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La poesia indie di Diana Tejera e Patrizia Cavalli a New York

Sarà in città a ottobre per presentare il libro-cd, Al cuore fa bene far le scale, realizzato in collaborazione con la poetessa contemporanea, Patrizia Cavalli. Diana Tejera, non è nuova alla Grande Mela di cui ha un'idea "infinitamente romantica"

 

Diana Tejera ritorna a New York per presentare il libro-cd, Al cuore fa bene far le scale, realizzato in collaborazione con la poetessa contemporanea, Patrizia Cavalli, definita la Szymborska italiana. Un progetto nato per caso quando Tejera ha contattato gli editori della poetessa con l’intenzione ardita di musicare delle sue poesie. “Tutto poi è venuto da sé – aggiunge la cantautrice – così quando abbiamo avuto abbastanza poesie musicate e canzoni vere e proprie, testi inediti di Patrizia scritti appositamente per la mia musica, tutto è stato raccolto in un disco di undici brani”. La musica di Diana ha qualcosa di brechtiano, asseconda la sonorità delle parole, ma con un distacco giocoso, senza immedesimarsi nel significato” rivela Patrizia Cavalli,  la cui raccolta di poesie, My Poems Won't Change the World (Le mie poesie non cambieranno il mondo, edito da Einaudi nel 1974) è stato appena tradotto da Gini Alhadeff e pubblicato da Farrar Straus & Giroux, per la prima volta in inglese per gli Stati Uniti.

diana“Spesso è un mare, la musica, che mi prende ogni senso”, sono i versi di Charles Baudelaire che racchiudono il percorso artistico di Diana Tejera, nata a Roma da padre Andaluso. Con collaborazioni importanti come Tiziano Ferro, con il quale ha scritto pezzi che sono diventati dei grandi successi,  come Scivoli di nuovoe E fuori è buio, o Chiara Civello, newyorchese d’adozione, o ancora la star brasiliana Ana Carolina, Tejera ha più diritto di altri di perseguire un indie pop globale. Il debutto nel mondo della musica come frontwoman chitarrista del gruppo dei Plastico avviene ai tempi in cui il fenomeno delle boy band conosce il suo apice e negli States impazzano i Backstreet Boys. Così nel 2007 decide di trascorrere un periodo a New York dove ha l’opportunità di sperimentare nuove sonorità e cimentarsi in estemporanee jam sessions con musicisti locali. “Oggi la situazione è diversa. Certo non è mai stata una città facile ma l’eccitazione di essere a New York faceva dimenticare le difficoltà. E poi italento si sa non è sufficiente per sfondare. Si prendano i musicisti della subway di New York, disseminati tra le varie stazioni, spesso grandi artisti ma relegati nelle viscere del sottosuolo”.

Al rientro in Italia inizia la sua carriera da solista e con l’album La mia versione,del 2009, registrato con un’etichetta indipendente, Sunnybit, decide di rompere gli schemi prestabiliti della cosiddetta music business. “Perché – spiega – gli interessi dei grandi gruppi non hanno nulla a che fare con gli interessi di chi ama la musica”. Tejera scrive da sé testi e musica ed il suo sound è un concentrato di ritmiche e metriche d'oltreoceano unite ad una vocalità e a testi che rimangono molto fedeli alla sua terra d'origine, pur essendo sempre intrise di elementi tipici.

Con

Diana Tejera con Patrizia Cavalli

Poi è arrivato l’incontro con Patrizia Cavalli e il concerto newyorchese alla casa italiana Zerilli Marimò della New York University nel 2013, insieme alla stessa poetessa in occasione dell’anno della cultura italiana nel mondo. Davanti ad un pubblico fin da subito affascinato dalla delicata tecnica, una chitarra sinuosa che si fonde perfettamente con la voce nitida e avvolgente, riesce a dar vita a suggestive trame sonore a cavallo tra rock alternativo, pop veloce e ritmato e sperimentazioni newage. Così le melodie di Amore semplicissimo, Felicità e rovina, Terapia, La mia robiera, Una bella ragazza bruna e Killer Loop le parole, si intrecciano in sincrono in un sound che rievoca le ballate disperate di Joni Mitchell, le languide atmosfere di Lana del Rey e le divagazione anti- folk di Ani DiFranco. Le esibizioni in locali storici di New York, come il Sullivan Hall, confermano la forza carismatica della musica di Diana, capace di allargare intenti e prospettive. “Il primo ottobre si riparte nuovamente per la Grande Mela, dove mi attendono tre concerti nell’Upstate New York  e quell’idea infinitamente romantica che continuo ad avere di questa città”. Diania Tejera si esibirà il 3 ottobre al Binghamton University Downtown Center Music Department, il 4 ottobre al  Cyber Cafe West di Ithaca (NY) e l'8 settembre al Drom su Avenue A.

 

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