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Bully, nostalgia grunge da Nashville

Esordiranno il 23 giugno con Feels Like. Sono l’imprevedibile ponte tra Nashville e il grunge di Seattle. Con coraggio e un tocco retrò, i Bully si definiscono grunge/rock/alternative. Dopo aver entusiasmato le platee dell'SXSW di Austin, ora sono in giro in Nord America

Nashville, Tennessee, e Seattle, Washington sono due città agli antipodi, geograficamente e culturalmente. Da una prospettiva prettamente musicale, da una parte c’è la capitale della musica country, dall’altra la città segnata tra fine anni Ottanta e prima metà degli anni Novanta dall’esplosione del grunge con band come Mudhoney, Soundgarden e Nirvana.

I Bully, che esordiranno il 23 giugno con l’LP Feels Like distribuito da StarTime International/Columbia, sono l’imprevedibile ponte tra questi due mondi, assai lontani. Dopo aver entusiasmato le platee dell'SXSW di Austin, sono in giro ovunque in Nord America, in solitudine o di spalla a JEFF The Brotherhood e Best Coast. Dopo una parentesi in Europa, saranno ospiti dei principali club e festival estivi americani (vedi tour).

Sulla loro pagina Facebook identificano il loro genere come “grunge/rock/alternative”, etichetta coraggiosa e retrò rispetto all’ormai inflazionato e abusato filone “indie”. Tra gli interessi del gruppo sono elencati i milkshake, la root beer, i cani, i gatti e i fumetti, in perfetto stile slacker anni Novanta. L’estetica del quartetto viene dichiarata a partire dalla frontwman, chitarrista e vocalist Alicia Bognanno e il suo look da maschiaccio, tra abiti oversized, anfibi e lunga chioma bionda poco curata da rocker d’altri tempi.

La band nasce proprio da un’idea di Alicia ed è composta da musicisti tutti nati e cresciuti nella città del country, Steward Copeland (solo omonimo del celebre batterista dei Police), Clayton Parker e Reece Lazarus. La venticinquenne, originaria di Rosemount, anonimo centro suburbano del Minnesota, è una grandissima appassionata di musica fin da adolescente e, contro la volontà dei parenti, dopo le superiori, decide di proseguire gli studi in ambito musicale, su consiglio di un docente di musica che ne intuisce il talento. Così va a vivere in Tennessee, a Nashville, dove frequenta un corso in Produzione Audio alla Middle Tennessee State University.

Oltre a studiare, entra in contatto con alcuni musicisti locali e da vocalist e chitarrista si mette alla prova in diversi gruppi della Nashville sotterranea. La svolta arriva quando è selezionata come stagista nel prestigioso Electrical Audio di Chicago. Lo studio è stato fondato nel 1997 da Steve Albini, musicista-icona dei Big Black, ma soprattutto guru della produzione con 1500 album registrati al fianco di nomi come Nirvana, Pixies, PJ Harvey. Come racconta Alicia, in soli due mesi, grazie alla professionalità dello staff guidato da Albini, riesce a imparare quello che normalmente si apprenderebbe in 15 anni di esperienza. Grazie a questa esperienza, il sound e la consapevolezza tecnica della Bognanno si perfeziona e così nasce finalmente il progetto dei Bully, insieme al partner storico Copeland e agli tre amici dei due. Il primo EP esce alla fine del 2013 e convince, con brani, abrasivi e dal gusto anni Novanta, come Milkman.

Rispetto alla tradizione grunge cui dichiarano di ispirarsi, emerge una maggiore pulizia del suono e un approccio melodico tipico del power pop di quell’annata (si pensi a The Replacements, Weezer, oltre che ai Pixies). La voce di Alicia, tra tradizione riot-grrrl, Babes In Toyland e indie rock americano degli albori, graffia, sbraita, urla, sa essere un pugno nello stomaco e al tempo stesso intonare dei chorus melodici a presa rapida: la Nashville che non t’aspetti.

I Bully sono su Facebook e su Twitter

 

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