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Cousin Stizz, l’anima rap nascosta delle periferie di Boston

L’ascesa inizia quando Drake mette su il brano Shoutout alla sua festa di compleanno

Il ventiquattrenne sta diventando una delle voci più promettenti dell’East Coast. A un anno dal suo promettente esordio Suffolk County, dedicato al suo quartiere d’origine, il rapper del Massachusetts continua a regalare singoli irresistibili, pieni di storie crude e suoni grezzi

Tra i grandi centri degli Stati Uniti, Boston è una delle città dove la scena hip hop fa fatica a superare i confini territoriali. Non è una novità. Storicamente nella città e nello Stato del Massachusetts sono stati davvero pochi i rapper in grado di farsi notare nel resto del Paese. Tra questi spicca certamente Guru, membro dello storico duo Gang Starr insieme a DJ Premier, che però in pochi associano alla città di origine, e poi ancora un altro guru underground ED O.G., e gli Grey Sky Appeal, anche loro adottati da Brooklyn, 7L & Esoteric, Benzino. Più di recente, in linea con le tendenze della Costa Orientale e del resto degli Stati Uniti, è emersa una scena hip hop molto variegata che trova ottimi riscontri soprattutto nelle affollatissime zone universitarie di Boston, con le loro piccole venue e i club frequentati da giovani e studenti.

Cousin Stizz nasce e cresce nel più grande centro della periferia Sud di Boston, Dorchester. Il 43 per cento della popolazione della zona è di origine afro-americana, in una delle aree più popolate di immigrati e figli di immigrati, da ogni provenienza. Cousin cresce in questo contesto urbano. Grazie al padre si addentra nel mondo dei classici del soul e della black music. Successivamente prosegue il suo percorso lungo i binari dei classici contemporanei, da A Tribe Called Quest a Erykah Bady passando per Notorious B.I.G. e Puff Daddy.

La svolta arriva quando si appassiona a Gucci Mane. Dal suo idolo sembra assimilare, insieme ai suoi giovani colleghi, la predisposizione a mettersi nei guai. Si caccia in piccoli guai con la legge, come tanti altri suoi coetanei del quartiere. Un suo amico rimane ucciso in uno scontro a fuoco a soli quattordici anni. L’episodio segna in maniera ineluttabile la sua vita. Per motivi mai chiariti, per diversi mesi, lo stesso Stizz non può allontanarsi dallo Stato. Per via di questo inconveniente è costretto a restare a Boston, invece di spostarsi verso aree più stimolanti per intraprendere una carriera da rapper. Anche perché preferisce continuare i suoi studi alle scuole superiori, opponendosi alla proposta di sua madre di intraprendere la carriera militare.

Il rap, come per molti giovani di Fields Corner, una delle aree più povere di Dorchester e dello Stato, sembra l’unica via di fuga, più che un progetto di vita. Ma la sua voce entra subito in testa, il suo mood oscilla da Max B a Wiz Khalifa, la trap marchia a fuoco il suo percorso di crescita musicale e molti dei suoi ascolti sembrano gli ascolti di un bianco benestante più che quelli di un afroamericano nato in una delle aree meno benestanti di Boston e dintorni.

Non è un male. Nemmeno ventenne scrive uno dei suoi primi brani, quello che tuttora è considerato uno dei fattori della sua popolarità sul web. La sua vena è molto prolifica e Shoutout nasce in meno di un’ora, quasi per gioco, grazie a un beat di Obeatz preso tra i tanti beat confezionati dai suoi amici producer. Buona parte della sua popolarità nasce ovviamente sul web, dove i brani di Cousin Stizz sono subito accolti come delle potenziali hit dai seguaci del genere. Ma il suo flow sciolto e ipnotico funziona anche negli show dal vivo. Finisce a esibirsi al SXSW dove capisce che può farcela. I genitori si arrendono all’idea di sostenere la carriera musicale del figlio.

Siamo nell’estate del 2014, ma la vera svolta arriva nel cuore dell’autunno. In rete gira un video in cui Drake, nel corso dei festeggiamenti per il suo ventottesimo compleanno al Dave and Busters di New York, balla sulle note di Shoutout, da lui appositamente selezionata dalla star di Toronto. Come spesso succede in questi casi, si scatena la caccia al brano e il nome di Cousin Stizz viene subito fuori sui social network.

Da quel momento in poi ascolti e visualizzazioni si impennano. Shoutout non è l’unico tormentone social, anche No Bells e Dum Dope lasciano subito il segno. L’esordio ufficiale di Stizz non delude le aspettative. Suffolk County dell’estate del 2015 è un esordio molto intenso, tra storie di strada legate alla sua area d’origine, da cui prende il nome l’album. Storie crude e suono molto grezzo, poco levigato, a cui contribuiscono Tee WaTT, M. Ali, Obeatz, DumDrumz, Latrell James, Tedd Boyd e Lil Rich. L’unico rapper ospitato nella raccolta è Jefe Replay.

Il suo nome cresce, è accompagnato da un team di collaboratori e amici molto affidabili e prolifici, come Michael Christmas, OG Swaggerdick. Finalmente nella primavera del 2016 annuncia l’uscita del secondo mixtape. A un anno di distanza dall’ottimo esordio, esce fuori il primo video dalla nuova raccolta, Gain Green, dove, tra le altre cose, indossa una t-shirt del Milan (come il più noto rapper e presidente di GOOD Music, Pusha T).

I sentori per la precoce esplosione del ventiquattrenne di Dorchester sembrano esserci tutti. Per ora, come suo unico proposito, ha espresso quello di prendersi cura e sostenere economicamente i centri di assistenza del suo quartiere e la sua famiglia. Grazie a Cousin Stizz, anche Boston può mettere in mostra agli Stati Uniti e al mondo la sua nascosta anima hip hop.

Segui Cousin Stizz su Facebook e su Twitter (@CousinStizz).

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