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Your Old Droog dall’Ucraina a Coney Island sulle orme di Nas

Il ventottenne ha appena pubblicato il primo LP Packs

your old droog
La sua identità è rimasta a lungo misteriosa e tra gli addetti ai lavori girava voce che dietro al progetto ci fosse qualche big della scena hip hop. Dopo una lunga gestazione, Your Old Droog ha pubblicato il primo LP ufficiale, Packs, album ambizioso e maturo, pieno di ospiti d’eccezione

La misteriosa storia di Your Old Droog inizia nel 2014 quando rilascia su Soundcloud un mixtape di dieci tracce. La somiglianza della sua voce con Nas induce in molti a credere che dietro al progetto ci sia qualche big dell’East Coast: nessun nome, nessuna bio, nessun video youtube, solo un flow e un mood assolutamente newyorchese, erede delle sonorità tipiche della Brooklyn degli ultimi due decenni dello scorso secolo.

La stampa arriva addirittura a interpellare Nas, convinta che Your Old Droog sia un suo progetto secreto e la somiglianza tra i timbri sfiora il tributo o l’imitazione.

Dopo mesi di tam tam online e sulle radio della Grande Mela, l’identità si svela nel primo show, da tutto esaurito, allo Studio della celebre venue di Manhattan Webster Hall. In molti si stupiscono nel trovare sul palco un rapper bianco di origini est-europee che nessuno aveva intuito sentendolo rappare nel suo primo mixtape. Parlano di lui The New York Times e The New Yorker che lo definiscono l’erede bianco di Nas. Rolling Stone inserisce il disco nella prestigiosa top 40 degli album rap migliori dell’anno, DJ Premiere e Royce da 5’9” lo portano in giro in tour come supporto, ma nessuno scopre qualcosa di più sulle sue origini.

Da quel poco che si apprende, Your Old Droog è nato in Ucraina, poco prima della caduta dell’URSS, nel 1989 da una famiglia che emigra negli USA e si stabilisce, come moltissimi connazionali, nella zona di Brooklyn tra Gravesend e Coney Island. Il suo primo contatto con la musica risale proprio all’Ucraina, con quel poco di rap, molto eccentrico e naif, che passa per le radio della nazione.

Grazie al trasferimento a New York e a internet riesce a recuperare il tempo perduto scaricando tonnellate di musica di ogni genere. L’hip hop è il filo conduttore. Come tanti coetanei americani è un cultore di Notorious B.I.G., Jay Z, Rakim, Big Daddy Kane, Kool G, oltre che di Nas. La passione diventa qualcosa di più, così ben presto inizia a scrivere versi rappando su basi scaricate online e mixando dal vivo sui cd. Il flow promette bene, l’immaginario pesca anche da riferimenti artistici e letterari grazie a un background consolidato nei suoi studi al Kingsborough Community College di Manhattan Beach. Il nome che sceglie per il suo progetto sembrerebbe invece un chiaro riferimento ai drughi di Arancia Meccanica, anche se lui preferisce spiegarlo in termini di slang da strada. Nel 2013 esordisce nei panni di Imaginary Droog, con un singolo prodotto da DJ Skizz.

Qualche mese dopo arriva il primo EP, Your Old Droog, disco eponimo che dà avvio a tutte le voci sul possibile coinvolgimento nel progetto di vecchi assi dell’East Coast. Tutto il resto è storia più o meno nota, dal chiacchieratissimo show del 2014, al secondo EP Kinison che raccoglie brani con riferimenti espliciti ai suoi punti di riferimento, rock come i Sonic Youth o i Rage Against The Machine e produzioni molt old school di DJ Skizz, EL RTNC e una collaborazione con Marco Polo.  

Il terzo EP, The Nicest, uscito nel luglio 2015 continua su quella scia, e apre una fase di riflessione e prove in studio per la lunga gestazione del primo LP ufficiale. Ad anticiparlo esce nel febbraio di quest’anno un EP collaborativo con Wiki dei Ratking. A marzo finamente vede la luce Packs, album molto ambizioso e d’annata, consapevole e maturo, non senza diversi ospiti d’eccezione: in Bangladesh ospita Heems dei Das Racist, in Grandma Hips addirittura Danny Brown, in altri brani c’è la voce del comico Anthony Jeselnik campionata come se fosse uno speaker, e non manca ovviamente l’amico Wiki. Sempre con un mood ironico e momenti poetici, Packs è un intenso viaggio in quelle sonorità rap inequivocabilmente newyorchesi.

Le strade di Brooklyn hanno una nuova voce, e che questa voce sia la voce di un bianco ucraino che canta come un rapper afroamericano, incarna perfettamente lo spirito e la natura di New York.   

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