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Il rap italiano di Frankie Hi-Nrg fa ballare New York

In Italia ha fatto da pioniere e fatto uscire il genere dai centri sociali. Sbarcato a New York per il Festival della Canzone Italiana, Frankie hi-nrg si è esibito giovedì all'Osteria del Principe. E della Grande Mela dice: "Vorrei viverci per un periodo lungo per poi riportare idee nuove in Italia"

Il pioniere del rap italiano Frankie Hi-Nrg Mc si è esibito giovedì sera all’Osteria del Principe, uno dei punti di riferimento italian style nel cuore di Manhattan.

Francesco Di Gesù, torinese di origine siciliana, esordì nel 1991 con Fight da Faida, e da allora non si è più fermato, firmando successi come Potere alla parola, Quelli che ben pensano, eletta canzone dell’anno nel 1997, e Pedala, scelta come sigla dell’ultimo Giro d’Italia.

Frankie, a New York in occasione del Festival della Canzone Italiana, si è esibito in un paio di locali in città, introdotto dal DJ triestino ormai newyorkese d’adozione Ricky Russo.

Abbiamo incontrato Frankie all’Osteria del Principe, e prima di iniziare lo show ci ha parlato un po’ di se, della sua esperienza newyorchese e dei suoi progetti futuri.

“Ho iniziato nel 1991 con Fight da Faida, dove parlo di mafia, e non mi sono più fermato”, dice Frankie, che unendo i temi sociali a uno stile musicale hip hop allora ancora non molto diffuso in Italia, ha fatto uscire il rap impegnato dai centri sociali portandolo in radio, in televisione e a San Remo, vincendo anche il premio italiano della musica come canzone dell’anno al suono di “sono come me, ma si sentono meglio”.

Frankie è appena stato ospite del Festival della Canzone Italiana di New York, e racconta: “E’ stata un’esperienza fantastica. Ho ricevuto una bellissima accoglienza dal Cavalier Tony Piazza e da tutta la comunità itlaiana”. E il benvenuto è stato sicuramente caloroso anche all’Osteria del Principe, dove un pubblico principalmente italiano ha accolto Frankie ballando e cantando la sua musica. E quando le rime crude di Quelli che benpensano risuonano nel cuore di Manhattan, viene da pensare che forse inizi a varcare l’oceano e a diffondersi anche all’estero quell’italianità lontana dagli stereotipi più diffusi e non particolarmente commerciale che vuole raccontare molte verità a volte scomode e un po’ universalmente diffuse.

E sembra che il clima newyorchese sia piaciuto all’artista, che dice: “Vorrei trasferirmi qui a New York per un lungo periodo, in modo da sperimentare nuove cose e crescere, per poi tornare in Italia portando qualcosa di nuovo”. E Frankie ci tiene a specificare che non è una fuga la sua, ma un volersi migliorare: “Uno dei problemi maggiori dell’Italia è che sono ancora in troppi quelli con una mentalità da loser, che si piangono addosso senza fare nulla per cambiare”.

Nel suo ultimo album Essere Umani, Frankie parla proprio dell’umanità e della vita delle persone che “seguono la loro storia”.

A New York Frankie ha alternato musica di altri alla propria, proponendo dell’hip hop newyorchese (il suo preferito), alternato ai suoi successi più noti interpretati dal vivo.

Frankie si definisce un'artista completo, non solo cantante e autore quindi, ma anche dj, personaggio televisivo e attore. Inoltre autoproduce la propria musica e i video musicali, che sono disponibili gratuitamente online sul suo sito www.frankie.tv.

 

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