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Empress Of, l’ispanica convertita al pop sintetico

Figlia di immigrati honduregni a Los Angeles, abbandona le radici musicali latine e inizia a registrare nell'isolamento notturno di open space di Brooklyn. Fascino inquietante e spettrale, una voce che ricorda le ninfe del pop elettronico scandinavo, Empress Of è il nuovo respiro della variegata scena pop indipendente della Grande Mela 

Si prepara all'esordio sotto la prestigiosa distribuzione XL Recordings una delle voci più intriganti della scena di Brooklyn. Me uscirà l'11 settembre, ma fin dai primi assaggi Empress Of sembra avere tutte le carte in regola per far parlare di sé. In queste settimane è in tour propedeutico in Canada e Stati Uniti e, dopo l'uscita del disco di debutto, sbarcherà anche in Europa per un mini-tour autunnale di spalla al duo synth-pop sperimentale dei Purity Ring

Quella di Empress Of è una storia sempre meno rara di un'artista di origine ispanica che abbandona le classiche radici musicali di stampo latino per darsi alle sonorità più fresche e contemporanee della scena indipendente anglosassone, un po' come l'artista argentina Tei Shi che vi abbiamo presentato lo scorso novembre

 

Per Lorely Rodriguez, tuttavia, il processo di conversione è stato relativamente graduale. Nata nel 1990 a Los Angeles, Lorely è figlia di due immigrati honduregni che inevitabilmente propinano alla figlia musica rigorosamente latina e cantata in spagnolo, con una particolare predilezione per gli artisti più commerciali di El Salvador e Messico. Anche per questo fin da piccola, Lorely si appassiona a musica di tutt'altra natura guardando ai classici soul e jazz che riesce a recuperare grazie a ore e ore trascorse su internet. A prescindere dalle origini, ha il ritmo nel sangue e cresce musicalmente cantando e reinterpretando questi classici fin dall'età di undici anni. 

Quella per la musica, per lei, è un'ossessione più che uno strumento di integrazione, in centri come Pasadena e San Fernando Valley che in alcune aree sono a prevalenza ispanica. Frequenta affollatissime scuole superiori pubbliche generaliste finché, dopo vari tentativi, non è ammessa alla LACHSA, l'istituto d'arte della contea di Los Angeles. Come racconta nelle sue prime interviste ufficiali, l'ammissione alla LACHSA è un'autentica salvezza. La passione per il cantato jazz in senso classico si affievolirà e, una volta trasferitasi a Boston, grazie a una borsa di studio, inizierà ad appassionarsi alla musica elettronica. Come molte altre sue colleghe, inizia a produrre musica con i più comuni programmi per Mac e dal 2012 inizia a fare sul serio.

Nell'estate della svolta Lorely dà vita a un originale progetto minimalista su YouTube, Colorminutes: ogni giorno pubblica un piccolo spezzone di un brano lungo un minuto, accompagnato da un colore. Sono registrazioni casalinghe mai prive di un fascino astratto ed etereo che contribuiscono a far girare il nome Empress Of sulla rete. 

 

La genesi delle sue prime composizioni ufficiali nasce dagli esperimenti condivisi su YouTube ed è molto notturna e solitaria, ma anche abbastanza veloce, così il brano Don't Tell Me e il successivo EP Systems, pubblicato nell'aprile 2013 da Terrible Records (Blood Orange, Solange), colpisce subito gli addetti ai lavori, nonostante sia per metà cantato in spagnolo e per metà in inglese. Artisti del calibro di Jamie Lidell si innamorano della sua voce e delle sue atmosfere e se la portano dietro in tour. Nello stesso anno Empress Of suona nei principali festival americani e apre ai concerti di una star del calibro di Florence + The Machine.

Nel frattempo si prepara da subito all'esordio su LP iniziando a registrare nell'isolamento notturno di open space di Brooklyn, ma non riesce a trovare un'esperienza completa di distacco dal mondo iperattivo e pieno di stimoli che la circonda. Per fuggire dalle contraddizioni di New York e dai ratti del suo appartamento, decide di andare a comporre in Messico. Il rifugio del suo ritiro da eremita alla larga dalle metropoli è una casa di famiglia nella Valle del Bravo. Lontana da Internet, dalla tecnologia e dalle tentazioni newyorchesi riesce a porre le basi per le composizioni incluse in Me. Water Water e Kitty Kat, i primi due estratti, risentono di questo riavvicinamento agli stimoli più naturali e ancestrali, ma la natura di Empress Of ha un fascino sempre inquietante e spettrale, con una voce che ricorda quelle delle ninfe del pop elettronico scandinavo più che di una vecchia aspirante jazz singer di origine honduregna. Da Los Angeles a Boston, passando per Brooklyn e il Messico, la continua fuga di Lorely sembra poter dare un respiro nuovo alla variegata scena pop indipendente della Grande Mela. 

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