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Tutta la musica da New York: i 10 migliori album del 2015

Tra hip hop, elettronica e avanguardia, la musica di New York c'è eccome. Anche quest'anno, puntuale come sempre (qui la Top 10 2014), ecco la Top 10 del 2015: dieci artisti newyorchesi e i loro altrettanti album, un mix di sonorità mai banali, a tratti ostiche e con lo sguardo sempre rivolto al presente, ma soprattutto al futuro

La California di Compton sbanca grazie al capolavoro di Kendrick Lamar, To Pimp A Butterfly, e al gran ritorno di Dr. Dre. Non solo nel mondo hip hop/r'n'b (Miguel, Vince Staples), ma anche in altri generi, la West Coast (Kamasi Washington, Holly Herndon, Julia Holter) e addirittura il Canada (Drake, The Weeknd, Grimes) sembrano aver fatto parlare di sé molto più di New York. È vero, Sufjan Stevens vive a New York e il suo ultimo capolavoro Carrie & Lowell, incensato da critica e pubblico di tutto il mondo, è stato scritto e registrato a New York, ma è difficile considerarlo un album completamente newyorchese. Tra hip hop, elettronica e avanguardia, New York c'è. E con questa lista proviamo come ogni anno (qui l'edizione 2014) a segnalarvi dieci artisti newyorchesi e altrettanti album usciti nel 2015, nel segno di sonorità mai banali, a tratti ostiche e con lo sguardo sempre rivolto al presente, ma soprattutto al futuro. Buon ascolto!

1 – Sufjan Stevens, Carrie & Lowell (Asthmatic Kitty Records)

Il geniale cantautore polistrumentista di Detroit si può ormai considerare newyorchese a tutti gli effetti. E anche Carrie & Lowell è stato in parte scritto a Brooklyn. Al suo settimo album in studio ispirato a ricordi dell'infanzia con i genitori e alla recente scomparsa della madre, tra morte, drammi e temi sacri, Sufjan riscopre un intimismo alla Elliott Smith, con una serie di brani tra i più intensi della sua lunga carriera. Da brividi.

2 – Oneohtrix Point Never, Garden Of DeleteÔÇ¿ (Warp)

Con Daniel Lopatin entriamo nel cuore di Brooklyn. L'instancabile producer ha sfornato un disco senza eguali nella sua carriera. Garden Of Delete è un buco nero di sonorità ricombinate come solo lui può: anni Ottanta, vaporwave, musica da camera, musica sintetica, campioni di ogni genere immaginabile e flash hyper-tech. Un manifesto contemporaneo intenso e coraggioso.

3 – Dr Yen Lo, Days With Dr. Len Yo (Pavlov Institute)

Dietro all'acronimo ispirato a un inquietante personaggio del classico di John Frankenheimer, "The Manchurian Candidate", si nasconde la collaborazione tra un veterano dell'hip hop di Brownsville, Kaseem Ryan aka KA (già membro del collettivo Natural Elements) e un producer di lungo corso come Preservation, già al lavoro per basi di nomi del calibro di Wu Tang Clan e Mos Def. Days With Dr. Len Yo è un disco ipnotico e claustrofobico nei suoni, nelle sonorità e soprattutto nei versi di Ryan.

4 – Eartheater, R.I.P. Chrysalis (Hausu Mountain)

Protagonista dell'ultimo capitolo del 2015 di Prima Fermata, Brooklyn, Eartheater è il progetto solista di Alexandria Drewchin della formazione sperimentale di Brooklyn dei Guardian Alien. Con due dischi nel solo 2015, regala un “cyborg-folk” (come le piace dire) che alterna momenti da musica da camera, motivi ancestrali e bagliori digitali.

5 – DJ Richard, Grind

Il producer originario del Rhode Island che grazie alla sua White Material ha dato un'impronta inconfondibile alla nuova scena elettronica della East Coast, si divide tra New York e Berlino. In Grind la sua house sa accelerare a velocità sostenuta, scivolare e riemergere in da break dark ambient.

6 – Empress Of, Me (XL Recordings)

Figlia di immigrati honduregni emigrati a Los Angeles, la nuova ninfa del pop elettronico di qualità, si è trasferita a New York dove è nato Me, in parte scritto anche a Città del Messico. Nel disco, la producer e vocalist sperimentale ha trovato la quadratura del cerchio con dei motivi pop killer (di lei, vi avevamo già parlato nel dettaglio).

7 – Levon Vincent, Levon Vincent (Novel Sound)

Tralasciando la sua delirante chiamata alle armi in seguito ai fatti di Parigi, è difficile negare la qualità del disco omonimo di Levon Vincent. Attivo da più di un decennio, il dj/producer originario di Houston, ha rivitalizzato la scena Techno di New York con le etichette Novel Sound e Deconstruct Music. Un disco potente e ricercato che scuote le viscere.

8 – Anthony Naples, Body Pill (Text/Proibito)

Il venticinquenne producer house amato da Caribou e Four Tet, ha iniziato a farsi strada nel 2012 con un lavoro uscito per Mister Saturday Night, label nota per una serie di party elettronici tra i più celebrati della città. In Body Pill dice tutto quello che ha da dire in appena mezzora. Da lasciare l'acquolina in bocca.

9 – George Clanton, 100% Electronica (self-released)

Lui definisce il suo genere “Internet”, ha fatto dell'estetica vapor-wave un marchio di fabbrica, non senza auto-ironia. Già noto come Mirror Kisses e poi come ESPRIT þ®║µâ│, nell'esordio a suo nome, 100% Electronica, l'esuberante George Clanton trova un equilibrio perfetto tra devianti momenti pop tra Ariel Pink e John Maus, gusto smaccatamente 80s e incursioni chill wave.

10 – LE1F, Riot Boi (XL Recordings/Terrible Records)

Dopo una lunghissima attesa, è arrivato finalmente il primo LP di una delle icone della scena queer hip hop di New York, che vi avevamo già presentato nel marzo del 2014. Tra inevitabili atmosfere trap, dissonanze e quel modo sempre oscuro e tossico, Khalif Diouf ospita nel disco producer del calibro di Evian Christ e Sophie, duetta con la nuova stella del genere Junglepussy e accoglie nella traccia di chiusura Dev Hynes aka Blood Orange.

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