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Sanremo: la riscossa degli Stadio

Con la vittoria degli Stadio, scartati l’anno scorso con lo stesso brano, vince la buona musica

di Lara Lago e Luca Maddalena
sanremo stadio
"Qui dentro ci siamo collezionati un paio di ultimi posti. Mai e poi mai avremmo pensato di vincere il Festival di Sanremo", così gli Stadio dopo la vittoria di sabato sera. Commento e cronaca semiseria della serata

Segnate questo Festival di Sanremo negli annali perché una tale congiunzione astrale risuccederà probabilmente solo al passaggio di una cometa: nel Festival campione di ascolti, frizzante, divertente, non scontato e seguitissimo ha vinto persino la buona musica. Ce n’è abbastanza per ribattezzarlo il Festival di Lourdes.

Sanremo da Stadio

 

sanremo stadio

Gli Stadio in conferenza stampa a Sanremo dopo la vittoria

Gli Stadio con la loro Un giorno mi dirai, hanno fatto man bassa di premi: primo posto della 66ª edizione del Festival, premio Giancarlo Bigazzi per la miglior musica deciso dai direttori d’orchestra, premio della sala stampa Lucio Dalla e quindi dei giornalisti radio TV. “Questo teatro l’abbiamo amato e odiato – dichiarano commossi, freschi di vittoria –   Perché noi qui dentro ci siamo collezionati un paio di ultimi posti. Mai e poi mai avremmo pensato di vincere il Festival di Sanremo”. Soprattutto con un brano che era stato già presentato al Festival per le selezioni l’anno scorso ma che era stato scartato. Segno che le cose cambiano (come canta Dolcenera) e anche Carlo Conti matura, e dai di Sanremo oggi, dai di Sanremo domani alla fine uno si fa pure l’orecchio.

Sulla vittoria degli Stadio tuttavia ormai si iniziavano a perdere le speranze: dopo esserci resi conto subito dalle prove di lunedì pomeriggio che la canzone era di spanne superiore alle altre, per testo, musicalità ma soprattutto per la forte cifra interpretativa, negli ultimi giorni pareva che gli Stadio avrebbero potuto non farcela. Il televoto metteva a serio rischio il podio, visto che da casa a televotare da sempre sono le fan dei personaggi usciti dai talent e non chi la musica la mastica a colazione.

Alchimie sanremesi

 

Ma in questa edizione sanremese si è creata un’alchimia del tutto sconosciuta, almeno nelle ultime tre edizioni: a farla da padrone sono state l’essenza e la verità. Bosso commuove tutta Italia senza finzione, i braccialetti arcobaleno dei cantanti prendono posizione sul tema caldo del periodo, non serve prendersi per i capelli o usare toni sguaiati. E appena si usano, come nel caso di Garko, la satira lo sotterra costringendolo ad adottarla lui stesso. Il meccanismo non si è discostato di molto nella vittoria dei giovani di Francesco Gabbani che con il suo pezzo Amen ha portato a casa, oltre alla vittoria, anche il premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Premio della critica Mia Martini a Patty Pravo con la sua Cieli immensi. A sorpresa in classifica al secondo posto fa capolino la giovane Francesca Michielin, segno di una promessa che verrà senz’altro mantenuta. Terzo posto per Giovanni Caccamo e Debora Iurato con il loro duetto classico e tradizionale che ha colpito ma non troppo. Alcuni colpi di scena alla fine ci sono stati, ad esempio nel vedere Elio e le storie tese dodicesimi in classifica e dati per vincitori ad inizio settimana. Piazzamento fin troppo alto per Lorenzo Fragola (eccolo il potere dei talent) che ha crossato persino la favorita Patty Pravo e il gran brano di Noemi.

È stato l’anno in cui i giovani hanno giocato a cantare da vecchi e i vecchi a cantare da giovani, con innovazione e maestria che solo l’esperienza ti possono insegnare. Gli Stadio dentro all’Ariston sembrano dei dinosauri e come tali, quando si mettono a correre, fanno tremare il pavimento.

Cronaca semiseria della serata

 

La serata parte con l’esibizione di Francesco Gabbani con Amen, brano che ieri ha vinto col 42 per cento delle preferenze, un plebiscito.

Incredibilmente il televoto per il ripescaggio decreta come vincitrice Irene Fornaciari con Blu che ha così l’accesso alla finale con gli altri 15 campioni già promossi nella serata del venerdì. Quindi il fondo della classifica recita: 20° posto per Zero Assoluto, 19° per Neffa, 18° per i Bluvertigo, 17° per i Dear Jack.

Spazio per Roberto Bolle, il primo ospite, che danza sulle note rock di We Will Rock You dei Queen, prima dell’avvio della competizione che vede come primo cantante ad esibirsi Francesca Michielin con Nessun grado di separazione. A sostenerla c’è un video messaggio di Fiorello che le augura di arrivare quinta esattamente come capitato a lui il 25 febbraio del 1995, perché porta bene. Maddalena Ghenea stasera è particolarmente bella: un diamante, esattamente come la linea di abiti che ha scelto, molto sbrilluccicosi. È il turno di Alessio Bernabei con Noi siamo infinito: per lui videomessaggio di Miguel Bosè, suo ex tutor ad Amici all’epoca dei Dear Jack.

Entra Virginia Raffaele che stasera è… Virginia Raffaele. Nessuna imitazione, ma tanta simpatia anche al naturale. Si prosegue con la musica ed è il momento di Clementino con Quando sono lontano. Entra Gabriel Garko in bianco, è particolarmente elegante. Patty Pravo incanta con Cieli immensi: ha più voce del solito e un look azzeccatissimo. Vincerà il premio della critica Mia Martini con 18 voti.

Per Lorenzo Fragola c’è un video messaggio di Ficarra e Picone; poi via con Infinite volte. La borsa di una donna di Noemi che continua a non convincere del tutto viene trainata dall’augurio “fraterno” di J-Ax, suo compagno di avventura come giudice di The Voice.

sanremo

L’esibizione degli Stadio

Cristina D’Avena, la regina dei cartoni animati, scende dalle scale in uno splendido abito verde di taffettà. Ovazione della platea dell’Ariston. Canta Il valzer del moscerino, Kiss me Licia, Occhi di gatto e I Puffi, le canzoni che a turno, i conduttori del Festival, le chiedono di cantare dal palco. Infine si esibisce in La pioggia di Gigliola Cinquetti, Sanremo 1969, che poi è la sua canzone del Festival.

Elio e le storie tese si presentano travestiti da Kiss sul palco a segno dell’originalità e dell’imprevedibilità degli Eli, per cantare Vincere l’odio, dopo essere stati pubblicizzati da Mal. La Juventus intanto vince col Napoli. Si esulta in sala stampa: primo posto in classifica, ma questa volta per la Juve.

È il momento della comicità con Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni. Arisa arriva sul palco con Giusy Ferreri a sostegno nel videoclip per cantare Guardando il cielo.

Dopo la performance degli Stadio c’è l’ovazione del pubblico. Per Annalisa c’è l’in bocca al lupo di Francesco Renga. Splendida, nonostante la farfalla gigante di Gabriel Garko sulla giacca per una gag mal riuscita, incanta con Il diluvio universale.

Renato Zero è il super ospite italiano della serata per la gioia di tutti i sorcini d’Italia. Rocco Hunt sveglia tutti con Wake up introdotto da Vincenzo Salemme, suo conterraneo. Dolcenera ha un vestito lungo nero, il videomessaggio per lei è dei suoi co giudici di The Voice. È la serata di gala del Festival, ma nonostante questo Enrico Ruggeri si presenta in chiodo di pelle bordeaux con un atteggiamento molto rock. La fine è riservata a Giovanni Caccamo e Debora Iurato, Valerio Scanu e l’ospite Beppe Fiorello. Pochi minuti per i saluti di Carlo Conti che è già tempo della classifica definitiva.

La classifica

 

1. Stadio

2. Francesca Michielin

3. Giovanni Caccamo e Debora Iurato

4. Enrico Ruggeri

5. Lorenzo Fragola

6. Patty Pravo

7. Clementino

8. Noemi

9. Rocco Hunt,

10. Arisa

11. Annalisa

12. Elio e le storie tese

13. Valerio Scanu

14. Alessio Bernabei

15. Dolcenera

16. Irene Fornaciari

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