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Perfect Pussy, distorsioni, punk e nuovo femminismo

Capello corto mascolino e un mood da eterna incazzata. Meredith Graves, voce della band, è una che non le manda a dire. Per il suo progetto musicale ha scelto un nome esplicito che è una rivalsa contro il sessismo. Scrive testi crudi e mette a nudo la fragilità esistenziale su un sottofondo di chitarre chiassosse, ma resta lontana dal furore giovalista e disfattista

Evitate di cercare il loro nome su Google Immagini. Difficilmente, senza ulteriori parole chiave, vi imbatterete in un'immagine del gruppo che porta il nome Perfect Pussy. Potreste avere più fortuna su Google o su YouTube perché una delle band emergenti americane più chiacchierate del momento ha scelto un nome dal contenuto considerato piuttosto "explicit" secondo le regolamentazioni americane. Un nome che sta per "vagina perfetta".

Senza troppi mezzi termini, senza alcun giro di parole, ha spiegato agli inevitabili curiosi, la voce del gruppo, Meredith Graves che ammette a cuor leggero come tutte le donne considerate "brutte come lei" vorrebbero avere una vagina perfetta. E un nome così dissacrante è una rivalsa molto schietta e provocatoria contro il sessismo, almeno secondo lei. Ventiseienne dalle idee alquanto radicali è frontwoman e autrice dei testi di questo quintetto punk-rock di Syracuse, stato di New York. A vederla sembra la risposta a stelle e strisce di Jenny Beth delle Savages, quartetto inglese tutto al femminile esploso lo scorso anno. Molto meno sofisticata e aristocratica.

I Perfect Pussy si sono formati per una serie di casualità. Lei cantava negli Shoppers, altra band del variegato sottobosco hardcore della città, ma quando finisce la sua relazione col batterista finisce anche la storia della band. Un po' per caso, nel 2012, l'attore Scott Coffey la coinvolge nel secondo lungometraggio di cui è regista, Adult World. Meredith è timida, non ha la stoffa dell'attrice, persino sul palco preferisce mettere la sua voce in secondo piano. Nel film nfatti deve solo essere se stessa e fare la comparsa nei panni della vocalist di una band che compare in una scena. Le servono degli amici per completare la comparsata e così vi coinvolge l'amico batterista Garrett Koloski, il bassista Greg Ambler, tutti concittadini esponenti punk di Syracyse.

Tutta finzione, almeno inizialmente, ma quando, dopo le riprese, i tre decidono di unirsi al chitarrista Ray McAndrew e al chitarrista Shaun Sutkus, i Perfect Pussy si formano per davvero. E si fanno subito riconoscere dagli addetti ai lavori per il loro approccio spietato nelle distorsioni fedeli al punk che fanno da contraltare al look da tranquilloni vagamente nerd e impacciati. È innegabile immaginare che avrebbero probabilmente avuto tutt'altra fortuna senza la carismatica figura della Graves col suo capello corto mascolino e quel mood da eterna incazzata. Meredith scrive dei testi crudi, la loro posizione politica molto liberal non pervade i testi di quel furore punk giovanilista e disfattista. In un'intervista ha dichiarato che "scrivere canzoni tutte a base di fuck you" è facilissimo, polemizzando con molti suoi colleghi di Syracuse. A lei piace raccontare storie che mettono in luce la fragilità esistenziale, la debolezza delle donne e la difficile condizione della donna senza cedere a slogan da femminismo nostalgico. Se ci sono due cose che odia del revival degli anni Novanta, ammette, sono i Nirvana, per motivi di gusto musicale, e l'anacronismo femminista.

Sul celebre magazine britannico NME, si è scagliata, in un'intervista, contro Lena Dunham, icona hipster e protagonista della serie TV Girls, colpevole di aver aperto una caccia alle streghe contro Jezebel, il magazine che ha messo in vendita a 10.000 dollari una foto non ritoccata della Dunham che era finita in copertina sul numero di Vogue dello scorso febbraio. Non le manda a dire insomma, nella vita, come nelle sue canzoni dove l'acerba voce da punkettona è travolta da chitarre più che mai chiassose. A un primo ascolto risulta difficile anche distinguere le parole dei suoi versi. Tanto è bastato, comunque, per finire nelle grazie della Captured Tracks, una delle etichette indie più influenti della Brooklyn alternativa (vedi DIIV, Mac DeMarco, Soft Metals, The Soft Moon) e molto attenta alle sonorità che si infilano sulla scia della wave e del post-punk degli anni Ottanta. Dopo un EP che ha fatto il giro del web nel 2013 ,è arrivato quindi l'esordio ufficiale, Say Yes To Love: a partire dal titolo, un messaggio molto netto e anti-disfattista. Proprio come piace a lei.

Puoi trovare i Perfect Pussy su Bandcamp, su Facebook e, dal vivo, a New York, il 13 giugno al Saint Vitus Bar.

 

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