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Gatti sul tetto delle orchestre che scottano

Il direttore musicale milanese sarebbe favorito sia per la guida della Scala che per il posto alla Berliner Philharmoniker

La Scala sarà orfana del suo direttore musicale dal 2015, i Berliner Philharmoniker dal 2018. Volendo dar credito alle voci che corrono dietro le quinte e in sala stampa (cosa sempre arrischiata), favorito per i due posti sarebbe il milanese Daniele Gatti, classe ’61, reduce da una stagione newyorchese che più brillante non si può. Nel 2014–2015 tornerà a dirigere a Berlino per la prima volta da quattordici anni. E la sua risposta sibillina al quesito de Le Monde sulle sue prospettive scaligere? “Resto alla finestra e guardo”.

A capo dell’Orchestre National de France dal 2008 (con la quale ha appena prolungato il contratto sino al 2017), il direttore intenso e ombroso non è sempre stato facile alla convivenza artistica. Dopo un concerto applauditissimo con la Royal Philharmonic Orchestra in Florida nel 2004, ha dato in escandescenze sul podio, prendendosela con gli uditori e i responsabili della sala. È stato contestato alla Scala nel 2008 dopo il siluramento del tenore Giuseppe Filianoti in seguito alla prova generale del Don Carlo del Sant’Ambrogio, e anche al Metropolitan (non si capisce bene il perché) in occasione dell’Aida del 2009 (spettacolo ripreso in un DVD Decca).

Opinabili quest’anno invece sono state le sue interpretazioni di Wagner al Metropolitan e con la Boston Symphony Orchestra, ma non perché fossero sgradevoli. Anzi, il Parsifal di Gatti era di una bellezza micidiale e perfida che ti metteva la febbre addosso e ti faceva consegnare al cestino tutte le altre edizioni dell’opera (fuorché, ben inteso, la meravigliosa versione cinematografica di Hans-Jürgen Syberberg). In sintonia con l’allestimento austero di François Girard, la lettura di Gatti si dipingeva di colori lividi e aveva qualcosa di Unheimlich, come se le musiche uscissero repentine dai labirinti della memoria, cariche delle tante ferite dell’ultimo capolavoro wagneriano: del re peccatore Amfortas, del pianeta arso e sanguinante su cui Girard ha ambientato l’opera, e anche della “tentatrice” Kundry (redenta e forse anche redentrice nella visione illuminata del regista, ad onta del cosiddetto “redentore” che l’aveva creata).

                                                                       Foto © Ken Howard/The Metropolitan Opera 

Con la BSO al Carnegie Hall ad aprile Gatti ha diretto in modo mirabile brani orchestrali dalle opere di Wagner: bellissima in particolare La morte di Siegfried dal Crepuscolo degli dei, in cui la memoria diBrünnhilde non meno della lancia di Hagen sembrava trafiggere l’eroe e infondergli il ricordo di un amore abbagliante perché tradito e perduto. Sempre al Carnegie maestro e orchestra hanno plasmato toni fosforescenti nella Sinfonia n. 3 di Mahler insieme al mezzo-soprano Anne Soffie von Otter (dalla voce luminosa e serica nel Nachtwandlerlied).

Gatti e l’ONF incidono in esclusiva per la Sony Classical e il primo loro disco è dedicato alla musica di Debussy: La Mer, Prélude à l’après-midi d’un faune e Images. Questo “Mare” è voluttuoso; sfavilla, esala una bruma iridescente, ma vi scorre anche una risacca fosca e narcotica. Qui e in tutto il programma i fiati dell’ONF suonano in modo sublime. Per tutto il languore e la levigatezza del “Preludio” anch’esso ha qualcosa di carnale, mentre i signori professori parigini sotto la bacchetta di Gatti foggiano con bravura i colori ed i tessuti sfaccettati delle “Immagini”.
A giugno su queste sponde arriva un disco consacrato a due balletti di Stravinsky: Le Sacre du Printemps (che compie cento anni nel 2013) e Petrouchka. L’anteprima reperibile presso SoundCloud è promettente, e la stampa francese ne riferisce meraviglie.

Nei prossimi mesi l’agenda del maestro è strapiena: a parte i suoi impegni coll’ONF (a Parigi e anche in tournée), spiccano I maestri cantori di Wagner al Festival di Salisburgo; concerti con l’Orchestra reale del ConcertgebouwLa traviata di Verdi per l’inaugurazione della stagione scaligera; e concerti negli USA con la BSO ed i Wiener Philharmoniker.
E poi? Speriamo che il maestro torni presto e sovente da queste parti ad illuminare la musica della sua luce scura.

Debussy: La Mer, Prélude à l’après-midi d’un faune et Images è reperibile presso iTunes, Amazon.com e altri venditori in rete. Stravinsky: Petrouchka / Le Sacre du printemps uscirà negli USA il 25 giugno.

 

Una versione multimediale di questo articolo è disponibile qui:  ilbrucomela.tumblr.com

 

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