Cerca

MusicaMusica

Il cantautorato adulto e d’altri tempi del giovane Kevin Morby

Con Still Life, secondo capitolo della sua carriera solista, dell’autunno 2014, Kevin Morby conferma il talento da songwriter nostalgico, sofisticato e incredibilmente maturo nonostante la giovane età. Sarà in Italia dopo la tappa al Primavera Sound di Barcellona

 

Arriva in questi giorni in Europa uno dei nomi più interessanti del nuovo cantautorato americano con una tappa al festival indipendente più importante d’Europa, il Primavera Sound di Barcelona e un'unica data italiana al Beaches Brew di Marina di Ravenna, una delle rassegne nostrane più apprezzate dal pubblico internazionale

Kevin Morby non è esattamente un esordiente: nonostante l’età relativamente giovane ha già all’attivo due album da solista e un passato da frontman nella band The Babies e soprattutto da bassista nella super-band di Brooklyn dei Woods.

 

Morby nasce nell’aprile del 1988 a Lubbock, città texana nel Nord Ovest del Lone Star State e fin dall’età di dieci anni si dedica allo studio della chitarra. Nemmeno maggiorenne e senza una patente, mette in piedi due diverse band indie-rock, i Creepy Aliens e i Little Indian Boy. Molto intraprendente e insaziabile appassionato di musica, si procura una carta d’identità falsa per accedere ai music club, la maggior parte dei quali vieta l’ingresso ai minori di 18 anni. 

A soli 17 anni molla gli studi alla Blue Valley Northwest High School, otterrà in seguito il diploma da non frequentante, per fare una scelta molto comune negli anni Duemila: trasferirsi a Brooklyn per vivere di musica. I suoi sono giustamente preoccupati, ma la storia gli darà ragione. Nei primi mesi approfitta dell’ospitalità di amici e amici di amici per sbarcare il lunario e si guadagna da vivere lavorando saltuariamente in bar e caffetterie. Proprio in uno dei bar di Greenpoint avviene l’incontro cruciale con amici di amici coinvolti in un progetto musicale che sarebbe diventato uno tra i più popolari di Brooklyn. 

I Woods erano solo all’inizio della loro brillante carriera e il trasferimento in Arizona di uno dei loro membri temporanei costituisce la svolta per Kevin che prende il suo posto in casa in uno dei compound riconvertiti ad abitazioni post-industriali di Bushwick. In quel vecchio edificio i membri dei Woods vivono praticamente in simbiosi, registrando e componendo nell’enorme spazio comune. Morby si reinventa bassista ed entra in pianta stabile nella band che realizza tre dischi prima dell’album Songs Of Shame che ne segna l’esplosione nel 2009. I genitori di Kevin si ricredono sulle potenzialità di Kevin, diventano fan della band e quando è possibile viaggiano per chilometri per vedere all’opera la band del figlio. Addirittura aprono la loro abitazione a band distribuite dall’etichetta di Jeremy dei Woods (la Woodsist) come i Crystal Stilts e the Vivian Girls, due nomi molti popolari anche in Europa. Dall’amicizia con Cassie Ramone, chitarrista delle Vivian Girls, nasce un nuovo progetto dove Kevin può dare spazio al suo talento di vocalist/chitarrista, The Babies. Anche in questo caso la collaborazione nasce quando Kevin, ancora senza una dimora stabile, le chiede di vivere nella sua living room a Clinton Hill, Brooklyn. Nati per gioco, The Babies realizzeranno il primo disco, registrato a Los Angeles, nel 2011 e poi un altro, sempre ben accolto dalla critica, appena un anno dopo. 

Kevin si traferisce nella città californiana, si defila dal progetto Woods ma resterà indissolubilmente legato a New York: nel 2013 arriva il suo primo album solista, Harlem River, omaggio alla Grande Mela sospeso tra cantautorato d’annata, folk dylaniano e folgorazioni da fan di Neil Young. Non mancano gli ospiti, tra cui il batterista Justin Sullivan (The Babies), Will Canzoneri, Tim Presley (White Fence) e Cate Le Bon. Nell’autunno del 2014, Still Life, secondo capitolo della sua carriera solista, uscito anch’esso per Woodsist, ne conferma il talento di songwriter nostalgico, sofisticato, rievocativo, incredibilmente maturo. Ascoltando le sue composizioni affascinanti e senza tempo, viene da pensare che quella famosa carta d’identità falsa sia un espediente per nascondere un età molto più avanzata. 

Kevin Morby è su Facebook e su Twitter.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter