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ASAP Twelvyy, l’atteso debutto dell’ “ASAP” del Bronx

Dopo 10 anni è arrivato finalmente il suo primo album solista, “12”

Jamel Phillips, vero nome di Twelvyy e da sempre parte attiva del collettivo rap più famoso di New York, sembra uno degli eredi più credibili della tradizione hip hop East Coast degli anni Novanta. Dopo una fase di crisi, dovuta alla morte nel 2015 di ASAP Yams (che aveva conosciuto nel 2006), in "12" Jamel comprova la sua reputazione conquistata negli anni

L’ASAP Mob è indubitabilmente uno dei collettivi che hanno segnato più a fondo l’immaginario collettivo di questo decennio: hip hop fresco ed eterogeneo, ma legato alla tradizione, un gusto estetico street subito identificabile, una visione multidisciplinare del prodotto artistico e una passione per le tendenze fashion del momento. Molti dei meriti del successo di questo collettivo fondato ai Harlem nel 2006 da Steven Rodriguez, aka ASAP Yams, stroncato prematuramente da un’overdose nel 2015, spesso sono ricollegati all’ascesa planetaria di ASAP Rocky. In parte è vero, soprattutto in ambito pop, ma ci sono tanti altri personaggi, altrettanto decisivi e influenti, ad aver regalato la meritata popolarità all’ASAP Mob.

Uno di questi è certamente ASAP Twelvyy, una delle voci più sotterranee e ricercate del collettivo che, dopo una lunghissima fase di gestazione, ha finalmente dato alla luce il suo primo LP, 12. Il tempismo non è stato dei più azzeccati. Appena una settimana dopo era infatti prevista l’uscita del secondo mixtape collettivo dell’ASAP Mob, Cozy Tapes Vol. 2: Too Cozy, dove peraltro Twelvyy dà il suo contributo in sette dei diciassette brani della collezione. Come se non bastasse, a generare ulteriore confusione, il 18 agosto è uscito un altro degli album più attesi dell’estate, di un altro ASAP, Ferg, tornato sotto i riflettori, dopo varie collaborazioni, con il nuovo album Always Strive and Prosper.

È la prima volta che ASAP ha un mese di uscite così denso e fitto, ma “12” riesce nel complesso a essere un prodotto anche più interessante e a fuoco, rispetto ai più chiacchierati album rilasciati nelle stesse settimane dal collettivo. Jamel Phillips, vero nome di Twelvyy, è nato nel maggio del 1989 ad Harlem. La sua famiglia vive tra Convent Avenue e la 129esima, presto si trasferisce qualche bloc più a nord prima di spostarsi definitivamente, appena quattordicenne a Castlehill, una delle zone tuttora più degradate e pericolose del Bronx. A partire dal moniker che sceglierà per la sua carriera di rapper nel collettivo, resta sempre legato alla sua area di nascita. 212, da cui Twelvyy, è infatti, l’area code di Harlem, codice che ha dato il titolo al brano che ha reso popolare un’altra artista di quella zona, Azaelia Banks (che vi abbiamo presentato qui).

L’incontro cruciale con ASAP Yams avviene nel 2006 proprio a Castelhill, dove il co-fondatore del collettivo ha deciso di prendere casa dopo esser nato e cresciuto, come lui, ad Harlem. Philips ha dei gusti molto classici per un appassionato di hip hop della sua generazione cresciuto tra le violenze e le contraddizioni dei project di New York. Tra le influenze e gli artisti che ispirano il suo percorso musicale cita spesso Jay , Big L, Nas e Stack Bundles.

L’ASAP Mob che inizialmente vede coinvolti A$AP Bari, A$AP Kham e A$AP Illz, entra in contatto in una festa in casa con il componente oggi più famoso del collettivo ASAP Rocky e da quel momento l’ascesa diventa inarrestabile. Nell’estate del 2011 i singoli Peso e Purple Swag di Rocky, realizzati entrambi da ASAP Ty Beats, diventano virali su Youtube e sui social, così come il mixtape di debutto Live.Love.A$AP, uscito nell’ottobre dello stesso anno, che trasforma il Mob in uno dei fenomeni più in vista della nuova scena rap americana. Parte del merito di questa esplosione è certamente da attribuire allo stesso Twelvyy, molto abile nelle relazioni tra addetti a lavori e nel networking, e protagonista di un featuring nel brano di ASAP Rocky, Trilla, contenuto nello stesso mixtape. Poco meno di un anno dopo, nell’agosto del 2012, si fa conoscere la mondo intero come voce di quattro tracce del mixtape collettivo di ASAP Mob, Full Metal Jacket, Y.N.R.E., Jay Reed e Gotham City. E molti appassionati dei classici dell’hip hop della Grande Mela restano colpiti da quel timbro e da quel flow che rievoca le icone immortali del filone.

Nel 2014 inizia a pensare a un possibile esordio solista, ma la morte improvvisa di Yams è un duro colpo, per lui e per il collettivo. Dopo qualche mese di break in cui medita addirittura di abbandonare la scena, escono i suoi primi due singoli, “LORD” e “Heaven Can Wait”. Subito dopo è coinvolto in tour da un altro gruppo di rapper diventato piuttosto popolare anche fuori da New York, i Flatbush Zombies (di cui vi abbiamo parlato qui).

L’esperienza in tour con loro è benefica, ridà coraggio a Jamel che torna seriamente a pianificare l’uscita dell’agognato album di debutto. In 12 i featuring si sprecano e sono una prova della reputazione conquistata negli anni da Jamel. A$AP Rocky, A$AP Nast, A$AP Ferg, A$AP Eddie. Smooky Margielaa, Joey Bada$$, Flatbush Zombies arricchiscono le trame sempre classiche e da strada dei versi di ASAP Twelvyy. Se non rinuncerà a percorrere con dedizione le strade parallele del suo percorso di ricerca solista, Twelvyy potrebbe risvegliare nell’ASAP Mob quel gusto rap nostalgicamente newyorchese che si è un po’ perso per strada tra le contaminazioni e l’ascesa di altri trend nati in altri epicentri hip hop dell’America degli anni Dieci.

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