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Polo G, il “thug” della Chicago “bene”

Il ventenne non arriva da South Side e dopo un periodo in carcere minorile ha pubblicato l’ottimo esordio Die A Legend, uscito il 7 giugno su Columbia

Polo G

Nel 2018 grazie a Never Cared e The Come Up conquista milioni di ascolti, un preludio decisivo al successo nazionale e planetario di Finer Things, brano che scrive in carcere come tanti brani scritti dietro le sbarre dal suo idolo o dal suo più giovane omologo di Atlanta 21 Savage. In tre mesi il video di Finer Things conquista una dozzina di milioni di view su Youtube per un successo quasi bissato dalla traccia Hollywood dove mette in mostra un talento narrativo sorprendente per un ragazzo appena maggiorenne e una maturità che dall’hardcore rap degli esordi lo sposta su territori più d’autore...

La narrazione contemporanea ha ormai definito Chicago South Side come area di riferimento per tutti i fenomeni hip hop contemporanei che a partire dalla drill hanno riportato alla capitale dell’Illinois lo scettro della black music degli anni Dieci a partire dall’esplosione della drill. Eppure esistono dei rappresentanti del settore che, a differenza della maggioranza degli artisti black di Chicago, arriva dalla parte opposta della città. Taurus Tremani Bartlett è uno di loro, nato nel gennaio del 1999, e cresciuto tra le complicate realtà dei project settentrionali di Chicago, per l’esattezza il Cabrini-Green Homes, costruiti all’inizio degli anni Sessanta e per decenni usati come esempio di fallimento dell’edilizia popolare statunitense.

Taurus cresce nei project, ma i suoi genitori non sono affiliati ad alcun tipo di gang né coinvolti in attività criminali. Queste condizioni di vita piuttosto normali benché distanti dagli standard di vita della classe media lo tengono il più possibile lontano dalle cattive frequentazioni. Ma nell’adolescenza inevitabilmente oltre ad appassionarsi al rap, il giovane Taurus si avvicina alle gang che gestiscono lo spaccio nei quartieri Nord di Chicago. Appena quindicenne vede morire il suo migliore amico in seguito a una sparatoria, è fermato nel giro di tre anni dalla polizia almeno cinque volte per i classici reati di strada, ma se non altro usa i proventi delle attività illegali per costruire la sua carriera da Polo G (dove la G sta per Gucci, come il suo idolo Gucci Mane) investendoli in registrazioni e lunghissime sessioni in studio. La sua voce ha il classico timbro dei fenomeni drill cittadini, gli spunti narrativi non mancano, grazie alla sua prematura carriera parallela di “thug”. E così nel 2017, forte di un seguito su Soundcloud incontenibile, pubblica il suo primo video che accompagna Back That Ass Up. Il successo vero e proprio arriva con il secondo singolo Check Me Out dove le sue influenze (Lil Wayne, Gucci Mane) si sentono, ma Polo G ha dalla sua un timbro molto orecchiabile e potenzialmente radiofonico che lo aiuta a conquistare velocemente tantissimi fan. Nel 2018 grazie a Never Cared e The Come Up conquista milioni di ascolti, un preludio decisivo al successo nazionale e planetario di Finer Things, brano che scrive in carcere come tanti brani scritti dietro le sbarre dal suo idolo o dal suo più giovane omologo di Atlanta 21 Savage. In tre mesi il video di Finer Things conquista una dozzina di milioni di view su Youtube per un successo quasi bissato dalla traccia Hollywood dove mette in mostra un talento narrativo sorprendente per un ragazzo appena maggiorenne e una maturità che dall’hardcore rap degli esordi lo sposta su territori più d’autore.

Se ne accorge ovviamente Columbia che blinda per Polo G con un contratto di esclusiva per il suo album d’esordio. La gestazione è piuttosto veloce anche perché, non avendo mai pubblicato un mixtape o un LP, Taurus può raccogliere nella tracklist tutti i successi che l’hanno reso uno dei talenti più in voga di Chicago e oltre.

Tra i nuovi singoli nel 2019 arriva insieme alla malinconica Battle Cry (brano emozionante che suona già come una traccia epocale) anche il primo brano da classifica, Pop Out che sfiora la top10 e lo vede affiancato da un altro dei talenti hip hop del momento, Lil Tjay (che vi presentato qui tra le nostre scommesse newyorchesi del 2019), mentre si avvicina l’uscita di Die A Legend, pubblicato il 7 giugno dove il brano in questione trova un seguito con due nuovi guest prestigiosi come Gunna e Lil Baby (Pop Out Again). Il disco, tra vecchi anthem di Polo G e nuovi esperimenti, è una raccolta di quattordici tracce potenti, intense, contemporanee che lo consacrano come uno degli album rap più intriganti dell’anno, anche grazie alle produzioni ineccepibili dei vari The Superiors, Detrakz, Priority Beats, Ayo, Jtk, SonicIceberg, JD On Tha Track. L’album che conquista in una settimana dieci milioni di ascoltatori fa di Polo G uno dei trecento artisti più ascoltati del pianeta su Spotify.

La drill di Chicago ha di nuovo in futuro e non è più solo il futuro di Chief Keef.

Segui Polo G su Instagram and SoundCloud.

Ascoltalo su Spotify.

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