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La nuova icona black Blood Orange, un artista a 360 gradi

Nel lavoro di questo eclettico musicista, scrittore, fotografo domina la sinestesia, come vera e propria patologia neurologica che causa un'iperconnessione tra i cinque sensi. Il suo ultimo album, Cupid Deluxe, in cui non mancano collaborazioni di lusso, segna il momento della consacrazione

Cantante, compositore, produttore, esperto di moda, fotografo, scrittore, disegnatore. Dev Hynesis è originario di Houston, Texas, ha solo 27 anni, ma in pochi anni è diventato uno dei personaggi più eccentrici ed eclettici della nuova scena alternativa di Brooklyn e oltre. Ha lavorato per The Chemical Brothers, Basement Jaxx e Florence & The Machine, e prodotto la stellina indie Sky Ferreira e Solange Knowles, sorella minore di Beyoncé. Lavora come consulente per Rocawear, il marchio di abbigliamento gestito dal cognato di Solange Mr. Jay Z, insieme al socio Damon Dash. In qualunque evento cool della Brooklyn più cool, Dev non manca mai. Anche perché di recente, è in una relazione con Samantha Urbani, giovanissima icona hipster e cantante dei Friends, band indie-pop tra le più chiacchierate degli ultimi anni, tra le poche ad aver sbancato anche oltreoceano.

Black OrangeTra le sue infinite peculiarità, la sinestesia, non come condizione forzata o allegorica, ma come vera e propria patologia neurologica che causa un’iperconnessione tra i cinque sensi. Che sia questo il segreto, non ci è dato saperlo. Sappiamo però che nel 2008 tra le altre cose ha subito un’operazione alla gola, in seguito a un’infiammazione aggravata da lunghe tournée in Inghilterra, al fianco dei nomi più noti della scena indie britannica. Sempre nel 2008 ha pubblicato I’m Asleep – Comics, Photographs and Illustrations, raccolta di disegni, foto e fumetti da lui realizzati in collaborazione con Ferry Gouw e Faris Badwan della band inglese The Horrors. Un anno dopo, la sua seconda pubblicazione di successo in Punk Fiction: An Anthology of Short Stories Inspired by Punk, con un mini-racconto dal titolo The KKK Took My Baby Away…, una sorta di monologo tra il grottesco e lo sci-fi ispirato molto liberamente all’omonimo brano dei Ramones. La pubblicazione gli apre la strada per la prima raccolta di short stories, nel 2010.

In ambito musicale, negli ultimi anni, l’artista di origine guyanese, con il progetto Lightspeed Champions, una sorta di pop orchestrale dal piglio imprevedibilmente adulto con il quale, ha rilasciato due validi LP per la potentissima etichetta Domino.

Il suo ultimo progetto in ordine di tempo si chiama invece Blood Orange, un colorato calderone di pop patinato anni Ottanta dalle venature funky e soul, figlio delle trovate di Michael Jackson, Prince e derivati. In questi giorni esce il secondo LP a nome Blood Orange, l’ispiratissimo Cupid Deluxe, a due anni di distanza da Coastal Books, sempre per Domino. In molti sono pronti a scommettere che sia finalmente arrivato il momento della consacrazione, dopo alcune prove originali, ma non del tutto convincenti. Tra le sue influenze più disparate, oltre a Prince, Dev cita la mitica Cindy Lauper e il cantante franco-tunisino F.R. David, un residuato bellico del songwriting anni Ottanta, da cui attinge a pieno titolo nelle sue melodie accattivanti e di facile presa. Non mancano le collaborazioni di lusso, dall’alchimista dei Dirty Projectors Dave Longstreth al producer-guru delle basi hip hop Clams Casino. Il video di lancio dell’album Chamakay è stato invece girato nella capitale della Guyana, Georgetown, luogo di nascita della madre, dove si è recato per incontrare per la prima volta il nonno. E che non a caso ricorda, l’omologo video di Solange Knowles di uno dei classici indipendenti 2012, Losing You.

Oltre alla partner Samantha Urbani, ospitata nel secondo singolo apripista, l’irresistibile e ruffiano r’n’b d’alta scuola You’re Not Good Enough, tra i credits compare anche Caroline Polachek, musa dei Chairlift, duo synth pop di Brooklyn esploso nel 2008 con Bruises, che accompagnava lo spot americano dell’i-Pod nano.

La scorsa estate ha trionfato al Pitchfork Music Festival di Chicago. Qualche mese dopo si è ripetuto nell’edizione europea di novembre della rassegna organizzata dalla webzine-bibbia della musica indie, a Parigi. Dev Hynes sembra veramente a un passo dal successo definitivo.

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