Cerca

MusicaMusica

Commenti: Vai ai commenti

Sanremo 2018: vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro con un brano “quasi” inedito

E’ stato un gran Festival, più casereccio, come quando fai per la prima volta una torta di mele e speri lieviti nel modo giusto...

Ermal Meta e Fabrizio Moro, vincitori di Sanremo 2018 (Foto di Stefano Lombardi

Al momento della proclamazione dei vincitori la sala stampa del Teatro Ariston sbuffa senza dire ‘buu’. Quando Michelle Hunziker legge il secondo classificato, la vera sorpresa del Festival, Lo Stato Sociale con "Una vita in vacanza", la sala stampa esulta

Chi entra papa esce cardinale ma non tutte le ciambelle escono con il buco. La storia dei vincitori di questa 68esima edizione del Festival di Sanremo, Ermal Meta e Fabrizio Moro con ‘Non mi avete fatto niente’, è stata tanto prevedibile quanto assurda.

La parte prevedibile: i bookmakers li danno come vincitori assoluti con un mese di anticipo, fanno un buon Festival, la canzone punta tutto sulla vena emotiva degli attacchi terroristici, parafrasando le dichiarazioni di una delle parenti delle vittime. Nella serata dei duetti ospitano Simone Cristicchi per aggiungere ancora più pathos, restano in bilico sul regolamento, vincono.

La conferenza stampa dei vincitori

La parte assurda: i bookmakers li danno come vincitori assoluti con un mese di anticipo, scherzano con il fuoco, presentando al Festival un brano inedito solo per due terzi del brano. Rischiano di essere buttati fuori dalla gara per plagio. La Rai li salva, forse anche per vicinanze politiche gradite ai vertici. ‘Cose che in un Sanremo di 10 anni fa non sarebbero mai state ammesse’, chiosano i veterani. Nel frattempo il corposo zoccolo duro dei fan di Meta e Moro insorge, nel momento della difficoltà si dimostrano coesi, con hashtag social minacciano di non guardare più il Festival. Lo spirito di rivalsa si fa sentire e appena i due vengono riammessi in gara è già troppo tardi. La vicenda ha tenuto banco per tutta la settimana, con i titoloni dei principali quotidiani e la popolarità è cresciuta insieme alla querelle. Il boom del televoto non è che una conseguenza.

Al momento della proclamazione la sala stampa del Teatro Ariston sbuffa senza dire ‘buu’. Quando Michelle Hunziker legge il secondo classificato, la vera sorpresa del Festival, Lo Stato Sociale con ‘Una vita in vacanza’, la sala stampa esulta.

‘Hai presente quando tu organizzi uno scherzo bello? Ma poi lo scherzo diventa così grande che non sai più come fare? Ecco, è andata così’, dicono i ragazzi del gruppo dal tavolo della sala stampa, felici e spossati come l’ultima notte dopo un raduno scout, che quasi sembrano dispiaciuti di dover smontare le tende e spegnere il falò.

Sanremo 2018: dalla pagina Facebook de Lo Stato Sociale

Terzo posto per Annalisa con ‘Il mondo prima di te’, un bel brano che per la prima volta nel suo curriculum sanremese ha messo in luce le sue buone doti vocali.

E’ stato un gran Festival, più casereccio, come quando fai per la prima volta una torta di mele, la metti in forno e speri lieviti nel modo giusto. Se nei primi giorni della settimana la nuova gestione Baglioni spaventava per l’inesperienza e per la sensazione del navigare a vista, è bastato vedere in azione i tre conduttori, Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, per rendersi conto subito che sarebbe stato un gran Festival: popolare, facile, composto, nemmeno troppo aristocratico con gag semplici e divertenti.

A fare la differenza, rispetto alle edizioni precedenti, è stata la scelta di affidare la direzione artistica ad un cantautore e non ad un presentatore. L’intero clima delle serate si è trasformato in un karaoke gigante, dove gli ospiti hanno duettato con Baglioni sulle note dei suoi successi più famosi.

E la buona musica ha portato comunque a casa premi minori.

E’ stato il caso di Ron che con il pezzo postumo scritto da Lucio Dalla ‘Almeno pensami’ ha vinto il premio della critica Mia Martini.

Premio della sala stampa Lucio Dalla a Lo Stato Sociale, miglior interpretazione ad Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico con ‘Imparare ad amarsi’. Il riconoscimento per il miglior testo è andato a Mirkoeilcane con ‘Stiamo tutti bene’, miglior composizione musicale a Max Gazzè con ‘La leggenda di Cristalda e Pizzomunno’. Già si annusava puzza di vittoria quando la Tim, sponsor unico della rassegna, ha consegnato il Premio Tim music al brano più ascoltato sull’app Tim nella settimana sanremese: manco a dirlo si trattava del pezzo Ermal Meta e Fabrizio Moro. Unico dispiacere musicale, l’ottavo posto di Diodato e Roy Paci con ‘Adesso’, entrambi artefici di un ottimo festival.

Il segreto degli ascolti record anche nella quarta sera del Festival con 10 milioni e 108mila spettatori si è visto nella finale in due dettagli della diretta.

Dopo aver cantato ‘Avrai’ con Claudio Baglioni, Laura Pausini la grande ospite della serata, attraversa tutto il teatro Ariston ed esce. Fa un bagno di folla, di selfie, fa cantare i fan appoggiati alle transenne, improvvisa una performance per gli invisibili, quelli che hanno accalcato come non mai le vie di Sanremo soprattutto negli ultimi due giorni.

Prima della fine della diretta Baglioni sceglie di mostrare un video con frammenti di errori realizzati durante le prove: errori comuni, compiuti da persone comuni per un pubblico comune.

Le luci della sala stampa si spengono, alle 2.30 il Festival comincia a diventare un ricordo da archiviare. La Rai inizierà a corteggiare già dalle prossime ore Baglioni per il Sanremo bis. I giornalisti si salutano dandosi appuntamento all’anno prossimo: ‘Ciao a tutti, noi per ora ce ne andiamo ‘Una Vita in Vacanza’’.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter