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Jeremih, Late Nights: il disco dei ritardi e della svolta

Una gestazione più complicata del previsto, ma finalmente è online e in tutti i negozi del pianeta il terzo album in studio di Jeremih, Late Nights, sempre per la prestigiosa Def Jam. Il disco, la cui prima data prevista di pubblicazione risale addirittura al 2012, nonostante il preoccupante ritardo, è finito subito in tutte le classifiche

Niente ghetti, sparatorie, gang, morti violente né scene di degrado: la storia di Jeremih Felton è molto più normale e tranquilla di quella di molti suoi colleghi di Chicago. Nato nel 1987 a Chicago, cresce in una famiglia estremamente sensibile dal punto di vista musicale, quasi a livelli maniacali. A soli tre anni i suoi genitori iniziano a mettergli in mano qualsiasi strumento per cercare di stuzzicare il talento del figlio. Dalla batteria al piano, passando per il sassofono, la sua è una formazione completa, in piena tradizione afro-americana con ascolti ed esercitazioni su pezzi jazz, blues e soul.

Il background è perfetto e il suo talento riesce a mettersi in mostra anche grazie ai suoi studi che gli permettono di affiancare alle materie istituzionali la piena attività nella banda delle superiori e in una band latin jazz che gli consente di perfezionare le sue abilità da compositore, affinando l'uso di strumenti più esotici come le conga e altre percussioni tipicamente latinoamericane. Jeremih è un ragazzo prodigio, si matura in anticipo a sedici anni per iscriversi al Parkland College. Qui scopre finalmente il suo talento vocale che di lì a qualche anno lo renderà uno dei vocalist r'n'b dal timbro più originale e accattivante.

La sua carriera musicale vera e propria inizia in un altro college più centrale, il Columbia di Chicago, dove si iscrive a un corso di music business e inizia a collaborare col giovanissimo e talentuoso producer Mick Schultz, ai tempi nemmeno ventenne. I due hanno la stoffa e le conoscenze musicali per trasformare il proprio talento in un prodotto adatto a tutti. Il primo pezzo si chiama My Ride e fa drizzare le antenne al potentissimo direttore di Def Jam, Russell Simmons che insieme al responsabile A&R Karen Kwak, decidono subito di puntare su Jeremih al primo provino.

Corre l'anno 2009 e il primo irresistibile singolo di lancio Birthday Sex raggiunge subito la posizione numero quattro nella top 100 di Billboard. Il disco eponimo vende subito decine di migliaia di copie e garantisce al ventiduenne di Chicago uno slot nel tour al fianco di Lil Wayne e Young Jeezy. Il secondo album arriva appena un anno dopo, All About You ed è questa volta un guest di lusso come 50 Cent a far girare ulteriormente il nome di Jeremih in Nord America. Tutto sembra andare per il meglio, ma il terzo LP del prolifico rapper e producer non esce come previsto nell'estate del 2012 per ritardi tecnici. Lui si tiene in allenamento rilasciando un validissimo mixtape, Late Nights with Jeremih. Si parla di collaborazioni con T.I., Busta Rhymes e addirittura Alicia Keys e Adele, ma le conferme non arrivano e Jeremih si butta con un re-edit di All The Time con Lil Wayne.

Ad ingannare la crescente attesa arriva un EP col producer californiano Shlohmo, sempre del 2014, che contribuisce a far girare il suo nome nei circuiti elettronici e indipendenti. Nella stessa estate esce il primo singolo del terzo agognato LP, Don't Tell'Em, realizzato insieme a YG, che guadagna subito milioni di ascolti e visualizzazioni. Il secondo singolo dell'aprile 2015 ne bissa il successo e si arriva finalmente a Oui nell'ottobre del 2015 con l'annuncio ufficiale di Late Nights, previsto per dicembre. Big Sean e Future accompagnano la voce in un altro singolo che diventa presto un tormentone, Royalty. E finalmente il disco vede la luce.

I ritardi non sembrano aver inciso sulla qualità della raccolta, l'unico rammarico sarà semmai legato alle classifiche di fine anno per la maggior parte già completate e pubblicate dai magazine internazionali più influenti, nei giorni d'uscita di Late Nights, un disco che ha il sapore della maturità per l'ormai ventottenne Jeremih. Fosse arrivato un paio di mesi prima, questo terzo album, almeno da questo punto di vista, avrebbe ottenuto una sorte migliore. Ma la vena di Felton è sempre prolifica e per il quarto non ci sarà certamente da attendere troppo.

Jeremih è su Facebook e su Twitter.

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