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La Voce-Violino di Matteo Setti incanta New York

Il pubblico internazionale di The Cutting Room rapito dalla sua interpretazione di brani jazz quanto dai grandi classici italiani

Matteo Setti, fin dall’infanzia ha coltivato la sua ugola d’oro, che non solo ha calcato diversi palcoscenici, ma è stata identificata dal Dottor Claudio De Felice – neonatologo del Policlinico Le Scotte di Siena, che studia gli effetti della musica sui disturbi di tipo autistico, come la sindrome di Rett – come “voce-violino”. La rara conformazione delle corde vocali di Matteo, rende molto rilassante l’ascolto del suo canto, a differenza delle voci di altri artisti famosi, che invece sono contrassegnate da picchi profondi e appuntiti. Proprio durante un’esibizione del cantante, di fronte a decine di bambine autistiche, si sono visti risultati sorprendenti mentre lo sguardo delle bimbe si è incrociato con quello del cantante.

Matteo Setti

Matteo Setti ieri durante il concerto al Cutting Room di Manhattan

Il destino di Setti era quindi predestinato ad incantare gli ascoltatori con il suo soave gorgheggiare. Infatti, il cantante e cantautore, è stato scoperto dal maestro Luciano Pavarotti e si è affermato in Italia soprattutto grazie ai musical come ‘Notre Dame de Paris’, ‘Rent’ e ‘Casanova’. Ora il suo canto sta seducendo anche il Nuovo Mondo, grazie al suo flair di crooner. Oltre ad aver presentato il suo nuovo EP di swing natalizio – ‘Home for Christmas’ – la sua performance nel locale The Cutting Room di New York, tenutasi il 10 dicembre, sembra essere solo l’inizio di una lunga serie di show statunitensi alla conquista del sogno americano.

Il pubblico internazionale di The Cutting Room, è stato rapito dalla sua interpretazione di brani jazz resi immortali dalle voci di Frank Sinatra, Nat King Cole e Tony Bennett, quanto dai grandi classici italiani.  ‘That’s Life’, ‘O Sole Mio’, ‘Luck Be A Lady’, e molte altre canzoni hanno scaldato gli animi degli astanti, proprio perché Matteo Setti ha dato la propria interpretazione vigorosa, emozionate e talvolta anche spiritosa, evitando di fare una banale imitazione dei miti che lo hanno preceduto. Anche perché nemmeno queste leggende della musica erano dotate, come Matteo Setti, della prodigiosa voce-violino.

 

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