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Battiato entusiasma i fan newyorchesi

Franco Battiato alla Highline Balloroom, New York. Foto: Tomas Fanutza

Franco Battiato alla Highline Balloroom, New York. Foto: Tomas Fanutza

Il cantautore catanese riempie la Highline Ballroom  e fa ballare e cantare con i suoi grandi classici, tra poesia, filosofia e momenti di autoironia

È sempre lo stesso, Franco Battiato. Quaranta anni di carriera alle spalle e lui non ha perso nulla della sua discreta ma coinvolgente presenza scenica, dell'elegante ironia, del cantare delicato e celebrale. La sera del 9 ottobre, Battiato ha regalato ai suoi fan newyorchesi due ore di pura gioia. La sala della Highline Ballroom era piena. Il cantautore siciliano è stato preceduto dal coinvolgente duo Musica Nuda, di Petra Magoni (voce) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso), che ha divertito con improvvisazioni e virtuosismi tra cover di classici della canzone italiana, lirica e improvvisazioni in fantasioso inglese, con uno suo stile originale tra il parlato, il cantato e l'urlato.

Poi, in un'atmosfera intima, con il pubblico letteralmente sotto il palco, è arrivato l'atteso Battiato che ha suonato per quasi due ore davanti a un'audience in grossa parte italiana. Tra le poche eccezioni, non passava inosservato l'attore Willem Dafoe (sposato – nota di gossip – con una regista abruzzese) che pareva divertirsi parecchio, mentre applaudiva e ballicchiava sulla sedia.

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Battiato non si è risparmiato e non ha deluso. Ha iniziato con i pezzi più recenti, tratti dal suo ultimo intellettualissimo album, Apriti Sesamo, che in questi giorni è in uscita nella versione per il mercato anglosassone che contiene la tracklist completa in italiano più le versioni in inglese di Testamento (The Will) e La Polvere del Branco (The Dust of the Pack). E anche alla Highline Ballroom il cantautore ha suonato le versioni inglesi di alcuni suoi pezzi e per quelli in italiano ha spiegato: “Alle mie spalle c'è uno schermo su cui apparirà una sintesi dei testi”. Già, una sintesi: non deve essere certo cosa semplice tradurre quelle sue canzoni che navigano tra la filosofia e la poesia. Il pubblico, intanto, apprezzava ma aspettava con ansia i grandi classici che non hanno tardato ad arrivare. E c'erano tutte le canzoni che hanno fatto grande Franco Battiato, quelle che conoscono tutti, ma proprio tutti: da Summer On A Solitary Beach a Il Re del Mondo, La Cura, E Ti Vengo a Cercare, Voglio Vederti Danzare, Gli Uccelli.

La gente cantava, applaudiva, ballava. “Incredibile vederlo qui, a New York” si sentiva qualcuno dire di tanto in tanto tra la folla. “E poi in un ambiente così raccolto, dove te lo vedi così vicino” aggiungeva qualcun altro. E una risata è esplosa tra il pubblico quando, mentre cantava un altro grande classico, Up Patriots to Arms, al verso “Mandiamoli in pensione (..) gli addetti alla cultura”, Battiato, che ha di recente interrotto la breve esperienza di assessore alla Cultura della Regione Sicilia, si è portato la mano sul volto, mimando un autoironico gesto di vergogna.

E c'è stato anche un momento di autoironia di gruppo: “Nella mia vita ho scritto poche canzoni contro i politici – ha detto Battiato verso la metà del concerto — L'ultima l'ho scritta tre anni fa e ha un titolo tedesco, Inners Auge, che significa occhio interiore”. E quando ha cominciato a cantare versi che alludevano chiaramente ai recenti poco onorevoli festini della politica italiana, il pubblico si stava già scaldando, fino a sciogliersi in un applauso a scena aperta ai versi: “Di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente”.

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Il cantautore catanese ha concesso tre bis e al primo rientro sul palco, prima di sedersi alla tastiera per eseguire alcuni dei sui primi pezzi prog, ha commentato: “Sappiate che la responsabilità è vostra se ora mi metto a suonare i miei primi pezzi”. Poi, alle richieste del pubblico che proprio non voleva lasciarlo andare, ha cercato debolmente di protestare: “I am destroyed”. Ma alla fine si è lasciato convincere: “Va bene, arriva, arriva” ha detto a chi chiedeva a gran voce Cuccurucucu Paloma con cui ha concluso la serata facendo scatenare il pubblico e mandando tutti a casa contenti.

 

 

 

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