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Il pop anti-populista di How To Dress Well

Un incredibile punto d’incontro tra Bon Iver e Justin Timberlake. Per Tom Krell la contaminazione di influenze va dall’elettronica d’avanguardia alla musica sperimentale e il rap mainstream degli anni '90. Un progetto nel segno del "love", difficile da classificare

Arriva in questi giorni il terzo LP in quattro anni per una delle figure più sofisticate e originali della scena statunitense, How To Dress Well. Dietro al moniker si nasconde Tom Krell, compositore polistrumentista  nato trent’anni fa a  Chicago e oggi di stanza tra Colonia, in Germania, e ovviamente Brooklyn. La sua proposta musicale è un’elettronica morbida con voce r&b e momenti ambientali. Il nuovo album si intitola What Is This Heart? ed è stato accolto positivamente su entrambe le sponde dell’oceano.  Già prima di questo album, Tom vantava collaborazioni di lusso, vedi Active Child, Forest Swords, Shlohmo e Jacques Greene. 

 Ha iniziato a far parlare di sé sul web già nel 2009 quando appaiono sul suo blog alcune tracce raccolte nell’EP The Eternal Love messo online in download gratuito. Si sa poco di lui, si viene a scoprire che è uno studente di filosofia appassionato di R&B degli albori e dalla spiccata vena cantautorale. Il suo falsetto algido si insinua tra mini-suite elettroniche notturne e soffuse. Le sonorità risentono delle atmosfere sintetiche tipicamente teutoniche, ma la cura delle voci e i campioni da subito lo accostano a scenari soul. Krell è ossessionato dai termini love e heart, fin dagli albori. Non a caso il suo celebratissimo disco d’esordio è Love Remains distribuito nel 2010 dalle prestigiose etichette di culto Lefse e TriAngle Records. 

Lo si potrebbe definire un incredibile punto d’incontro tra Bon Iver e Justin Timberlake. La contaminazione di influenze che per Tom svariano dall’elettronica d’avanguardia, la musica sperimentale e il rap mainstream degli anni '90 fanno di How To Dress Well un progetto difficilmente classificabile. Ready For The World e Decisions sono brani di un’intensità e di una maturità rara per un giovane venticinquenne ai più ignoto. Ed è solo l’inizio di un’inarrestabile scalata verso i riflettori della musica indipendente internazionale. Lui ama definirsi un musicista pop anti-populista: vuole che la sua musica sia pop e aspira ad arrivare alla posizione n.1 di Billboard, ma al tempo stesso vuole arrivarci a modo suo, senza alcuna deriva mainstream né compromessi coi trend. Ci sta riuscendo, anche perché in meno di tre anni sono diversi gli artisti americani già accostati a How To Dress Well (Mykki Ekko, Young & Sick o Autre Ne Veut che vi abbiamo presentato lo scorso anno). È come se in qualche modo Krell fosse già riuscito a plasmare una proposta musicale peculiare e ben definita sganciandosi dai frettolosi accostamenti ad Ariel Pink’s Haunted Graffiti e Toro Y Moi che lo accompagnavano nelle prime recensioni su How To Dress Well. 

Il disco della consacrazione è stato senz’altro il successivo Total Loss, lanciato dall’hit Cold Nites, co-prodotta dal producer inglese Forest Swords. Senza temere di sembrare commerciale, in una dichiarazione di presentazione dell’album, ha indicato The Velvet Rope, album-capolavoro di Janet Jackson del 1997, come principale modello e punto di riferimento nella composizione: brani a loro modo eterogenei per ritmiche e soluzioni, ma assolutamente coerenti nelle atmosfere e nelle emozioni che segnano le diverse tracce. Il suo omaggio a Janet Jackson va oltre e si spinge fino a un’ottima cover del celebre brano Again. Ma è in brani come & It Was U e Say My Name or Say Whatever che Tom sfodera la sua prolifica vena di songwriter elegante e tremendamente contemporaneo.  In questo What Is This Heart , lanciato dalla splendida Words I Don’t Remember , procede verso il suo personale percorso da popsinger anti-populista, ambizioso, raffinato e mai banale. I riferimenti si sprecano: dai gruppi emo-core degli anni 2000 a Lou Reed passando per Michael Jackson, ma ascoltando qualsiasi brano, da Precious Love e Very Best Friend a Childhood Faith in Love (Everything Must Change, Everything Must Stay the Same), viene in mente soltanto How To Dress Well, e nient’altro. Dopo soli tre LP è un vero miracolo. Sempre e comunque nel segno del “love” e del “cuore”.

How To Dress Well è su Facebook e su Twitter @howtodresswell . Da agosto tornerà in tour in Nordamerica (vedi sito ufficiale).

 

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