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Gianluca Pellerito e la primavera del jazz

La prima volta nello storico Blue Note di New York del giovane batterista e del suo quintet

Gianluca Pellerito
Ha 21 anni, un curriculum di tutto rispetto, energia, freschezza e una luminosa carriera ad attenderlo. Gianluca Pellerito si è esibito, insieme al suo quintet, nello storico locale newyorchese lunedì 21 marzo e regalato al pubblico emozioni e grande musica

Quest’anno a New York la primavera si è fatta attendere, al punto che domenica 20 Marzo c’è stata una nevicata poche ore dopo i primi falsi accenni di bella stagione. D’altronde, in una città in cui si può fare esperienza delle quattro stagioni nell’arco di un’unica giornata, i veri New Yorker restano imperturbabili e vanno in cerca di emozioni nei teatri e nei club. Ed è proprio al Blue Note, lo storico locale jazz nel cuore del Greenwich Village che nella fredda notte di lunedì 21 marzo è esplosa la primavera in tutto il suo splendore, nel linguaggio che chi vive qui capisce meglio e che unisce le tante culture ed etnie che attraversano questa città, quello della musica. Si può parlare di primavera in tutti i sensi perché il protagonista della serata è stato un ragazzo italiano tanto giovane quanto talentuoso, Gianluca Pellerito, che ha debuttato a 21 anni al Blue Note di New York con il suo Quintet, composto da Sheryl Bailey alla chitarra,  Marco Panascia al basso, Michael Eckroth al piano e la vocalist Karen Marie.

Gianluca Pellerito

Gianluca è un giovane batterista italiano nato a Palermo, che dal 2015 studia al Berklee College of Music di Boston e che ha già pubblicato due cd e ha all’attivo collaborazioni con grandi musicisti del calibro di Peter Erskine, il quale dopo averlo conosciuto, ha dichiarato al magazine Rythm: “Gianluca Pellerito mi ricorda tanto me da piccolo e credo sarà il mio futuro”.

Stiamo, in effetti, parlando di un vero e proprio enfant prodige. Pellerito ha esordito nell’ensemble della Berklee all’Umbria Jazz del 2002 a soli 8 anni e ha continuato a collezionare un successo dopo l’altro. È del 2013 il suo album Jazz My Way, un tributo a Herbie Hancock in cui il giovane musicista dimostra grande maturità nell’interpretare la tradizione jazz. Insomma, il curriculum di questo giovanissimo talento parla da solo, ma non può rendere l’idea dell’esplosione di energia e freschezza che ha portato al Blue Note. Per lui era la prima volta al Blue Note di New York, ma non la prima volta in assoluto: “Ho un legame speciale con il Blue Note – ha detto dal palco – il Blue Note è un posto magico, ho esordito al Blue Note di Milano a 14 anni, ed essere oggi nella sua sede storica di New York è per me un sogno”.

Chi c’era ha visto un grande artista italiano nel pieno della primavera della sua carriera, regalare emozioni come solo i grandi sanno fare. Gianluca, tra l’altro, per il 2016 è l’unico band leader italiano presente nel cartellone del Blue Note di New York. Davvero un grande orgoglio e davvero una grande gioia la prospettiva che una stella del genere con il suo talento costruisca un ponte tra l’Italia e gli Stati Uniti.

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