale, maschile o femminile, e molti di questi nomi quando cambiano genere cambiano anche il loro significato.

Per esempio: il porto, accesso ad un paese con la nave, non ha lo stesso significato del femminile la porta, che significa l’accesso ad una camera o a una città; il cassetto, il tiretto di un mobile non combacia con la cassetta, contenitore di frutta o di fiori; il collo, la parte del corpo non corrisponde con la colla, la sostanza adesiva; il colpo, l’urto o lo sparo d’arma da fuoco non equivale con la colpa, il profondo e insopprimibile disagio provocato da un rimorso; il fine, l’esito o il risultato che indica portare qualcosa a buon fine non coincide con la fine di qualcosa, come la fine del mese, la fine dell’anno, oppure la fine di un film, o di una relazione

Come possiamo notare, sono molti i termini italiani che cambiando dal maschile al femminile mutano completamente il loro significato. Ma esistono anche parole che cambiando genere cambiano il numero, come il centinaio e le centinaia, il miglio e le miglia, il paio e le paia, il riso e le risa (nel senso delle risate non del cereale), l’uovo e le uova, il braccio e le braccia, il dito e le dita, il ginocchio e le ginocchia, l’orecchio e le orecchia, il ciglio e le ciglia, il sopracciglio e le sopracciglia, l’osso e le ossa, il calcagno e le calcagna . . .

Ecco una lista di termini più comuni:

Il banco: un mobile con o senza schienale, a uno o più posti, e la banca (istituto che compie operazioni monetarie e di credito).

Il bilancio, documento in cui si riassume la situazione finanziaria fra le entrate e le uscite, e la bilancia (strumento per misurare il peso di un corpo).

Il busto, scultura che rappresenta una figura umana dalla testa al petto, senza le braccia, e la busta di carta in cui si chiudono lettere o denaro per la spedizione postale o la consegna a mano.

Il collo del corpo, e la colla usata come adesivo. 

Il capitale, ricchezza o somma di denaro, e la capitale di un paese o nazione.

Il caso, circostanza, situazione o problema giudiziario, e la casa, abitazione di una persona sola o di una famiglia.

Il cavo, grossa corda usata sulle navi, e la cava, luogo donde si estraggono materiali per le costruzioni.

Il latte, prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie delle femmine dei Mammiferi,

e la latta (lamiera sottile di ferro).

Il libro, da leggere o studiare, e la libra (bilancia).

Il foglio, un pezzo di carta di varia forma, e la foglia dell’albero o di una pianta.

Il gambo, elemento allungato di sostegno in un oggetto o di un fiore, e la gamba, segmento dell’arto inferiore dell’uomo, compreso tra il ginocchio e il piede.

Il modo, contegno o comportamento individuale, e la moda, abbigliamento femminile o maschile lussuoso ed elegante.

Il mento, la parte della faccia situata al di sotto del labbro inferiore, e la menta, pianta coltivata e usata in gastronomia per le proprietà delle foglie.

Il metro, unità di misura di lunghezza, e la metro, abbreviazione di Metropolitana.

Il mostro, una creatura innaturale da suscitare orrore o stupore, e la mostra di opere d’arte.

Il masso, grosso blocco o frammento di roccia, e la massa, grande quantità di oggetti o grande quantità indistinta di persone, considerata dal punto di vista del ruolo sociale, economico o politico.

Il palo, asta di legno o altro materiale, piantata nel terreno a scopo di recinzione o di fondamento o sostegno per strutture superiori, e la pala, attrezzo formato da una lama di metallo collegata a un lungo manico, usato per rimuovere terra o altro materiale. 

Il panno, pezzo più o meno grande di tessuto, e la panna, la parte grassa del latte.

Il pasto, l’atto del mangiare in ore determinate del giorno, e la pasta, composto di farina e acqua trattato fino a renderlo sodo per fare tipi di pasta come gli spaghetti, le lasagne, i ravioli.

Il pianto, espressione di commozione o dolore che si manifesta con lacrime, e la pianta, un organismo vegetale, erbaceo, arbustivo o arboreo, oppure una mappa o carta topografica.

Il punto, segno grafico dai molteplici usi, e la punta, parte terminale della spada, dell’ago, di un chiodo o di una matita.

Il pizzo, merletto, tessuto usato per fare abbigliamenti, o barba tagliata a punta in modo da coprire solo il mento, oppure la tangente estorta da organizzazioni criminali, e la pizza, focaccia di pasta di pane condita con pomodoro, olio, origano, mozzarella e altri ingredienti, e cotta al forno.

Il radio, osso lungo che, insieme all’ulna, forma lo scheletro dell’avambraccio, e la radio, stazione o complesso di stazioni per le trasmissioni radiofoniche.

Il razzo, veicolo spaziale o ordigno da guerra, detto anche missile, e la razza, Il complesso degli individui di una specie animale o vegetale che si diversificano, nell’ambito della stessa specie di appartenenza, per alcuni caratteri trasmissibili per via ereditaria.

Il soffitto, superficie che delimita la parte superiore di una casa o di qualsiasi ambiente coperto, e la soffitta, lo spazio o vano fra il tetto e l’ultimo piano della casa destinato a luogo di deposito.
Il suolo, La superficie del terreno su cui si cammina, e la suola, di cuoio o di gomma, la parte delle scarpe che poggia per terra.

Il torto, azione ingiusta o condizione contraria alla ragione, al diritto e alla verità, e la torta, dolce lievitato e cotto al forno in stampi perlopiù rotondi.

Il velo, tessuto molto fine, rado e trasparente usato per coprire il viso o il capo femminile, e la vela, il telo che viene fissato all’albero di un’imbarcazione.

Questi sono solo alcuni dei termini che cambino significato cambiando genere, e a questa lista potete aggiungerne altri. Un’ottima idea per i docenti di italiano che insegnano livelli avanzati è quella di assegnare una ricerca sui questi termini agli studenti e fare poi una presentazione in classe, non solo per fagli imparare il significato dei termini ma anche per motivarli allo studio della lingua italiana.

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