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Fantasia naif al potere, Frankie Cosmos

Un'artista senza fronzoli che con una chitarra, una voce figlia del folk tradizionale, testi e immaginario naif, porta nel cuore di New York un songwriting suburbano. Atteso a marzo il suo Zentropy

“Frankie Cosmos è qualcosa di legato alla tua anima, è il fiore che dovresti lasciar crescere, sono i cosmi infiniti di uno spazio infinito, la parata di soldati valorosi di ritorno da battaglie vinte”. Lei si descrive così. Ha 19 anni e per la sua giovane età può vantare una vena prolifica invidiabile. Dal 2009 a oggi ha condiviso online qualcosa come 40 album di pop cantautorale da cameretta. Senza fronzoli, con una chitarra, una voce figlia del folk tradizionale, testi e immaginario naif.

Greta vive a New York, si è fatta strada in un altro gruppo, i Porches, sempre sulla stessa onda di songwriting suburbano importato nel cuore di Manhattan. Dopo vari esperimenti e collaborazioni, con lo pseudonimo Frankie Cosmos si prepara al suo primo vero debutto in studio. Il nome scelto per lo pseudonimo deriva dal poeta Frank O'Hara, personaggio di spicco della scuola di New York. E dalla sua fissazione per il cosmo in tutte le sue forme più fisiche e metafisiche. Nei testi ha dei leitmotiv molto più semplici: New York, le sue relazioni, la sua famiglia e il suo cane. Eppure, grazie a una vena melodica molto pimpante, la voce di Greta difficilmente annoia. Da piccola ha preso lezioni di piano per dieci anni, poi di violino, infine si è data al basso stanca degli strumenti più classici, grazie a un basso preso in prestito dall'ex ragazzo di sua zia, e mai più restituito. Infine la chitarra, al centro della quale ha messo le sue composizioni, partendo dal classico emo da adolescente americano triste per arrivare a un folk molto più solare e positivo.

Una serie infinita di concerti in bar e piccoli pub della Grande Mela, una vita trascorsa con la chitarra a tracolla sulla linea L della metro, come racconta in alcuni testi e, dopo tanta gavetta, il suo nome inizia a girare il web. Anche grazie alla sua esperienza nei Porches.

Una ragazza naif, cresciuta nel caos di New York, da cui non ha mai cercato di scappare nonostante le sue velleità da ragazza un po' fiabesca e fuori dal tempo. In un mondo fatto di buoni sentimenti, delusioni, cuori e rimpianti.

I suoi punti di riferimento sono John Fahey, Beck e una delle band simbolo della scena indie americana degli albori, i Beat Happening. Nel progetto ha coinvolto gli amici di una vita Aaron Maine (il titolare e ideatore dei Porches), David Maine (fratello minore di Aaron) e Gabrielle Smith. Nel suo attesissimo esordio il suono si fa più complesso e ricco di arrangiamenti rispetto ai distillati da pop indipendente da cameretta che ha condiviso in quantità industriale sul suo bandcamp.

Di recente ha suonato di spalla per Mutual Benefit (di cui abbiamo parlato qui). Il suo esordio ufficiale nei panni di Frankie Cosmos affiancata dalla band si intitola Zentropy e vedrà la luce a marzo per l'etichetta Double Double Whammy Records. Nel primo promettente singolo Owen canta “Amo mio fratello Owen, anche se non lo conosco”. Nel secondo brano, di 70 secondi scarsi, Birthday Song, pubblicato qualche giorno fa nel giorno del suo compleanno canta “solo perché ho una certa età, non vuol dire che sono più vecchia di ieri”. Quando si dice un ragazza di poche parole, ma chiare.

https://youtube.com/watch?v=NPKFWhRv-60

Frankie Cosmos è su Bandcamp e su Facebook

 

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