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MHYSA, la resistenza “cyber-pop” dell’underground americano

Il suo album di debutto è stato presentato in una serata dell’influente party newyorkese GHE20GH0TH1K

La cantante MHYSA

Tra “afro-pessimismo”, fantasy, tecnologia e l’Inferno di Dante, la multimedia artist di Prince George’s County, adottata da Philadelphia, si dimostra una delle voci pop più promettenti dell’underground americano. Nell'album "Fantasii" spiccano brani dalle grandi potenzialità pop come Spectrum e STROBE e toccanti canzoni da androide R&B come Bb o Siren Song

Si definisce senza paura una “Queer Black Diva”, “una pop star underground che dà voce alla cyber-resistenza” e ha esordito quest’estate con il promettente album avant-R&B fantasii su Halcyon Veil, la label elettronica lanciata dal producer texano Rabit, per “promuovere la creatività in un mondo non-settario dove le tutte le menti dell’universo, a prescindere da credo e dogma, trovino dimora insieme  nel segno dell’amore, della virtù, della giustizia e della pace”.

E. Jane è nata nel 1990 a Bethesda, e come Kelela è cresciuta negli immediati dintorni di Washington D.C. nella Prince George’s County, una delle aree a netta maggioranza nera del Maryland. Il suo percorso è quello classico di una giovane afro-americana cresciuta negli anni ‘90 partire dalla gavetta negli eventi della comunità religiosa del suo quartiere per finire nel coro giovanile della New Mount Olive Baptist Church della capitale. Da adolescente si dà alla poesia, vince i primi premi nemmeno ventenni, e parallelamente entra nel mondo della scrittira musicale, partendo da una chiara ispirazione soul e blues. All’inizio del decennio va a studiare al Marymount Manhattan College dove si laurea in Storia dell’Arte, con un doppio “minor” in Inglese e Filosofia, mentre fa esperienza in stage dividenosi tra Washington D.C. e New York City.

Inizialmente non usa la voce nelle sue performance che prevedono sample e conquistano gradualmente i circuiti underground delle avanguardie artistiche dell’East Coast. Dal 2013 infatti E. Jane lavora al fianco di chukwumaa nel duo Scraaatch, dapprima a Washington D.C., poi a Philadelphia dove lei va a studiare Interdisciplinary Art alla University of Pennsylvania. I due insieme propongono performance, installazioni e sonorizzazioni di digital art e si esibiscono riscuotendo crescenti riconoscimenti in importanti istituzioni come il MOMA PS1 di New York e l’Institute of Contemporary Art di Philadelphia.

Nell’autunno del 2015 finalmente pubblica  il suo primo singolo a nome MHYSA, power cuts, sull’allora neonata NON Worldwide, la label elettronica delle nuove avanguardie radicali afro-americane fondata dall’americano Chino Amobi (ospite nel brano) insieme al sudafricano Angel-Ho e alla londinese inglese Nkisi. “EXORCISE THE LANGUAGE OF DOMINATION”,  “NON IS A HAMMER WE USE TO CRUSH THE ENEMY” sono i messaggi del manifesto identitario di NON, perfettamente in linea con l’immaginario e i temi della ricerca artistica della giovane producer che coinvolge nel video del suo singolo d’esordio altri personaggi chiave dell’underground di Philly, come  DJ Precolumbian, Genesis Martinez-Crespo e Dj Haram. Di lì a pochi mesi esce sempre su NON il primo EP, Hivemind, che cattura l’attenzione di nuovi ascoltatori sul web e sui magazine che contano grazie a una sorprendente cover di Jezebel di Sade. La sua voce colpisce anche dal vivo e si mette in mostra in appuntamenti molto prestigiosi in ambito underground, come la serata di AdHoc dove MHYSA si esibisce, all’inizio del 2017, prima di GAIKA, James Ferraro, Bill Kouligas e Yves Tumor (che vi abbiamo presentato un anno fa qui)

Nel frattempo non abbandona i suoi propositi artistici: all’American Medium di Brooklyn fa parlare molto di sé grazie al progetto Lavendra, in cui rivisita l’eredità culturale delle icone black degli ultimi decenni come Brandy, Aaliyah e Whitney Houston.

Nell’estate dello stesso anno arriva finalmente il suo primo LP del suo “alter-ego” pop MHYSA. Fantasii è un complesso concept dove riferimenti arcani e mitologici incontrano ancora miti contemporanei come Harriet Tubman, Donna Summer e l’iconica 86enne ladra di gioielli Doris Payne, in un Inferno dantesco rovesciato, dove la ribellione diventa una forma di liberazione e di ricerca di pace eterna in un contesto di “afro-pessimismo” dove non sembra, al momento esserci alcuna prospettiva rosea per le donne afroamericane del 21esimo Secolo in cerca di una dignitosa emancipazione. Tra momenti più oscuri e avant figli dei suoi primi esperimenti con NON, spiccano in Fantasii brani dalle grandi potenzialità pop come Spectrum e STROBE e toccanti canzoni da androide R&B come Bb o Siren Song che fanno pensare a un futuro migliore, per noi e per E. Jane.

La cyber-resistenza di MHYSA è solo all’inizio. Segui MHYSA su Facebook, Instagram e Twitter.

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