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Tutti pazzi per Metro Boomin, l’ascesa del producer hip hop più invidiato d’America

È il re mida delle produzioni trap, e tra gli ospiti del suo primo album in studio ci sono Drake, J Balvin, Gucci Mane Travis Scott, Young Thug e 21 Savage

Metro Boomin (screenshot YouTube).

Not All Heroes Wear Capes, suo primo album in studio da solista, annunciato ad Halloween e pubblicato il 2 novembre da Republic, ha esordito al primo posto della top 200 di Billboard con centomila copie vendute in pochi minuti e tra i credits ha una formazione da allstar dell’hip hop da classifica

Bad and Boujee dei Migos, Mask Off di Future, Bank Account di 21 Savage, Congratulations di Post Malone, Tunnel Vision di Kodak Black, Low Life di Future e The Weeknd. Difficile trovare oggi un producer con un “portfolio” ricco e prestigioso come quello di Metro Boomin. Not All Heroes Wear Capes, suo primo album in studio da solista, annunciato ad Halloween e pubblicato il 2 novembre da Republic, ha esordito al primo posto della top 200 di Billboard con centomila copie vendute in pochi minuti e tra i credits ha una formazione da allstar dell’hip hop da classifica. Al fianco del venticinquenne re mida delle produzioni trap e oltre figurano infatti oltre a Drake, Gucci Mane e la star planetaria del reggaeton J Balvin, tanti nomi che vi abbiamo presentato su questa rubrica all’inizio della loro ascesa e che negli ultimi anni sono letteralmente esplosi. Hanno prestato la voce alle tracce del disco Offset uno dei tre Migos, Travis Scott di recente tornato alla ribalta con il chiacchieratissimo Astroworld, l’icona di Atlanta Young Thug,, Swae Lee del duo di Black Beatles, Rae Sremmurd, e due dei talenti più oscuri e intriganti della scena trap, come 21 Savage, Kodak Black.

La storia di Metro Boomin inizia nel Missouri, in una delle città più prolifiche della scena black del Midwest. Leland Tyler Waine, suo nome di battesimo, nasce e cresce insieme ai suoi quattro fratelli in una dei quartieri afroamericani dei sobborghi occidentali di St. Louis. La sua precoce carriera da musicista inizia al basso, ma la svolta arriva quando appena tredicenne riceve in regalo dalla madre il noto software di produzione homemade FruityLoops. Leland come la maggior parte dei suoi coetanei sogna di diventare un rapper e passa intere giornate a creare beat e piccole tracce molto casalinghe. Col passare del tempo diventa sempre meno amatoriale e sottopone le sue basi ad artisti emergenti di Atlanta con cui entra in contatto sui social. La paziente madre lo accompagna spesso in macchina fino alla capitale della trap che dista quasi dieci ore da St. Louis per meeting e incontri. Il primo a restare impressionato dal suo talento di producer è Tay Don, promettente rapper di DC parte del roster della Bricksquad Monopoly, etichetta fondata da Waka Flocka Flame, come sublabel della 1017 Brick Squad Records del guru Gucci Mane che all’epoca entrava e usciva dal carcere per continui problemi con la giustizia. La collaborazione con Tay Don si rivela quindi il trampolino di lancio per entrare nel giro dei fenomeni trap più in vista di Atlanta, si tutti OJ Da Juiceman e Future che trasformerà Metro Boomin nel suo producer di fiducia. Nel frattempo Leland va a vivere ad Atlanta, ufficialmente per frequentare la facoltà di Business Management, ma la sua reputazione in ascesa lo porterà presto ad abbandonare gli studi per dedicarsi alla carriera di producer.

Hard, Karate Chop, la titletrack del secondo album in studio di Future, Honest, insieme al successo del sesto singolo I Won (con Kanye West nei panni di guest di lusso) fanno conoscere al mondo il gusto minimale e le intuizioni geniali e contemporanee di producer e del giovanissimo producer adottato da Atlanta. Nello stesso anno decide di esordire con un mixtape, 19 & Boomin dove ospita big del calibro di Gucci Man e Young Thug, il preludio ideale per la definitiva consacrazione, grazie al successo di planetario di Tuesday di iLoveMakonnen e Jumpman, traccia inclusa nel disco collaborativo di Drake e Future What A Time To Be Alive, uscito poi nel 2015.

Tutti impazziscono per Metro Boomin, convocato in tandem con DJ Esco nel celebratissimo mixtape di Future del 2016, Purple Reign e nel dream team dei produttori che lavorano a The Life Of Pablo di Kanye West.

Nel 2017 escono i suoi due primi album in studio collaborativi, Without Warning, realizzato con Offset dei Migos e 21 Savage e Double Nothing, scritto a quattro mani con Big Sean.

Difficile chiedere di più in appena cinque anni di carriera e un po’ a sorpresa Leland annuncia il suo ritiro dalla scena nell’aprile del 2018. Gucci Mane che nel frattempo è tornato a piede libero dichiara di aver offerto un milione di dollari in contanti a Metro Boomin per farlo tornare sui suoi passi. Nel frattempo escono altre tracce da lui prodotte in Queen di Nicki Minaj e nell’attesissimo Tha Carter V di Lil Wayne e il 26 ottobre nelle strade di Atlanta e New York compaiono degli inquietanti manifesti che attestano Leland come “persona scomparsa”. Per fortuna è solo una trovata promozionale che anticipa l’uscita a sorpresa del primo album in studio da solista che conferma l’inarrestabile ascesa del producer più invidiato d’America.

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