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10 musicisti di New York da tenere d’occhio nel 2017

Le nuove scommesse sulla scena musicale newyorkese per il nuovo anno

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Abbiamo esplorato i più reconditi angoli della città alla ricerca dei migliori musicisti di New York. Alcuni li avrete sicuramente già sentiti se avete un orecchio attento a ciò che vi accade intorno, altri saranno una bella sorpresa, ma la cosa certa è che questo sarà il loro anno

Anche quest’anno ci prepariamo ai prossimi mesi provando ad anticipare alcune delle novità musicali made in New York che secondo noi sono pronte a esplodere. Vi proponiamo 10 nomi tra hip hop, pop, elettronica e songwriting su cui ci sentiamo di scommettere, con la speranza che, come già successo in passato (Leon Bridges, Mykki Blanco, Joey Bada$$, Anderson Paak, Mick Jenkins, 21 Savage, Desiigner, Kamaiyah), sia di buon auspicio per la loro scalata verso il successo.

Il rapper del Bronx

A Boogie Wit Da Hoodie

Il Bronx resiste. Nato ventun anni fa e cresciuto nel quartiere di Highbridge, il rapper Artist J. Dubose sembra pronto al grande salto dopo aver pubblicato due mixtape che gli sono valsi le attenzioni di Atlantic che l’ha messo sotto contratto per l’anno nuovo, quando dovrebbe vedere la luce il suo LP di debutto. Lo scorso anno è stato convocato per aprire tre date nel tour nordamericano di Future e Drake.

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Consacrazioni a Brooklyn

Aurora Halal

Non è esattamente una novità, ma questo potrebbe essere l’anno della sua consacrazione. Producer, visual artist e fondatrice del party Mutual Dreaming, di base a Brooklyn, e del Sustain-Release festival, è in giro da tre anni nei migliori eventi elettronici del mondo. Grazie a una serie di EP fatti di techno visionaria, oscura, ricercata e ipnotica si è messa in mostra in festival quali l’Atonal e l’Unsound ed è pronta a farsi conoscere in occasioni più trasversali come il Primavera Sound 2017 di Barcellona.

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Il ragazzo di East New York

Jimi Tents

Ha ventun anni e sembra essere un personaggio molto defilato rispetto alle giovani promesse della scena hip hop di New York. Nato dalle parti di East New York, Brooklyn, Jimi Tents, ha visto coi suoi occhi la povertà e le violenze di una delle aree più degradate del neighboorhood, oggi in via di un’utopistica gentrificazione. Alla fine del 2015 aveva mostrato tutte le sue potenzialità con l’EP 5 O’Clock Shadow a cui dovrebbe dare seguito proprio quest’anno, dopo aver regalato ai suoi seguaci una versione extended fatta di 14 tracce. A dicembre, a Los Angeles, ha aperto uno show della nuova star del rap di Portland, Aminé.

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Contaminazioni caraibiche

Jubilee

Originaria di Miami, la dj/producer è cresciuta nei dancefloor della città della Florida prima di trasportare il suo bagaglio di contaminazioni caraibiche in quel di Brooklyn. A fine anno ha pubblicato il suo primo LP After Hours, uscito per la label di culto Mixpak gestita dal suo ex coinquilino Dre Skull: una collezione di sonorità UK bass, dub, grime, dancehall. Da dj, da anni, regala lo stesso mix di sonorità e suggestioni in set davvero esplosivi.

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L’hip hop bianco

Lil Peep

C’è speranza anche per l’hip hop bianco. Lil Peep ha cercato per qualche mese di nascondere la sua identità e le sue origini, ma alla fine si è arreso alla potenza dei social. Per inaugurare l’anno, il ventenne di Long Island, ha messo online il nuovo video Girls che mette ancora una volta in lustro il suo pericolosissimo potenziale mainstream. Appariscente, furbo, con un buon gusto per le produzioni, parla di ragazze problematiche, di tendenze suicide e depressione, sempre con un mood frivolo e ironico. Si è fatto conoscere grazie a White Tee e Crybaby diventate subito virali sul web.

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L’Alaska che incanta

Maggie Rogers

Letteralmente esplosa con la pubblicazione del singolo Alaska, uscito ufficialmente a ottobre su Capitol Records, la studente della NYU originaria del Maryland, è diventata in pochi mesi il nome più promettente del nuovo cantautorato americano. Parte della sua popolarità è dovuta a Pharrell Williams, rimasto incantato dal brano che girava a inizio anno. Incantato a tal punto da pubblicare un video in cui piange mentre ascolta Alaska.

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La ragazza di Spanish Harlem

Princess Nokia

Nata nel 1992, di origine portoricane, è cresciuta tra Spanish Harlem e il Lower East Side di Manhattan; anche lei è una vecchia conoscenza degli appassionati di hip hop made in New York in quanto già collaboratrice dei Ratking e nota con i nomi d’arte Wavy e Destiny (suo vero nome). In autunno ha pubblicato un EP a nome Princess Nokia che raccoglie tutte le sue ultimi produzioni. In attesa del primo LP che potrebbe vedere la luce entro l’anno, sta spopolando con brani quali Tomboy o Brujas.

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Synth-pop Queer

Richard Kennedy

Vero e proprio artista a 360 gradi come tanti altri più o meno legati alla scena queer della Brooklyn underground, il performer teatrale, coreografo, promoter, dj e collaboratore di Andy Butler degli Hercules & Love Affair, Richard Kennedy ha pubblicato il suo primo EP Open Wound in a Pool of Sharks. Una raccolta di agrodolci synth-pop ballad figlie degli 80s e delle sonorità black più algide e contemporanee.

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Freak folk dal Camerun

Vagabon

Cresciuta in Camerun prima di trasferirsi a New York all’inizio degli anni duemila, Laetitia Tamko cerca di ridare vitalità alla scena freak folk della Grande Mela. Il nuovo album della sua band esce ufficialmente il 24 febbraio per Father/Daughter Records e contiene otto tracce dove la tradizione Americana è rivisitata da una calda voce soul.

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Incazzata and proud

Young M.A.

Anche lei di origini ispaniche, metà portoricana (e metà giamaicana), è considerata una delle voci femminili più talentuose della nuova scena rap di Brooklyn dopo l’esplosivo esordio con il singolo Brooklyn (Chiraq Freestyle). Classe 1992, orgogliosamente lesbica e incazzata, Katorah “Kat” Kasanova Marrero, grazie alla hit Ooouuu, ha spopolato ovunque con 150 milioni  visualizzazioni in meno di otto mesi. Dopo aver rifiutato una parte nel tv show Empire, si prepara al primo LP ufficiale che segue quattro mixtape pubblicati tra il 2015 e il 2016.

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