Cerca

MusicaMusica

Sanremo che gira intorno. Una girandola di concorsi e artisti per l’after festival

La Novecento band al Sanremo Centric

La Novecento band al Sanremo Centric

Il 64° Festival sarà anche finito, ma non è finita la voglia di musica e di mettersi in mostra in una vetrina d'eccezione. Tanti i concorsi e gli eventi che continuano ad animare la cittadina ligure e cercano di dare visibilità agli emergenti , attraendo i più grandi talent scout e discografici dell'industria musicale nostrana

 

Sanremo è come un grande centro commerciale: quando arriva l’orario di chiusura e le serrande dei negozi si abbassano, bar e ristoranti continuano a tenere aperto, con la speranza che i clienti si fermino un po’ di più per cenare. Se il 64° Festival si è concluso da una settimana e le vie di Sanremo hanno iniziato a svuotarsi con un sottile senso di sollievo misto a malinconia per residenti, cantanti e discografici, c’è tutto un festival parallelo che dalla settimana scorsa è partito per selezionare cantanti in Italia e all’estero. È la musica che gira intorno, come diceva una vecchia canzone di Ivano Fossati, è lo spremere Sanremo il più possibile per trasformarlo in vetrina, occasione, opportunità, magari un’opportunità lavorativa, meglio se quella della vita.

Gli ingredienti sul tavolo ci sono già tutti: una settimana che attrae i più grandi discografici italiani, talent scout, managers, produttori; i palchi in città non mancano, lontani dall’inarrivabile Ariston, basta trovare locali disposti ad essere inondati di musica o farsi ospitare da Casa Sanremo al Palafiori. L’importante è esserci per stringere contatti difficili da portare a casa cantando nel sottobosco. Sanremo diventa così una fiera di genere, senza contare che basta il nome ad invogliare i partecipanti che si accalcano da tutta Italia.

Manuel Pegoraro, il direttore artistico del progetto

Manuel Pegoraro, il direttore artistico del progetto Sanremo Centric

“Partiamo da Sanremo per la prima tappa delle selezioni, poi via via arriveremo a Roma e a Bologna. La finale però sarà sempre qui, nella città ligure. Per questo ci chiamiamo Sanremo Centric”. A spiegarmi l’andamento circolare del concorso che solo in un giorno ha registrato 22mila ascoltatori attraverso una radio web è Manuel Pegoraro, il direttore artistico del progetto neonato. Chitarrista ed organizzatore si è trovato il primo giorno assieme al suo gruppo, la Novecento Band, a dover affrontare il caos sanremese per riuscire poi a plasmarlo. “A Sanremo, all’interno del nostro concorso, si sono esibiti una ventina di cantanti. Ogni giorno hanno presentato due pezzi inediti, regolarmente depositati alla Siae oltre ad una cover. Sono stati giudicati dai social e ascoltati sulla radio web Silver Music Radio. Alla fine della competizione, a maggio, il vincitore, che potrebbe essere un solista o una band, avrà diritto ad un contratto discografico e potrà diventare la voce spalla di cinque concerti importanti sul territorio nazionale”.

La Novecento Band in tutto questo funge da tappeto sonoro a cui i partecipanti possono appoggiarsi. “In pratica siamo dei supporter dei cantanti in gara: grazie ad una corista, Cristina Baù che ha imparato 26 brani in 8 giorni, una vera e propria band e un quartetto d’archi, ogni solista può mostrare il suo meglio”. Ma Sanremo Centric richiede impegno e rigore. “Il concorso si è tenuto vicino al Casinò di Sanremo. Ci svegliavamo alle 8, mattinata dedicata alle prove con i cantanti in gara. Alle 15 via con la diretta radio per lasciare posto, dalle 16.30 alle 18, alla gara vera e propria”. Tanti i contatti e le proposte ricevuti “ora dobbiamo fare una scelta”, confessa Manuel. E mi soffermo a pensare che della ventina di partecipanti al concorso dai 20 ai 40 anni, tutti cultori del canto e tutti felici di esserci a Sanremo, nessuno ha scelto di proporre un brano della storia dei Festival precedenti.

Per un concorso che nasce, ce n’è un altro che ogni anno ritorna nella città dei fiori: è Sanremo Music Awards, attivo dal 2001 e con un nome anglofono non a caso. “Nessuno aveva mai pensato di registrare questo nome – spiegano Nicola Convertino e Umbi Maggi, gli organizzatori del premio dal nome altisonante – Ma ne avevano sottovalutato le potenzialità. Il Festival ormai è finito e prima o poi, per portare Sanremo nel mondo, si sentirà l’esigenza di un award”.

ferrari

Massimo Ferrari vincitore del Sanremo Music Awards e Umbi Maggi, uno degli organizzatori del concorso

Il loro, in realtà, è un format che già quest’anno girerà parecchio: Argentina, Venezuela, Panama, Santo Domingo, Cuba e Uruguay solo per citare alcune tappe. “La nostra formula per cantanti emergenti collabora a stretto contatto con le televisioni locali. I vincitori delle tappe italiane, che si terranno all'interno della nave da crociera Splendida della MSC a partire da marzo, si confronteranno poi con i cantanti del luogo”.

E così, tra giurie di qualità e selezioni, a Sanremo si è arrivati all’assegnazione del Premio autore per il Sanremo Music Awards. È andato a Massimo Ferrari che si è così qualificato per il tour mondiale. “Il nostro concorso vorrebbe assomigliare a ciò che era il Festival 30 anni fa – prosegue Nicola Convertino – Non vogliamo che ad intrometterci ci sia la politica, chiediamo solo che ci sia collaborazione tra l’Italia e l’estero con una promozione che faccia bene ad entrambi”. Ma le star d’oltreoceano accetterebbero di mischiarsi ai nuovi talenti italiani? “Se andasse in mondovisione sì, sarebbe un modo per raggiungere un vastissimo pubblico senza snaturare i protagonisti. E invece il Festival com’è ora è rimasto nella normalità, senza sostanziali passi avanti”.

E intanto, grazie ad un festival “senza sostanziali passi avanti” c’è tutto un mondo che continua a girare intorno. E soprattutto, non ha nessuna intenzione di fermarsi.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter