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Future, da “promessa” di Atlanta a collaborazioni di lusso

Sobrio erede della scuola di Atlanta, usa e abusa l’auto-tune che nella sua musica non armonizza le imperfezioni vocali, ma trasforma le asperità del suo flowing in una voce dall’alto potenziale mainstream. E il successo non sembra averlo cambiato

Pharrell, Pusha T, Drake, Wiz Khalifa e soprattutto André 3000, Lil Wayne e Kanye West. Per il secondo LP della carriera uscito a fine aprile, Honest, Future ha fatto le cose veramente in grande. Mai sulla cresta dell’onda del mainstream, ma stimato senza distinzioni dai guru dell’olimpo dell’hip hop americano, Nayvadius Cash non è più un ragazzino. Ha 31 anni, sta per diventare padre ed è in coppia fissa con Ciara, nuova stellina dell’r’n’b a stelle e strisce cui ha regalato lo scorso anno un anello di fidanzamento con diamante da 15 carati.

Future è arrivato al successo relativamente tardi. Origini haitiane, trasferitosi in Georgia, ad Atlanta, all’età di sette anni, deve il suo soprannome a Rico Wade, producer della storica Dungeon Family, glorioso collettivo musicale hip hop/r&b/funky di Atlanta che dai primi anni Novanta ha lanciato nomi del calibro di Outkast, Parental Advisory. Wade è suo cugino, ma crede in lui per motivi artistici, prima ancora che familiari. Nayvadius, per il producer, è “il futuro” della famiglia Dungeon, un’autentica promessa su cui scommettere. Grazie alle pressioni del cugino, si convince, si lancia subito in produzioni molto elaborate e figlie del southern hip hop. Basta pochissimo per entrare nelle grazie dell’etichetta A1 Recordings di Rocko, altro pezzo grosso della variegata scena della città della Coca-Cola. Tra il 2010 e il 2011 pubblica un mixtape dopo l’altro, 1000, poi Dirty Sprite e infine True Story che segna la sua carriera con il brano Tony Montana, ispirato al protagonista di Scarface.

La parabola verso il successo di Future è incredibilmente veloce. Gran gusto nella produzione e nella scelta dei suoni, sobria eredità dei maestri della scuola di Atlanta e la Dungeon, uso e abuso dell’auto-tune che lo proietta nell’immaginario più pop e r’n’b. Con Streetz Calling alla fine del 2011 arriva il passaggio a una major, Epic, che lo consacra in un lavoro in cui il confine tra rapper e canto è molto sottile. Il suo vero e proprio debutto, Pluto, arriva finalmente nel 2012 e con esso arrivano le prime featuring di lusso, da un remix del classico Tony Montana che ha tra i guest Drake e di un altro brano clou, Magic, in cui Future ospita T.I.. Tra gli altri ospiti figurano addirittura Snoop Dogg e R. Kelly.

L’auto-tune non sembra uno strumento per armonizzare le sue imperfezioni vocali, ma diventa un valore aggiunto che trasforma certe asperità del suo flowing in una voce dall’alto potenziale mainstream. Eppure, nonostante tutto, Future non diventa mai una star da copertina. Nemmeno con la sua storia d’amore con Ciara, ora incinta, mentre arriva il secondo attesissimo Honest, che inizialmente avrebbe dovuto essere intitolato Future Hendrix, come chiaro tributo all’icona del rock. Troppi problemi su diritti riservati e legali avrebbero portato al cambio di titolo, annunciato inizialmente per la fine del 2013 e arrivato invece solo nella primavera di quest’anno. Come ha spiegato Future, quando ci sono troppi grandi nomi in ballo tra i guest è difficile velocizzare produzione e mixaggio dei brani. Soprattutto quando in un album sono presenti dei mostri sacri dal gusto non proprio facilissimo, come Pharrell Williams o Kanye West.

“Quando registri un album con tanti ospiti, c’è troppa gente coinvolta al di là degli artisti stessi, dagli avvocati ai discografici”, ha ammesso Future. Ma nonostante tutto, Honest è arrivato ed è stato accolto con recensioni lusinghiere dalla critica internazionale. Non mancano le hit travolgenti come Move That Dope o Benz Friends ma emergono anche momenti più orchestrali e contaminati quali Look Ahead che nasce da un sampe del duo africano Amadou & Mariam. Non mancano i momenti più sentimentali, da prossimo padre, quali I Be You o I Won, anche se più volte lo ha negato nelle conferenze stampa di presentazione e nelle interviste di lancio. “Non scrivo con degli intenti particolari, scrivo e basta, scrivo solo perché è un dono che la vita mi ha dato”. Malgrado Ciara, il diamante e gli amici multimilionari e i milioni di fan in rete, il successo non sembra cambiare la giovane promessa del futuro di Atlanta.

 

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