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Cartolina dall’Irlanda con retrogusto Hendrixiano

L'ingresso del pub De Barra’s, a Clonakilty, contea di Cork

L'ingresso del pub De Barra’s, a Clonakilty, contea di Cork

Alla scoperta dell'incredibile storia che portò Noel Redding, bassista della Jimi Hendrix Experience, e gente come Bowie, Dylan e Mc Cartney in uno scuro pub di  Clonakilty, nella contea di Cork

 

Non ho mai visto un paese che ami tanto la musica come l’Irlanda. E parlo di musica suonata, di musica live, non di disco-bar. Nell’albergo in cui soggiorno, nella cittadina di Clonakilty, contea di Cork, famosa per avere dato i natali (e l’estremo saluto) a Michael Collins, il big fella, comandante in capo delle truppe dell’Irish Free State, che nel 1922 strappò all’Irlanda l’indipendenza dalla Gran Bretagna, di musica ce n’è di due tipi: quella tradizionale, ospitata dall’affascinante An Teach Beag, un pub sul retro, dove i musicisti si esibiscono tutti i sabati, e a volte anche cantastorie e poeti; e quella moderna, nella discoteca al piano terra, presa d’assalto il finesettimana dai giovani del paese (con la furia alcolica che contraddistingue i festeggiamenti notturni a queste latitudini).

Ma non mi sarei mai aspettato di imbattermi, qui, in questa breve vacanza fuori stagione ormai alla portata di tutti grazie ai voli low cost dell’irlandese Ryanair (contestata in questo periodo per i contratti capestro che sembrerebbe imporre ai suoi dipendenti), in un pezzo di storia del rock. Ed invece così accade, perché appena lasciato l’albergo, e fatti 20 metri a piedi lungo il viale principale del paese, mi ritrovo davanti alla vetrina del De Barra’s, letteralmente coperta di locandine di concerti. Pub dove ascoltare musica di ogni genere, come ho detto, in Irlanda ce n’è praticamente ovunque. Pub e birra, meglio se scura e “ferma”, stout, di certo non mancano. A Cork, poi, ci sono due marche che fanno concorrenza alla famosa Guinnes, e che alla Guiness non hanno niente da invidiare, Murphy’s e Behamish.

Noel Redding

Noel Redding

Ma ad attirare la mia attenzione, nella vetrina, è qualcos’altro: la copertina di un LP (proprio il vecchio vinile) inciso, a quanto pare, da queste parti, e presentato nientemeno che come “l’ultimo album di Noel Redding”. Per chi non lo sapesse, Noel Redding è stato il bassista della Jimi Hendrix Experience, il gruppo con il quale il grande chitarrista americano arrivò al successo e con il quale incise i suoi tre dischi storici, Are You Experienced, Axis: Bold as Love e Electric Ladyland. Sapevo, lo avevo letto a suo tempo, come erano andate le cose: Redding era un giovane musicista inglese, in origine un chitarrista. Avrebbe voluto suonare con gli Animals di Eric Burdon, ma il bassista degli Animals, Chas Chandler, aveva appena scoperto Hendrix a New York, portandolo con sé a Londra, con l’intenzione di fargli incidere un disco. Stupito dalle capacità musicali di Redding, Chandler lo convinse ad imbracciare il basso e ad accompagnare Hendrix assieme al batterista Mitch Mitchel. Il resto è storia. Hendrix divenne il re dei chitarristi, surclassando anche i colleghi inglesi come Clapton e Beck. La Experience rimase in vita abbastanza a lungo da accompagnare la parte migliore e più creativa della sua carriera, ma ad un certo punto si sfaldò, pare perché Redding mal sopportava di essere solo un comprimario (e con una personalità gigantesca come quella di Hendrix c’era ben poco da fare).

Ma tutto questo cosa c’entra con l’ameno borgo di Clonakilty, circa 3.000 abitanti? Entro nel pub, che come tutti i pub alle 4 del pomeriggio è scuro, quasi vuoto e accogliente. Le pareti sono letteralmente tappezzate di foto di Redding. Da solo e in compagnia di gente come Bowie, Dylan, Paul Mc Cartney. “Tutte scattate qui?”, chiedo, dubbioso, alla barista. Che da dietro il bancone, serafica, sorride. Insomma, qual è la storia? Mi prende per mano: con l’altra indica un disco di ferro posto proprio sul pavimento dell’ingresso, dove c’è scritto che Noel Redding ha suonato qui per più di vent’anni fino alla sua morte, avvenuta nel maggio del 2003, come conseguenza della cirrosi epatica.

Disco

La targa all’ingresso del pub ricorda che Noel Redding ha suonato qui per più di vent’anni fino alla sua morte

“Spesso venivano a trovarlo degli amici, organizzavano delle jam session”.

“Ma come mai Clonakilty? Aveva dei parenti?”.

Interviene un ragazzo, che per tutto il tempo ha continuato a fissare la mia maglietta con l’effige del CBGB, il celebre rock club newyorchese. “Nel 1972 tutto era finito, per lui. Si trovava in California. Hendrix era morto, lui aveva tentato varie strade, ma senza successo. Con i produttori non si capiva, era stufo di tutto. Fece quello che molti sognano di fare: far girare un mappamondo e poi puntare il dito. E capitò Clonakilty. Qui trovò la pace. Si comprò una fattoria, si fece degli amici. Suonava in questo pub quasi tutte le settimane, negli ultimi vent’anni, e quando non era in giro per il mondo per qualche tour occasionale o quale tributo a Hendrix e a quel periodo. La gente gli voleva bene, ma lo lasciava anche in pace. Noi amiamo pensare che avesse trovato la sua via per essere felice”.

Spiaggia

La spiaggia di Inchydoney, nella contea di Cork

La sera, assisto ad un concerto di sorprendente intensità (di Nick Harper, un altro cognome celebre fra i chitarristi, suo padre, Roy Harper era considerato un maestro da molti grandi, fra cui Jimi Page, e il figlio con l’acustica non è da meno). Il mattino dopo, cammino fino alla grande spiaggia di Inchydoney, la più famosa di questa parte di costa. Certo, mi dico, se è andata veramente in quel modo, il dito puntato a caso su una mappa o un mappamondo, quel giorno la fortuna era dalla sua parte. In ogni modo, osservando la luce mutevole, sulla sabbia, il gioco possente delle maree, mi viene spontaneo immaginare che qui alla fine Noel Redding avesse trovato quello che cercava. Di qualunque cosa si trattasse

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