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Un tuffo nello splendore dell’opera marchigiana e.. non solo

Alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University due giorni dedicati all'opera in compagnia di Francesco Micheli, Fred Plotkin, buona musica e ottimo cibo 

Nell’ambito dell’iniziativa Marche is Good, nata per portare la cultura, l’arte e i sapori marchigiani a New York, la Casa Italiana Zerilli-Marimò dedica due serate all’opera italiana. La prima è stata la lecture dal titolo Marche and the Splendor of Italian Opera tenuta mercoledì dal direttore del Macerata Opera Festival, Francesco Micheli. La seconda, in programma giovedì sera, vedrà protagonisti la musica e il cibo delle Marche.

Mercoledì Francesco Micheli ha presentato in modo coinvolgente l’opera italiana, concentrandosi sullo spazio e sul suono della lirica. Micheli è partito illustrando la storia degli spazi che ospitano gli spettacoli, ovvero i teatri operistici italiani, dei quali le Marche vantano la più alta concentrazione nel mondo. Il giovane direttore ha spiegato al pubblico come all’origine dei teatri italiani ci sia il teatro greco, dalla democratica forma semicircolare, che consentiva a tutti di vedere e sentire equamente. Il teatro greco è stato poi ripreso dai romani, che lo resero più imponente, dando vita all’anfiteatro romano. Poi in Italia arrivò la basilica cristiana e l’oscuro Medioevo, che bandì gli spettacoli teatrali, consentendo di portare in scena solamente il Vangelo durante le funzioni religiose. Ma la voglia di teatro sopravviveva e a soddisfarla arrivarono i trovatori, che animarono le interpretazioni volgari. Poi il Medioevo finì e diverse ricche famiglie, stanche dell’autorità ecclesiastica, iniziarono a costruire teatri e, mettendo insieme il circolare con la piazza, diedero vita al teatro all’italiana come lo conosciamo oggi.

Francesco Micheli

Francesco Micheli, direttore del Macerata Opera Festival

“Il teatro italiano è nato mettendo insieme in modo intelligente elementi semplici, come spesso succede nelle geniali creazioni italiane” ha detto Micheli, facendo un paragone con la semplicità degli ingredienti della pizza, altra creazione italiana famosa nel mondo. Il direttore del Macerata Opera Festival sottolinea inoltre la forma ellitica dei teatri italiani, che con un fuoco sul palco e l’altro fuoco in platea, sul pubblico, evidenzia chiaramente l’importanza del coinvolgimento degli spettatori. A dimostrazione di come l’opera lirica sia anche il pubblico, Micheli ha scelto di proiettare la scena iniziale del film di Luchino Visconti, Senso, che inizia proprio in un teatro, dove si stanno svolgendo due tragedie: sul palco l’eroe Marrico, protagonista del Trovatore di Verdi, vuole salvare la madre, mentre tra il pubblico altri eroi vogliono salvare l’Italia. “C’è molto più Risorgimento in questo film che nei libri di storia” ha concluso Micheli.

Dopo aver parlato degli spazi dell’opera, il direttore ha portato in scena alcune celebri arie italiane, serie e buffe, interpretate da professionisti. Abbiamo ascoltato Se tu m’ami e Lo conosco a quegli occhietti, da La serva padrona di Pergolesi, Cruda sorte da L’Italiana in Algeri di Rossini, Bolero dai Vespri Siciliani di Verdi e Bella figlia dell’amore dal Rigoletto di Verdi.

Giovedì sera l’opera torna nuovamente protagonista alla Casa Italiana Zerilli Marimò della NYU, dove, a partire dalle 6, l’uomo del Rinascimento Fred Plotkin, grande professionista del mondo dell’opera ed esperto di cibo e vino italiano, condurrà il pubblico in un viaggio alla scoperta del romanticismo della musica di Rossini e di altri celebri artisti italiani. L'evento Marche, Food and Opera: a Love Story with Fred Plotkin, si concluderà con una degustazione di piatti e vini marchigiani. Tutte le info su www.casaitaliananyu.org.

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