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We Shall Not Be Moved. Un libro e 4 CD per raccontare l’America che resiste

Il cofanetto, realizzato da Alessandro Portelli, raccoglie 50 anni di musica americana e racconta speranze e passioni dell'America profonda

Le registrazioni sono inedite, salvo alcuni brani pubblicati nel lontano 1969 per i Dischi del Sole (chi ha un po’ di anni ricorderà questa sigla). Ma c’è anche una ricchezza di voci, di storie, di emozioni. Resa con le parole di Portelli ed inoltre con le foto di Giovanni e Vilma Grilli, appassionati viaggiatori per le strade e i suoni di un’America vicina alle “radici d’erba” della vita di tutti i giorni, animata da una creatività irreprimibile. Non tutto inizia con Springsteen, e nemmeno con Dylan e Baez, per quanto importante sia stato il loro lavoro sulle “radici”. C’è un testimone che passa di mano in mano

Oggi parliamo di un libro, ma anche di 4 CD che raccolgono 50 anni di musica americana, registrata sul campo, in “presa diretta”, fuori dai normali circuiti commerciali. E non si tratta di musica qualunque, ma di canzoni che hanno accompagnato i movimenti di protesta americani, le sofferenze, le speranze, le passioni dell’America “profonda”.

Il cofanetto realizzato da Alessandro Portelli, già docente di Letteratura americana all’università “La Sapienza” di Roma,  presidente del Circolo Gianni Bosio e  grande esperto di della storia orale, edito da Squilibri di Roma per la collana “I giorni cantati”, è davvero un archivio sonoro straordinario. Ma prima di tutto è un viaggio appassionante, nel tempo e nello spazio. Le prime registrazioni – naturalmente di qualità variabile, a seconda dei contesti in cui sono avvenute e degli strumenti adoperati – risalgono al 1969, le ultime al 2018. Si va da New York alla California, dal Kentucky all’Oklahoma, cominciando con le voci dei manifestanti contro Nixon nel 1969 e finendo con quelle dei ragazzi che scendono in piazza contro l’uso indiscriminato delle armi e le stragi nelle scuole, passando per i minatori in sciopero in Virginia e gli studenti nativi americani che rivendicano terra e scuola in Colorado. Voci famose come Barbara Dane e voci memorabili e sconosciute come Becky Ruth Brae, generi musicali diversi, dalla ballata narrativa al blues, dal bluegrass alle molteplici forme del gospel. All’insegna di una resistenza tenace e pronta a rinnovarsi in forme sempre diverse: We Shall Not Be Moved, non ci sposteremo, non cederemo, come un albero piantato sulla riva del fiume.

Ma siccome questa è una rubrica di libri, vogliamo spendere qualche parola anche per il volume che accompagna i cd. Non un saggio, quanto piuttosto una serie di frammenti di vita vissuta, che ci accompagnano dentro ad ogni canzone ma soprattutto dentro il mondo in cui la canzone ha preso forma (spesso, come accade ai grandi traditional, crescendo e rimodellandosi nel tempo). Facciamo un esempio: Worried Man, un classico della Carte family (i dylanologi  sanno che è stata fra le grandi fonti di ispirazione del premio Nobel, quando, agli esordi della carriera, era impegnato a riscrivere le regole della folk music).

Come di ogni brano, ci viene detto innanzitutto dove e quando è stata eseguita la registrazione, e chi erano gli esecutori. Subito dopo, però l’autore ci conduce per mano nel cuore della sua ricerca. “Parto da Harlan, nel cuore degli Appalachi. Nevica, la radio dice che la temperatura percepita è di almeno quindici sotto zero”. Sembra quasi di leggere uno di quei testi dei padri della ricerca antropologica, che non disdegnavano di mescolare al linguaggio scientifico toni più narrativi. Siamo in viaggio, insomma. Ma siamo anche dentro la storia. “Alla radio, le notizie del bombardamento americano su Panama…”.

Presto però arriva la cronaca. “A Castlewood e dintorni è in corso da più di un mese un drammatico sciopero a oltranza nella miniera di Pittson”. Sono gli anni di Solidarnosc, ci ricorda Portelli. Ma, come ricorda una delle scioperanti intervistate, “noi qui facevamo e dicevamo le stesse cose e ci sparavano addosso”. Sottinteso: il tutto nell’indifferenza dei media. Solo a questo punto arriva la descrizione della performance musicale registrata. E assieme ad essa, la descrizione del brano ed il testo.

Spero che abbiamo reso l’idea della ricchezza di contenuti di questa pubblicazione. Una ricchezza innanzitutto musicale, che spazia su generi musicali diversi. Le registrazioni sono inedite, salvo alcuni brani pubblicati nel lontano 1969 per i Dischi del Sole (chi ha un po’ di anni ricorderà questa sigla). Ma c’è anche una ricchezza di voci, di storie, di emozioni. Resa con le parole di Portelli ed inoltre con le foto di Giovanni e Vilma Grilli, appassionati viaggiatori per le strade e i suoni di un’America vicina alle “radici d’erba” della vita di tutti i giorni, animata da una creatività irreprimibile. Non tutto inizia con Springsteen, e nemmeno con Dylan e Baez, per quanto importante sia stato il loro lavoro sulle “radici”. C’è un testimone che passa di mano in mano.

 We shall not be moved. Voci e musiche dagli Stati Uniti (1969-2018), Squlibri, 2019
un volume con quattro CD allegati
di Alessandro Portelli

I quattro CD:

We Shall Not Be Moved: canzoni sindacali e politiche dagli anni ’30 ad oggi

Lonesome Dove: canzoni, blues e ballate

Amazing Grace: gospel bianco e nero

L’America della contestazione: riedizione rivista e aumentata di uno storico disco sui movimenti degli anni ‘60

 

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