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ITINERARI&MUSICA/ Tango sugli Appennini

In foto, la rocca medievale di San Leo

In foto, la rocca medievale di San Leo

A San Leo (Marche) un festival internazionale che s’è aperto con una pagina italo-argentina. Dopo Ughi e Morricone tocca a Bacalov e Carnini

Nella cornice inimitabile per bellezza, storia, suggestività della cattedrale di San Leo, ha preso il via domenica 8 luglio e si protrarrà fino all’8 agosto, il San Leo Festival 2012, per la direzione artistica di Stefano Cucci. Quest’anno l’apertura è stata affidata e illustrata dalla presenza di Luis Bacalov e Giorgio Carnini, in passato preceduti da Ennio Morricone e Uto Ughi.

Sotto lo sguardo regale e benedicente della magnifica Vergine lignea seicentesca tutta d’oro con bambino, adornata di angeli, in posizione sopraelevata rispetto alla platea, si è svolto “Encuentro de nostalgia”, fiume musicale di note intrise di ricordi, immagini, amore, rimpianti, speranze…L’atmosfera che le melodie argentine eseguite (per la maggior parte composte dagli stessi Carnini e Bacalov) hanno creato, non poteva essere più coinvolgente e in sintonia con lo spirito del luogo e dei suoi abitanti; non tanto per l’aspetto spirituale questa volta, trattandosi di musica profana, quanto per i sentimenti evocati dal percorso musicale prescelto dai due grandi artisti protagonisti della serata, sentimenti da loro provati per i luoghi di vita e di storie vissute nella terra d’origine, Buenos Aires, l’Argentina, il Tango… entrate nel sangue, modi di sentire che caratterizzano da sempre anche gli abitanti del Montefeltro, i quali, ovunque vadano nel mondo, portano con sé la struggente bellezza e la nostalgia della loro città, di San Leo, delle storie del presente e del passato, vissute o solo ascoltate, ormai parte integrante della loro vita senza soluzione di continuità, senza tempo.

Ma come poteva essere diversamente, Bacalov e Carnini, non solo musicisti ma anche poeti. Bacalov fin dalla tenera età si è dedicato al pianoforte e ha svolto attività concertistica a livello internazionale, negli anni ’60, scoperta la passione per le colonne sonore, ha collaborato con i maggiori registi italiani di film d’autore, traducendo in musica ciò che i registi esprimevano per immagini. Ha composto per Rosi, Pa solini, Fellini, Damiani, Lattuada, Scola, riscuotendo per questa sua passione numerosi riconoscimenti. Per le musiche de “Il Postino” ha vinto premi che vanno dal David di Donatello, al Globo d’oro della stampa estera in Italia, fino al prestigiosissimo Oscar dell’Academy Motion Pictures, solo per citarne alcuni. Ha dato saggio della sua sensibilità poetica ancora con l’opera “Estaba la Madre” del 2003 in ricordo dei “desaparecidos”, gli oppositori al regime dittatoriale argentino. Ma la sua attività è stata ed è ancora incessante e va dalle esecuzioni pianistiche alla composizione, alla direzione d’orchestra, alla formazione di gruppi musicali.

Carnini è segnato anch’esso dalla stessa struggente passione per l’Argentina, paese nel quale fu portato a poche settimane di vita e dalla stessa genialità e passione per la musica. Ha vinto numerosi concorsi sudamericani come pianista, è considerato uno dei più dotati organisti contemporanei e la sua ricchezza musicale si esprime anche nella composizione e direzione d’orchestra alla quale si dedica con successo dal 1983. Molti autori contemporanei come Morricone e Ravinale hanno composto per Carnini, il quale si è esibito nei teatri più prestigiosi, dalla Scala di Milano alla Fenice di Venezia e molti dei suoi concerti in qualità di direttore d’orchestra sono stati trasmessi in Eurovisione.

In foto, Luis Bacalov che ha aperto il Festival di San Leo 2012

 

Ha fondato l’Orchestra Camerata Italica nel 2003 composta da musicisti italiani, la quale spesso lo accompagna nelle tournées per il mondo. Musicista poliedrico, sensibile, sofisticato ma al contempo desideroso di contatto diretto col suo pubblico, nella serata inaugurale del San Leo Festival, ha interagito parlando e creando qualche momento di ilarità con la platea. Artista visionario e a tratti simile nelle sue composizioni ai pittori impressionisti, crea pennellate veloci che lasciano indelebile l’impronta di immagini e sentimenti intensi e passionali.

I due grandi artisti si sono così incontrati su questo palcoscenico d’eccezione per cantare il loro amore per l’Argentina e rievocare esperienze emotive indimenticabili, che li accomunano nel modo di percepire la vita.

Nella serata inaugurale particolarmente suggestivi sono stati l’esecuzione della “Suite Baires 1” per pianoforte e archi di Luis Bacalov e il suo “Tangana Ostinato”, eseguito su spartito scritto di pugno dal maestro, accompagnato dall’ Orchestra Camerata Italica fondata e diretta dal maestro Carnini con al pianoforte lo stes so Bacalov, brano nostalgico e romantico al contempo; e poi “Navidad Campera”, composizione per pianoforte a 4 mani e archi del maestro Carnini in cui le note si rincorrevano e ritrovavano in giochi ed effetti anche di virtuosismo e sonorità contemporanee senza tralasciare il racconto struggente tipico del compositore, è stato eseguito alla tastiera a 4 mani dallo stesso Bacalov e Carnini che metaforicamente uniti in questo viaggio nostalgico per la loro terra lontana si sono ritrovati insieme a onorarla sulla loro terra creativa: la musica.

Il San Leo Festival 2012 è promosso dal Comune di San Leo e organizzato dalla Società San Leo 2000 e vede il patrocinio tra gli altri, della Regione Emilia Romagna. Anche i prossimi incontri musicali si preannunciano di grande qualità e prevedono il 18 luglio il Duo pianistico Nahuel Clerici e Marco Forgione, il 27 luglio l’Imaginarium Ensemble composto da Enrico Onofri, Alessandro Palmeri e Riccardo Doni e per la chiusura l’8 agosto il Duo D’Avalos Alessandra Xanto e Fabio Silvestro , con la partecipazione di Giuseppe Rossi e gli Artisti del Coro Lirico Sinfonico Romano diretti dal maestro Stefano Cucci.

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