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L’italiano sul palcoscenico: la settimana della lingua italiana dedicata al teatro

Si è celebrato in questi giorni in centinaia di sedi consolari e accademiche nel mondo lo studio della lingua italiana: a New York c'era Claudio Marazzini

Dal 21 al 27 ottobre 2019 la XIX Edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo “l’Italiano sul Palcoscenico”, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Ogni anno la rete diplomatica e culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sceglie un tema per promuovere la lingua italiana nel mondo organizzando una serie di eventi nella terza settimana di ottobre, la tematica di quest’anno è stata “L’Italiano sul Palcoscenico”, e si sono tenuti più di mille eventi sparsi nel mondo. Il tema scelto ogni anno serve da filo conduttore per organizzare un programma culturale sulla diffusione della nostra lingua che focalizzi che l’italiano definisce e costruisce la società, la cultura, l’identità, le abitudini e le aspirazioni dell’Italia e degli italiani. 

A Roma, il 9 ottobre, la Dante ha presentato la XIX edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo presso la sede della Società Dante Alighieri al Palazzo Firenze. L’evento è stato introdotto dai saluti del Presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi e del Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina, Vincenzo De Luca. Nel corso dell’evento sono stati presentati i dati statistici sugli studenti di italiano nel mondo i quali nell’anno scolastico 2017-2018 hanno superato i 2 milioni, e i “Piani Paese” elaborati per calcolare al meglio le iniziative di promozione della lingua italiana negli specifici contesti locali.

A New York intanto, il 24 ottobre, Claudio Marazzini, Presidente dell’Accademia della Crusca, ha tenuto una conferenza all’Istituto Italiano di Cultura, dove ha discusso la sua recente pubblicazione: “L’italiano è meraviglioso. Come e perché dobbiamo salvare la nostra lingua”, (Rizzoli, 2018). Durante la conferenza Marazzini ha parlato sull’importanza di proteggere e promuovere la lingua italiana. “L’italiano, ha ricordato Marazzini, ha una storia diversa da quella dell’inglese o del francesenati con gli Stati nazionali – perché è fiorito ben prima che ci fosse l’Italia: dopo essersi sviluppato nel Medioevo come idioma popolare figlio del latino, si è arricchito splendidamente con la nostra grande letteratura diventando così, fra tutte le lingue, la più colta, raffinata e amata all’estero. Vogliamo dunque ora perdere questo nostro immenso patrimonio di sensibilità e di cultura?”.

Il Presidente Sergio Mattarella con il Presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, il 18 novembre 2015 in occasione della nomina ad “Accademico Onorario” (Foto Quirinale.it)

Nel suo libro Marazzini fa un’analisi rigorosa e approfondita e una lucida diagnosi dello stato di salute della lingua italiana. Il Presidente della Crusca cerca di invertire il percorso della nostra lingua appellandosi ai politici e alle università, spesso responsabili della diffusione di molte parole e significati.

Marazzini segnala una rassegna gli errori di ogni genere che si stanno inserendo nella lingua italiana. Marazzini ci invita a correggerci per recuperare le mille e mille sfumature della nostra meravigliosa lingua con questi quesiti: Perché oggi è molto più facile sentirsi offrire dello street food anziché del “cibo di strada”? Come mai i politici dichiarano di voler ‘refreshare’ il Paese se intendono semplicemente “rivoltarlo come un calzino”? Chi teme un competitor e cerca un endorsement non potrebbe aver paura di un “concorrente” o di un “avversario” e aspirare a un “sostegno” o a un “appoggio”?

Venerdì 25 ottobre, in collaborazione con il Dip. di Letteratura Comparata del CUNY Graduate Center, Marazzini ha tenuto il suo secondo intervento al Graduate Center della CUNY sul tema seguente: “Com’era difficile essere autore di teatro in Italia: una lingua alla ricerca del vero parlato”.

La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è stata tenuta per la prima volta nell’ottobre 2001 – anno europeo delle lingue – su iniziativa di Francesco Sabatini, allora presidente dell’Accademia della Crusca. Durante questi diciotto anni la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo ha rappresentato un gran numero di attività grazie al crescente coinvolgimento delle comunità dei connazionali, degli italofoni all’estero, delle istituzioni culturali locali, e di una schiera di scrittori, poeti, artisti, professori e accademici che hanno animato le edizioni di questi anni con centinaia di conferenze, convegni, letture, e corsi di aggiornamento.

Dal 2013 il tema della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo ruota intorno ai settori dalle imprese alle industrie culturali, enfatizzando il legame esistente tra lingua e creatività, e dando vita a un dialogo culturale e interculturale con altri scrittori, artisti, intellettuali, e imprenditori in tantissimi paesi. Quest’anno, con il tema L’Italiano sul Palcoscenico” si è evidenziato il teatro. La scuola riconosce al teatro una valenza umana straordinaria e da anni il palcoscenico è diventato un mezzo per promuovere la lingua e la cultura italiana. Si ha sete di sapere, di scoprire, di interagire con mondi e culture diverse dalla propria, e riuscire a stimolare gli studenti allo studio della lingua. Sfruttare il teatro, la musica, la danza, o la combinazione di tutte queste discipline significa creatività e cultura. Infatti, l’insegnamento dell’italiano attraverso il teatro favorisce l’innovazione curricolare facilitando i rapporti interpersonali tra coetanei.

Gli insegnanti di lingue considerano il teatro come un veicolo per generare comunicazione tra gli studenti e per migliorare la loro capacità linguistica e la loro comprensione della letteratura italiana. In ogni periodo della letteratura italiana gli scrittori e i poeti hanno trovato una forma congeniale di espressione nel teatro, come quella drammaturgo Luigi Pirandello. Gli obiettivi specifici all’approfondimento della lingua si possono perseguire attraverso diverse attività grammaticali, di traduzione, e comunicative. La pratica del teatro è un’attività insostituibile poiché tende ad educare gli alunni alla comunicazione, alla socializzazione e all’apprendimento della cultura storica e letteraria, evidenziando autori e opere che si possono adattare meglio ai curricula come la storia, la commedia, e la cultura italiana, le quali forniscono uno schema cronologico teatrale dal Medioevo ad oggi. Con le attività teatrali gli studenti possono esprimere la fantasia di entrare in altri mondi diversi dai loro e la capacità di assumere ruoli adatti alle loro esigenze. Attraverso la drammatizzazione si promuove l’apprendimento dell’italiano, e si mette in evidenza il carattere, la presenza di spirito, l’ordine mentale, la capacità di recitazione e di gesto, l’intuizione creativa e artistica di ogni studente. E soprattutto, la possibilità di creare un’occasione di incontro con un testo, con un messaggio, con un problema, e il coinvolgimento emotivo ed affettivo degli studenti.

Storicamente il teatro è stato il veicolo della nostra lingua all’estero per molto tempo. Nel periodo rinascimentale l’Italia raggiunse la vetta dell’arte teatrale in Europa, mentre gli altri paesi si ostinavano ancora a mettere in scena rappresentazioni sacre. In Italia iniziava l’epopea della commedia. Tra i più importanti autori del periodo troviamo Niccolò Macchiavelli Ludovico Ariosto. In quel periodo la lingua italiana assumeva le sembianze del linguaggio dell’arte e tutte le élite europee studiavano l’italiano, e il teatro rappresentava uno dei più alti eventi mondani e di socializzazione.

Per concludere, il teatro è uno degli aspetti fondamentali della nostra cultura. Con l’insegnamento dell’italiano attraverso il teatro è possibile avvicinare gli studenti anche allo studio della letteratura. Tramite il teatro la comunicazione acquista spessore nei rapporti interpersonali degli studenti, prendendo coscienza del proprio mondo interiore, del rapporto con il proprio corpo, imparando ad esercitare un controllo sulle proprie emozioni, e superando le difficoltà e le insicurezze con le proprie capacità creative.

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