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Warpaint, sperimentazioni pop dal Joshua Tree

Ci hanno messo quattro anni, ma finalmente ecco il nuovo album. Sperimentale, maturo, sofisticato, ma con sonorità maledettamente orecchiabili, Warpaint segna la definitiva quadratura del cerchio 

Torna con un disco atteso per quattro lunghi anni uno dei quartetti al femminile più chiacchierati della West Coast. Le Warpaint vengono da Los Angeles e sono Emily Kokal, Theresa Wayman, Jenny Lee Lindberg. A loro si è unita nel 2009 e Stella Mozgawa che ha sostituito alla batteria Shannyn Sossamon , sorellastra della Lindberg, ma soprattutto star hawaiana nota per aver recitato al fianco di Heath Ledger ne Il Destino di un cavaliere e poi in Le Regole dell’attrazione e Road To Nowhere.

Lanciatissime fin dagli esordi, le Warpaint non hanno mai nascosto le loro ambizioni dietro a un dito. La Lindberg è sposata con il celebre regista e videomaker Chris Cunningham. Nel 2008 il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, John Frusciante, ha mixato e prodotto il loro EP Exquisite Corpse. È vero, all’epoca Frusciante era in una relazione con la Kokal, ma non è solo una questione di conoscenze che contano. Nel 2009 arriva il contratto con la storica etichetta londinese Rough Trade, nello stesso anno si unisce a loro il polistrumentista e produttore amico di Frusciante ,Josh Klinghoffer (collaboratore tra i tanti di Gnarls Barkley, Beck, PJ Harvey, Beck e turnista degli stessi Red Hot Chili Peppers) e arriva la chiamata per il tour di spalla a una delle band britanniche indie più acclamate di quella stagione, the XX.

Il 2010 è l’anno del primo LP, The Fool, che guadagna subito i consensi della critica internazionale e di un pubblico eterogeneo. Tanto da raggiungere posizioni molto onorevoli anche fuori dagli Stati Uniti, soprattutto in Inghilterra. La band è ospite dei principali festival internazionali, dal Glastonbury ai festival gemelli di Reading e Leeds, dallo stratosferico Coachella a numerosi festival europei. Il loro sound anche nell’LP d’esordio non si priva di quel fascino oscuro e intenso, da mix esaltante tra venature desertiche e suggestioni wave quasi Eighties (Cocteau Twins e Siouxsie su tutti). La loro è una formula efficace e molto più complessa di quanto si possa immaginare dal loro background da ragazze cool losangeline. Elephants e Undertow diventano due tormentoni sul web, raggiungendo milioni di visualizzazioni in ogni angolo del globo.

Passano quattro anni, si rincorrono voci di ogni genere, ma finalmente l’agognato seguito di The Fool arriva. E anche in questo caso le collaborazioni di lusso si sprecano. Il secondo album, dal titolo Warpaint, è stato registrato al riparo dal caos della città degli angeli, dalle parti del parco nazionale di Joshua Tree, in California con l’esperto produttore inglese Flood (U2, New Order, Nine Inch Nails, The Smashing Pumpkins, The Killers) in cabina di regia e lo storico collaboratore e produttore dei Radiohead (e di Beck), Nigel Godrich con il quale registrano due brani, le impeccabili Feeling Alright e Love Is To Die, presentata lo scorso novembre su BBC 6 assieme a un altro estratto irresistibile, Keep It Healthy.

Anche grazie all’influenza di Flood il suono delle quattro ragazze californiane si contamina di spunti vagamente dance e r’n’b. Il suono si fa meno enigmatico, più diretto e scarno. La Kokal non disdegna starlette del firmamento nordamericano del calibro di Rihanna. E si sente tutto. Le Warpaint sembrano dare una risposta indiretta a un altro collettivo californiano tutto al femminile, le Haim, protagonista di uno degli album di pop indipendente più sorprendenti del 2013. Molti brani sono il frutto di jam improvvisate sul palco durante prove e soundcheck, la stessa Emily ha ammesso di aver subito la fascinazione della nuova musica black e di aver ascoltato moltissimo hip hop. Sperimentale, maturo, sofisticato, ma con sonorità maledettamente orecchiabili. Le Warpaint ci hanno messo quattro anni ma sono andate molto vicine alla quadratura del cerchio definitiva. Come se ce ne fosse bisogno…

 

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