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Waxahatchee, l’ex punk dell’Alabama tra le “Girls” di Brooklyn

La sua musica ricorda Cat Power e PJ Harvey e, nonostante i 24 anni, sembra scritta da una compositrice navigata. Tra melodie intime e suoni ruvidi, Katie Crutchfield è il nuovo fenomeno indipendente americano

Una volta imparato a scrivere il suo nome, tutto risulta più facile. Il complicato appellativo deriva dal Waxahatchee Creek, un torrente nel mezzo del nulla in Alabama dove la protagonista di questo contributo di Prima Fermata, Brooklyn era solita andare a rifugiarsi da adolescente, nella solitudine della casa al lago dei suoi genitori. Katie Crutchfield oggi ha 24 anni ed è stata definita dal Guardian un personaggio che sembra uscito da Girls, la serie televisiva di HBO lanciata nel 2012 e considerata la risposta hipster alla New York di Sex & The City.

Il look, l'acconciatura e la descrizione della sua situazione da giovane bohemienne di Brooklyn la fa assimilare facilmente a una delle protagoniste della serie ideata dalla ventisettenne Lena Dunham e ambientata tra Greenpoint e Williamsburg: «Dormivo su divani di gente a caso in appartamenti fatiscenti a Bushwick, lavoravo in un pessimo caffé con una vita sentimentale a dir poco incasinata, mentre cercavo di realizzare il mio esordio discografico».

La svolta arriva quando prende in subaffitto una stanza alla Cedar Mansion, complesso storico di Bushwick dove molti degli artisti della scena rock e indipendente di New York vivono in simbiosi tra live, registrazioni e collaborazioni vari. Qualche tempo prima non l'avrebbe mai detto. Katie era immersa nella scena punk più underground dell'Alabama tra progetti bizzarri a partire dal nome, come i Bad Bananas. Era insomma ben lontana dall'esser considerata una delle voci più interessanti del cantautorato alternativo americano. Nata in un altra area non particolarmente fortunata per i musicisti ribelli ed eccentrici, Birmingham, aveva fondato insieme alla sorella gemella i P.S Eliot, gruppo hardcore punk anarco-femminista non privo di riferimenti artistico-letterari a partire dal nome che è un gioco di parole ispirato all'autore originario del Missouri e naturalizzato inglese. Katie si stufa del progetto e lascia alla sorella l'esclusiva familiare delle sonorità punk. Allison fonda gli Swearin' a Philadelphia, lei torna nella casa sul lago di Waxahatchee e scrive il suo primo album solista distribuito dal gennaio del 2012 da una piccola etichetta indipendente del New Jersey, la Don Giovanni Records. L'esordio si intitola American Weekend, dura poco più di mezzora ma il talento compositivo di Katie emerge e attira l'attenzioni della National Public Radio che includerà la vintage Be Good nel listone dei 50 pezzi più riusciti del 2012. Elliott Smith e Cat Power sembrano i riferimenti più evidenti, ma è altrettanto evidente il gusto della giovane per il songwriting grezzo a bassa fedeltà dei prolifici anni Novanta (vedi la ruvida e minimale Grass and Stain). La voce non sarà delle più originali, ma le sue melodie convincono persino il New York Times che ricostruisce le gesta di Katie andando a ripescare un altro progetto parallelo intrapreso dalle sorelle Crutchfield, gli Ackleys, di cui resta tuttora traccia su un documentario sulla scena dell'Alabama pubblicato su YouTube.

Messo definitivamente in soffitta il punk e i divani di amici casuali newyorchesi, il secondo LP targato Waxahatchee vede la luce all'inizio di quest'anno tra la solita casa al lago e Philadelphia (la gemella Allison è andata definitivamente a vivere a West Philly). Stessa etichetta, stesso mood per Cerulean Salt, album intimo di racconti intensi e autobiografici che consacra definitivamente il talento di Katie, voce, testi e chitarra. Dixie Cups and Jars e Coast To Coast lasciano subito il segno, graffianti nella tradizione di PJ Harvey e della già citata cantautrice del Sud, Chan Marshall (nome d'arte, Cat Power), sembrano brani scritti da una compositrice navigata.

 

Katie ha molto seguito in Inghilterra, ma fa fatica per ora a sbancare nel resto dell'Europa anche per questo sound tipicamente a stelle e strisce. Negli Stati Uniti diventa un fenomeno indipendente acclamato unanimemente dalle principali webzine del settore. Chiamata, come tutti i nomi emergenti più cool, al Pitchfork Music Festival di Chicago del 2013 (nel video qui sopra), calca i maggiori palchi dei club che contano, inclusa la rassegna texana del SXSW di Austin.

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