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Armando Trovajoli e la sua Roma delle stelle brillarelle

Nel corso della lunga vita dell'autore di Roma nun fa la stupida stasera la città è cambiata molto, senza mai smettere di essere quella delle coppiette che si baciano sotto gli alberi 

Scartabellando tra le varie cose che tengo in uno scaffale della libreria ho ritrovato qualche giorno fa un vecchio disco in vinile che apparteneva a mio padre. Era un LP del 1958 dal titolo Armando Trovajoli a La Capannina Franceschi.  

Surfando su Internet ho scoperto che la Capannina era uno storico locale della Versilia, a Forte dei Marmi. Nato addirittura nel lontano 1929, su iniziativa dell’albergatore Achille Franceschi, aveva proseguito la propria attività, ottenendo il massimo del successo proprio verso la metà degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta. Ho guardato attentamente il disco. Sulla copertina c’era la fotografia del locale visto da fuori, in una serata d’estate. Una scintillante Cadillac bianca era posteggiata davanti all’ingresso, mentre una serie di coppie in abiti molto eleganti si accingevano ad entrare. Gli uomini indossavano smoking neri, mentre le signore avevano quei meravigliosi abiti anni ’50  molto colorati, tacchi alti, collane di perle.

L’ho subito messo sul piatto e l’ho fatto suonare. E mentre dal giradischi uscivano quelle splendide melodie di famosissime canzoni suonate al piano tra qualche gracchio della puntina e un’infinità di ricordi, ho pensato che era trascorso un po’ più di un anno dalla scomparsa di quel famoso musicista. È vero, è stato un anno celebrato dalla nuova riproposta teatrale, a Roma e New York, del Rugantino, la commedia musicale in cui viene eseguita, ad un certo punto, la sua più celebre canzone, ovvero Roma nun fa la stupida stasera.

Ma un artista arrivato, beato lui, alla tenera età di 95 anni e che fino all’ultimo ha continuato a suonare e comporre, non è stato ovviamente solo questa canzone, seppur splendida e popolarissima, ma molto, molto di più. 

Trovajoli era nato a Roma, nel bellissimo quartiere Coppedè, nel 1917, durante la prima guerra mondiale. Da bambino aveva subito iniziato a studiare musica, sotto la spinta di suo padre che era un violinista. Così, a quattro anni, aveva iniziato proprio dal violino ma poi, a sei anni, era passato  al pianoforte e sotto la guida del maestro Libero Barni si era diplomato a pieni voti al Conservatorio di Santa Cecilia. Ma non era nella musica classica che lui era destinato a diventare celebre, bensì in quella leggera e anche nel jazz. 

All’età di vent’anni entrò nell'orchestra  di Rocco Grasso e due anni dopo in quella di Sesto Carlini, le più rinomate formazioni jazzistiche  italiane dell'epoca. Intanto seguiva anche i corsi di composizione con il maestro Francesco Lavagnino e, collaborando con lui, apprendeva anche i segreti della tecnica cinematografica seguendolo nei corsi che il professore teneva all’Accademia Chigiana a Siena. Nel 1949  venne scelto a rappresentare l'Italia al Festival del Jazz de Paris dove, con Gorni Kramer  al contrabbasso  e Gil Cuppini  alla batteria , suonò nella celebre Salle Pleyel. All'inizio degli anni '50 la RAI  gli affidò la direzione della sua orchestra di musica leggera, mentre lui iniziava anche a scrivere canzoni che diventarono subito famose come ad esempio, nel corso del tempo, Tu che m’hai imparato a fa, incisa da Sophia Loren nel 1956,  È l’alba per Nilla Pizzi, Lady Luna per Miranda Martino, Ciumachella de’ Trastevere per Lando Fiorini, Nun je dà retta Roma per Gigi Proietti.  Il produttore Dino De Laurentiis lo chiamò per scrivere la colonna sonora del film Anna, segnando così l’inizio della sua lunghissima carriera di compositore per il cinema. Tante le produzioni che videro la sua firma come autore della musica. Tra le più importanti basti citare Riso amaroLa ciociara, Matrimonio all’italiana, Ieri oggi e domani, Nell’anno del signore, C’eravamo tanto amati, Profumo di donna,Una giornata particolare, La famiglia, Che ora è. 

All’inizio degli anni sessanta iniziò a collaborare con Garinei e Giovannini e compose la musica per il Rugantino a cui si aggiungeranno in seguito numerose altre commedie in cartellone al Teatro Sistina di Roma e poi rappresentate in altre città d’Italia e del mondo. Tra le tante di cui Trovajoli ha composto musica e canzoni troviamo Ciao Rudy con Marcello Mastroianni, Aggiungi un posto a tavola e Accendiamo la lampada con Johnny Dorelli, Bravo e Se il tempo fosse un gambero con Enrico Montesano, fino al più recente Vacanze Romane con Massimo Ghini e Serena Autieri. Sposò nel 1962 la bellissima attrice Anna Maria Pierangeli dalla quale ebbe un figlio, Howard Andrea. Non durò molto. I due si separarono sei anni più tardi. In seconde nozze sposò poi Maria Paola Sapienza, madre del suo figlio Pier Giorgio. Nel 2007  ha ottenuto il Premio Speciale David di Donatello  alla carriera. Nel 2009 ha collaborato al nuovo disco di Renato Zero , e il 20 giugno ha partecipato con lui e tanti altri cantanti italiani ad un grande concerto  di solidarietà allo Stadio Olimpico per il terremoto dell’Aquila. Nel 2010  ha ricevuto il Premio Federico Fellini    per l'eccellenza artistica al Bif&st  di Bari.

In tutti gli anni della sua lunghissima vita, dal 1917 al 2013, la sua Roma è cambiata moltissimo. Lui è riuscito a vedere ben sette papi, da Benedetto XV a Papa Francesco. La Roma ha vinto tre campionati di calcio e la Lazio due. Siamo passati dalle carrozze a cavalli ai motorini che sfrecciano disordinatamente sul lungotevere, da Benito Mussolini al sindaco Marino, dall’inondazione del Tevere del 1929 alla storica nevicata del 1956, dal mercato rionale di piazza Vittorio a EatItaly. 

Ma la sua, in fondo, resterà per sempre la Roma delle coppiette che si baciano appassionatamente sotto agli alberi, del dolce ponentino, delle stelle più brillarelle, dei mejo grilli che fanno cri cri e del friccico di luna che spunta all’improvviso dietro a una buffa nuvoletta. È proprio quella la nostra Roma dei sogni, quella che lui ha immortalato sulle pagine di centinaia di spartiti pieni di note. 

Un altro grande artista romano, Enrico Montesano, disse al momento della sua morte: “L’amico mio Trovajoli nun è morto pe’ niente. Rivivrà ogni sera nelle sue musiche, che noi continueremo per sempre ad ascoltare”.

 

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