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Peaking Lights, marito, moglie, dub e psichedelia

Con Cosmic Logic torna una delle coppie più strambe del panorama indipendente americano. Estetica anni '80 e gusto lo-fi, per una psichedelica pop sperimentale che nell'ultimo album dei Peaking Lights strizza l’occhio al synth-pop e all’elettronica da videogame 

I Peaking Lights tornano in questi giorni con Cosmic Logic, quarto LP della loro breve, ma intensa carriera arricchita da EP e uscite in cassetta all’insegna dell’estemporaneità. Aaron Coyes e Indra Dunis sono una delle coppie più strambe del panorama indipendente americano. Normali in senso comune, vivono in simbiosi, hanno due bambini stanno insieme quasi da un decennio, dal 2006 per l’esattezza e dal 2008 fanno musica insieme nel progetto Peaking Lights, diventato in pochi anni uno dei nomi di punta della psichedelica pop più originale e sperimentale. 

La leggenda narra che i due attuali coniugi dall’estetica così anni Ottanta e démodé si siano conosciuti all’inizio dello scorso decennio in quel di San Francisco. Entrambi erano attivi in progetti goth, come si potrebbe dedurre dai tatuaggi che mettono ancora in bella mostra nonostante l’aspetto da genitori ormai adulti. Aaron è fan dei grandi del dark, da Siouxsie & the Banshees ai Bauhaus e le sue band erano molto in linea con queste sonorità.

Indra invece, dopo una parentesi piuttosto affine a quella del futuro marito, si  avventurata in un percorso musicalmente più eterogeneo. Nei suoi Rah Dunes l’anima mistica e psichedelica da devota dei Throbbing Gristle è contaminata da momenti più sintetici ed elettronici che anticiperanno le atmosfere dei Peaking Lights. Corre l’anno 2006, Aaron è già entrato a pieno titolo nei Rah Dunes ed entra subito nelle grazie di Indra. Tra i due è subito amore, parallelamente ideano un progetto casalingo fatto di sample, drum-machine e chitarra. Stranamente decidono di distaccarsi dall’attivissima scena psichedelica della città Californiana per fuggire in periferia, per l’esattezza a Spring Green, in Wisconsin, Stato dove Indra è cresciuta prima di cercare la fortuna nella Bay Area. 

Il 2008 è l’anno decisivo, quando Aaron e Indra scelgono di intraprendere un road trip alla volta del Texas. Non nuovi a sperimentazioni musicali, decidono di pubblicare un album con lo scopo di tirar su dei soldi per il viaggio. Il disco nasce un po’ per gioco, è distribuito in cd audio, ma otterrà le impreviste attenzioni dell’etichetta Night People che ne acquisirà i diritti per la distribuzione in musicassetta. Il gusto lo-fi dei due si sposa alla grande con la filosofia dell’etichetta e il nome inizia a girare soprattutto online. Nel 2009 arriva l’esordio ufficiale, Imaginary Falcons, che mette in luce ancora una volta il caleidoscopio di sonorità e suggestioni del duo che va dal kraut degli anni Settanta fino a bagliori dub e caraibici che li distinguono dal resto delle band psichedeliche californiane. 

L’album della svolta è certamente 936 che arriva in seguito al ritorno in California dei due, dopo una breve parentesi a Madison, sempre in Wisconsin. Il titolo rivela la passione per la numerologia dei due eccentrici darkettoni psichedelici, sui significati mistici del numero nove e la sua triangolarità. A prescindere da ciò, nell’album è tirata in luce la vena pop dei Peaking Lights. Non a caso è questa volta un’etichetta indipendente più nota, la Weird World (sussidiaria del gigante indie Domino Records) che cura una ristampa del prodotto, inizialmente uscito per l’etichetta noise underground Not Not Fun.

Instancabili, Aaron e Indra non si fermano nemmeno con la nascita del loro primo figlio, Mikko, che anzi coinvolgono campionandone la voce in uno dei brani che saranno inclusi nell’album della consacrazione, Lucifer. Corre l’anno 2012, il disco è il primo registrato in studio con una produzione degna del suo nome. La voce vintage e ipnotica di Indra si inserisce alla perfezione nelle eteree trame mistiche ed esotiche che rendono così peculiare il sound dei Peaking Lights. Lucifer ha dalla sua dei brani dall’altissimo potenziale pop, l’eredità dub-reggae è messa in evidenza senza timori, nonostante non rappresenti un genere tra i più in voga nel panorama indie americano. Se nel predecessore c’erano All The Sun That Shines e Hey Sparrow, le tracce clou di Lucifer, quali Cosmic Tides e soprattutto Beautiful Son, rispetto agli albori, hanno la capacità di piantarsi in testa in maniera fatale e irreversibile già dai primi ascolti. 

Di nuovo di stanza in California, questa volta un po’ più a sud nel cuore di Los Angeles, i due non si fermano. E ci si stupirebbe del contrario. Arriva un altro figlio, Marlon, e sempre nel 2013 i due si guadagnano un’altra fetta di notorietà grazie all’onorevole comparsa nel rework targato The Flaming Lips dell’album d’esordio degli Stone Roses.

I tempi sono subito maturi per il quarto LP ufficiale, Cosmic Logic anticipato dal singolo colorato e patinato al pari della copertina LP. Breakdown è un inno estivo potente e frizzante che nel video si fa beffe delle relazioni umane ai tempi dello strapotere del mondo 2.0. I suoni strizzano l’occhio al synth-pop e all’elettronica da videogame anni Ottanta. Come se Yoko Ono fosse catapultata in un incubo multicolor di visioni digitali da trip acido.

Dopo l’ennesimo allucinante viaggio in questo bizzarro mondo di psichedelia esotica certamente i Peaking Lights si sono guadagnati un posto nella musica contemporanea. Resta solo da scommettere, insomma, sull’arrivo del prossimo figlio o del prossimo LP entro il prossimo anno.

I Peaking Lights sono su Twitter (@peakinglights ) e Facebook

 

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