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Vittorio Grigolo, tenore a New York: sono un passionario

Trentasette anni, originario di Arezzo, il giovane tenore italiano è in questi giorni sul palcoscenico del Metropolitan Opera con La Boheme di Giacomo Puccini in cui interpreta un Rodlfo pieno di vita e giovinezza. Ad aprile un duetto con Julio Iglesias alla Carnegie Hall e poi salirà in sella alla sua Harley per un coast to coast

Esuberante, passionale e agitato. Vittorio Grigolo mette a nudo la sua anima mentre si gode il successo al Metropolitan Opera nel ruolo di Rodolfo ne La Boheme di Giacomo Puccini. "Sono anche – ci racconta – uno che si mette in gioco, che rischia ed è poco calcolatore". Aretino di nascita e romano di adozione, Grigolo, 37 anni da poco compiuti, è ormai a pieno titolo uno dei tenori 'star' del teatro newyorchese.

Esuberante, come lui stesso si è definito, Vittorio è uno che sa stare sul palcoscenico, che interpreta letteralmente il ruolo che gli è stato affidato. Il suo Rodolfo è pieno di vita, trasmette tutto il fervore e la passione della sua giovinezza, l'amore che prova per Mimi arriva al pubblico, così come il dolore per la morte dell'amata. "Scelgo sempre un ruolo che assomiglia al mio carattere – continua – non potrei mai interpretare un personaggio che non mi dà massima libertà. Anzi direi che a volte sono davvero troppo nel personaggio al punto che la finzione sconfina nella realtà. Ad esempio a Milano mentre ero in scena con la Lucia di Lammermoor, nella foga ho afferrato i capelli di Lucia talmente forte che mi è sembrato sentire le forcine entrare in testa alla mia partner. A Londra, invece, mentre interpretavo Faust mi è caduto un baule in testa ed è stata chiamata l'ambulanza". Rischi del mestiere e del teatro, come sostiene Vittorio, uno che non si stupisce del calore del pubblico perché la sua filosofia è: se trasmetti qualcosa ti riviene data. vg

Ma come spesso accade, il successo non è immune da “effetti indesiderati” e quando il palcoscenico ti dà capita che la vita ti toglie. "Ho sacrificato tutto – commenta – l'amore, gli amici, la giovinezza e la spensieratezza per far parte di questo mondo. A volte è inconsistente, si fa una vita da zingaro ma non mi pento perché questo per me non è un mestiere bensì una vocazione".

Grigolo resterà a New York fino alla fine di aprile quando saluterà momentaneamente la Grande Mela con un concerto alla Carnegie Hall in duetto con Julio Iglesias ed in onore dello stilista Oscar de la Renta. E tra un impegno e l'altro la sua mente è già volata a Los Angeles in California dove lo aspetta una meritata vacanza da centauro a maggio. "Non vedo l'ora di salire in sella alla mia Harley e farmi un coast to coast fino a New York. Poi una volta in Europa mi metterò al volante della mia auto e da Londra andrò fino a Zurigo dove attualmente vivo". Grigolo sarà di nuovo al Met la prossima stagione nel ruolo di Chevalier des Grieux in Manon di Jules Massenet e Hoffmann ne Les Contes d'Hoffmann di Jacques Offenbach.

 

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