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Il “ragazzo” Antonacci si racconta alla NYU

Un momento della conversazione con Biagio Antonacci, martedì alla Casa Italiana Zerilli Marimò della NYU. Da sin. Stefano Albertini, l'interprete Maria Galetta, Biagio Antonacci e Letizia Airos

Un momento della conversazione con Biagio Antonacci, martedì alla Casa Italiana Zerilli Marimò della NYU. Da sin. Stefano Albertini, l'interprete Maria Galetta, Biagio Antonacci e Letizia Airos

Il cantautore italiano parla del suo debutto a New York alla Casa Italiana Zerilli Marimò

 

 

Dopo la prima tappa newyorchese, Biagio Antonacci è salito di nuovo sul palco dell’Highline Ballroom martedì sera per un secondo concerto.
Giornate piene per lui quelle del suo debutto americano, visto che ieri il cantautore ha partecipato anche ad un altro evento presso la prestigiosa Casa Italiana Zerilli Marimò della NYU, in cui si è prestato ad una simpatica conversazione con il Direttore dell'Istituto Stefano Albertini e l'Editor in Chief del magazine I-Italy, Letizia Airos. 
La sala dell'auditorium della Casa Italiana era gremita già alcuni minuti prima dell'arrivo di Biagio Antonacci.  C'erano persone di tutte le età, giovani, meno giovani, tutti molto interessati alle domande che la Airos e Albertini hanno fatto al cantante italiano. Non solo, la Casa Italiana ha organizzato anche una diretta streaming dell'evento, che ha raggiunto rapidamente, più di 200 visualizzazioni.
Biagio è arrivato in orario ed indossando gli occhiali da sole, probabilmente provato in parte dal grande successo della sua performance un giorno prima alla Highline Ballroom, che anche ieri ha registrato il tutto esaurito. L'ironia di Biagio Antonacci sul fatto che non parla inglese e che ha avuto bisogno di un interprete, ha fatto divertire molto il pubblico in sala. La conversazione intervallata dalle sue frasi in inglese maccheronico,  ha strappato una risata a tutti.
"Mi ha colpito soprattutto l'entusiasmo del pubblico newyorchese, stasera ci sarà la stessa energia mi auguro, e ci sarà ancora più consapevolezza da parte mia, quindi sarò ancora più concentrato a divertirmi" continua poi Antonacci descrivendo il suo debutto a New York della sera prima, "ieri ero molto emozionato, un pubblico che non conoscevo, stasera invece salgo sul palco con la consapevolezza che posso trasmettere la mia energia". 
Il pubblico è sembrato molto incuriosito quando Letizia Airos ha chiesto al cantautore di descriversi, e ha sorriso divertito, quando la giornalista lo ha chiamato "ragazzo" e Biagio naturalmente ha ringraziato sorridendo per il complimento. 
"La mia vita è iniziata nella musica, lo sognavo da sempre e ho avuto la fortuna di avere questo sogno fin da subito. Ed un ragazzo che ha un sogno, è un ragazzo fortunato. Perchè comunque vadano le cose aveva già un sogno. Questa è una cosa importantissima. Avere un sogno da bimbi è un grande regalo. Nella vita poi comunque mi sono impegnato, perchè i sogni vanno aiutati, sviluppati. Con la musica sono diventato un uomo. E l'uomo che ha fatto diventare della sua musica, una parte dell'uomo. Io sono un cantautore e scrivo e canto tutto ciò che faccio. Canto le cose che vivo, e vivo le cose che scrivo. Quindi diventando grande come uomo, sono diventato di conseguenza migliore come cantautore. Perchè riuscivo a parlare della vita degli uomini in modo più semplice, perchè la vivevo in prima persona io. Il cantautore è colui che prima vive e poi scrive. Io sono un cantautore". 
Biagio Antonacci cattura il pubblico in sala mentre racconta della sua vita, durante una conversazione in cui è stato praticamente impossibile annoiarsi, con l'ascolto di canzoni vecchie e nuove del cantautore e una partecipazione entusiasmata dei suoi fan. Non è mancato neanche chi, nelle file in mezzo nel momento in cui la Airos ha chiesto come mai si fosse prestato a posare per una copertina di Vanity Fair "svestito" lo scorso anno, si è alzato sventolando il numero della famosa rivista fashion in cerca di un autografo. 
Una serata davvero divertente alla NYU, speriamo dunque che Biagio dopo il calore che il pubblico newyorchese gli ha dimostrato, decida di far ritorno presto nella Grande Mela.  

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