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Emanuele de Biase Corneli suona un violino del 1657

Il concerto all'Istituto italiano di cultura di New York con la collaborazione del liutaio Christophe Landon e accompagnato al pianoforte a Brian Lam

Per celebrare l’anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, il giovane violinista Emanuele de Biase Corneli ha suonato uno strumento unico grazie alla collaborazione con  il liutaio Christophe Landon Rare Violins. Si tratta di un violino del 1657 di Giovanni Pietro Caspani, un artigiano veneziano vissuto tra il 1650 ed il 1670 circa.

Corneli è stato ospitato dall'Istituto Italiano di Cultura di New York l’11 dicembre dove si è esibito accompagnato al pianoforte da Brian Lam. Il programma che abbracciava Bach, Adagio and Fugue from Sonata no. 3 in C major BWV1005 W. George, The Masochist’s Tango, for solo violin (2012) Beethoven, Sonata no. 5 in F major for violin and piano, “Spring” Sonata Paganini, 4 Caprices from op. 1.

Il talento di Emanuele è emerso fin dall’infanzia durante le sue esibizioni del primo concerto di Paganini e delle Sonate e partite per violino solo di Bach, accresciuto dal prestigioso ventaglio di scuole che lo hanno formato. Infatti si è diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia, ha proseguito gli studi in Inghilterra, ad Oxford, ha avuto come mentori i leggendari Pavel Vernikov, Maurizio Sciarretta, Pavel Berman, Konstantin Bogino e Boris Kuschnir; e a coronamento dei numerosi premi vinti lungo il percorso è sbarcato alla conquista dell’America, per completare il suo dottorato in musica classica alla Columbia University di New York. L’irrefrenabile musicista, sempre alla ricerca di perfezionamento, sta completando un master al Brooklyn College sotto la guida di Masao Kawaski, dove è stato nominato primo violino dell’orchestra dell’istituto.

Nel suo percorso di violinista internazionale non è la prima volta che Emanuele impugna uno strumento dalle caratteristiche speciali. Difatti abitualmente suona un violino Paolo de Barbieri del 1949, che è una copia del leggendario strumento di Paganini (Il Cannone Guarnerius) con un arco di Renzo Bechini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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