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Travis Scott, dai ghetti di Houston a Rihanna e Kanye West

Preferiamo parlarne ora prima che il suo affaire con Rihanna si trasformi in una storia seria di pubblico dominio: il ventitreenne Jacques Webster, noto al pubblico come Travis Scott, ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo fenomeno hip hop della scena mainstream americana

Jacques Webster, al secolo Travis Scott, viene da Missouri City, piccolo centro suburbano che, a dispetto di quanto lasci intendere il nome, si trova nel cuore del Texas nei dintorni di Houston, sua città natale. Cresce in una famiglia benestante, suo padre ha una piccola attività e sua madre lavora per Apple. Ma al contempo passa la maggior parte del tempo a casa di sua nonna che abita in una delle aree più malfamate della città. Come narra in alcuni suoi testi e dichiara nelle prime interviste, le situazioni di estremo degrado e di miseria segnano il suo immaginario fin da bambino. Ed è il timore di passare il resto della propria vita in quei quartieri a spingerlo a intraprendere una carriera artistica, come molti altri giovani afro-americani della sua generazione, nel mondo dell'hip hop. Frequenta una buona scuola, si tiene lontano dai guai e alla fine delle superiori, si iscrive per un periodo alla University of Texas di Austin, e poi a San Antonio prima di abbandonare prematuramente gli studi.

La sua ascesa artistica inizia nel 2008 ai tempi di myspace dove Jacques pubblica le sue prime registrazioni insieme al socio Chris Holloway nel duo The Graduates. Un anno dopo sempre su myspace si fa conoscere per un altro duo sempre a tema scolastico nella scelta del nome, The Classmates, formato insieme all'amico di lunga data OG Chess. Il loro nome fa il giro dei circuiti underground della rete e dei club hip hop del Texas.

Dopo due mixtape, in seguito a discussioni su soldi e visioni artistiche, OG Chess e Travis Scott, acronimo scelto da Webster fin dagli albori, scelgono di sciogliere il progetto. È in questi mesi che Scott decide di andare a vivere in California. Prende casa a Los Angeles dove per caso entra in contatto con il “re di Atlanta”, il rapper T.I che, tra un problema e l'altro con la giustizia, ha il tempo di scoprire un brano del giovane Travis. Lo invita nel suo studio di Los Angeles, i due diventano subito grandi amici e grazie a questa amicizia Scott conosce il tecnico del suono di Kanye West, Anthony Kilhoffer. Dopo varie manovre di avvicinamento e contatti via email, Travis corona il suo sogno di conoscere il guru dell'hip hop degli anni Zero. Kanye West sempre aperto alla scoperta di giovani talenti, rimane stupito dal flow e dal mood di Travis e collabora con lui nel suo album d'esordio Owl Pharaoh che vedrà la luce, dopo vari ritardi tecnici, nel 2013 con guest come A$ap Ferg, Toro Y Moi, 2 Chainz, Meek Mill.

Oltre a questa prestigiosissima collaborazione, è l'inclusione di Travis Scott nel dream team della compilation Cruel Summer del 2012 curata da Kanye per la sua label GOOD MUSIC, a lanciare il suo nome in tutto il mondo. Uscita nel 2012, la celebre compilation contiene dei tormentoni come Mercy e Click e guest del calibro di Jay Z, Big Sean e Pusha T. Il contributo di Travis, tra i più giovani protagonisti dell'album è da co-producer in To The World, The Morning e Don't Like e Sin City. Travis, un po' cercando di seguire le orme di Kanye, non è semplicemente un MC, ma produce e dirige video, suoi e di altri, come quello di Brake Lights, brano del suo amico ed ex collega di etichetta in Very GOOD Beats, Hit Boy.

Il secondo mixtape Days Before Rodeo, del 2014, spiana la strada per il debutto su LP annunciato all'inizio del 2015. A marzo, Travis è assoldato da Rihanna come compositore e produttore del singolo Bitch Better Have My Money. Il resto è storia nota: Rodeo esce a inizio settembre con guest come Schoolboy Q, Future, 2 Chainz, Juicy J, The Weekd, Justin Bieber, Young Thug e ovviamente Kanye West. Si può chiedere di meglio a ventitre anni?

Travis Scott è su Facebook e su Twitter.

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