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Da Brooklyn, il pop folk dall’aria naif dei Florist

Quattro giovani musicisti cresciuti nella Hudson Valley e di base a Bushwick,  atmosfere da cameretta, leggere e delicate, mood sereno e adolescenziale, musica e testi innocui e rassicuranti. Il primo LP ufficiale uscirà il 29 gennaio, ma intanto è arrivato l'EP Holdly a far crescere le attese intorno ai Florist

Il primo LP ufficiale uscirà il 29 gennaio per l'etichetta Double Double Whammy che abbiamo già menzionato parlando della promettente Frankie Cosmos quasi due anni fa, etichetta nata nello stato di New York e oggi di base nel cuore di Bushwick, al Silent Barn, art space polifunzionale molto attivo e frequentato nella “nuova Williamsburg”. L'esordio si intitola The Birds Outside Sang e mette subito molto bene a fuoco i riferimenti estetici dei Florist, attivi ormai da tre anni con un nome che solo oggi finalmente inizia a circolare anche fuori da Bushwick e da New York City. Basta cliccare sul loro sito ufficiale florist.life per immergersi nelle atmosfere da cameretta, innocue e rassicuranti dei Florist: grafiche disegnate a mano che in tutti i modi sembrano voler rasserenare lettori e ascoltatori.  

 Sono in quattro, la vocalist e compositrice Emily Sprague, affiancata da Rick Spataro, Jonnie Baker, and Felix Walworth.

In attesa dell'LP, è arrivato un EP Holdly a ottobre a dimostrare la velocissima crescita dei quattro giovani musicisti cresciuti nella Hudson Valley, nel nord rurale e ameno dello stato di New York. I Florist dimostrano di essere una vera e propria band e non il progetto con backing band della prolifica Emily. Nata nel 1994, autodidatta è sempre stata ossessionata dalla registrazione di pezzi musicali, fin da piccola quando si metteva alla prova con registrazioni casalinghe. Non sarebbe la prima bedroom songwriter, ma la svolta arriva quando, alla fine delle scuole superiori, va a studiare ad Albany. Nella comunità artistica universitaria della città conosce Rick e Jonnie e l'amicizia diventa subito una collaborazione musicale. Emily infatti scrive una quantità di pezzi sopra la norma per una ragazza appena maggiorenne. Emily e i futuri Florist si fanno conoscere in giro, aiutano altri amici a organizzare concerti nei locali più giusti, ma manca ancora qualcosa per dare la svolta decisiva. Si unisce a loro, dopo qualche comparsata alla batteria un po' a caso, l'attuale membro della band Felix Walworth e nel 2013 esce We Had Been This Way Forever, primo EP a nome Florist, e nonostante sia ancora un lavoro acerbo e ingenuo, si intravedono ottime potenzialità. 

All'inizio dell'estate Emily decide di seguire nella Grande Mela suoi amici ed ex colleghi di college attivi in band molto underground come i Told Slant, gli inEsmikeaux e i Bellows. Grazie a questi agganci, entra in contatto con il collettivo artistico The Epoch che a Brooklyn è uno dei punti di riferimenti per la scena folk e indie-pop a bassa fedeltà. Molte delle band nate in questo “vivaio” finiscono per essere scritturate dalla Double Double Whammy e ai Florist dopo appena due anni toccherà lo stesso destino. Nel mezzo, nel febbraio del 2014, un brutto incidente in bici costringe Emily a restare a letto per settimane quasi completamente immobilizzata. Dopo tre mesi riuscirà a imbracciare nuovamente la chitarra e ne nasce un EP, 6 Days Of Songs, molto viscerale, che lascia il segno. 

E così sì arriva a una serie interminabile di date nei club underground di Brooklyn, tra art space, project e bar e infine l'EP Holdly, cinque pezzi in appena un quarto d'ora di musica, che grazie a un brano ammaliante e incantevole come la retrò Vacation fa accrescere attenzioni e attese attorno al loro nome: atmosfere leggere e delicate, mood sereno e adolescenziale (come genere musicale, sulla loro pagina Facebook indicano: “friends”), ma con una consapevolezza dei propri mezzi sorprendente per quattro giovani musicisti dall'aria innocente e nerd. 

Tra le scommesse di inizio 2016, appuntate questo nome. Intanto potete trovarli su Facebook o seguire Emily su Twitter

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