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Gli 80 anni di Joan Baez, icona del folk americano tra musica e lotte… Fino a Trump

La cantautrice diventa pittrice e in California espone i quadri dei personaggi simbolo dei nostri tempi da Anthony Fauci, a Kamala Harris a Greta Thunberg

Joan Baez, icona del folk americano a NY (wikimedia)

Alla Casa Bianca c’era Dwight Eisenhower quando una giovanissima Joan Baez cominciava a calcare i palchi dei Coffee House di New York. Passano i presidenti, passano le epoche, ma lei è sempre lì, indelebile come la sua icona che compie 80 anni in un’America profondamente cambiata e attonita dopo i fatti recenti di Capitol Hill.

Dalle manifestazioni contro il Vietnam a quelle contro Trump

La storia artistica di Joan Baez ha sempre viaggiato in parallelo con quella di attivista, coniugando le sue splendide ballate con le lotte in piazza, la difesa dei diritti delle minoranze, la ricerca della pace contro la guerra in Vietnam, fino al suo impegno contro il presidente uscente Donald Trump a cui aveva dedicato nel 2017 la canzone ‘Nasty man’, «La resistenza anti-Trump – scrisse – ha bisogno di un nuovo inno».

Una stella del folk a soli 20 anni

Joan Baez, a soli vent’anni è già considerata una stella del folk. I suoi primi passi nel Greenwich Village, che all’inizio degli anni 60 era il quartiere dove si radunarono poeti, cantautori, scrittori, studenti, musicisti e artisti in fuga dalla società conformista. Ed è sempre nel Village che incontra il giovane Robert Dylan e tra i due nasce una sinergia che va oltre il sentimento o l’affinità musicale.

Con la partecipazione al Newport Folk Festival e l’incisione del suo primo album per la Vanguard Records arriva la consacrazione per la giovane folksinger. Le immagini del suo duetto con Bob Dylan (Newport Folk Festival 1963) sulle note di Blowing in The Wind sono una pietra miliare della musica di protesta internazionale.

Joan Baez, icona del folk americano negli anni ’70 (wikimedia)

A Woodstock nel 1969 diventa un’icona della controcultura 

Ma è con l’esibizione al festival di Woodstock nel 1969 che Joan Baez diventa una vera e propria icona planetaria della controcultura intonando We Shall Overcome canzone di protesta pacifista che si trasforma in un inno del movimento per i diritti civili negli Stati e nel Mondo.

Joan Baez El’Italia

La sua vicenda artistica ha incontrato spesso anche l’Italia. Incide in italiano la canzone di Gianni Morandi ‘C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones’, mentre nel 1971 compone e canta la canzone Here’s to You di Ennio Morricone, dedicata a Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due attivisti anarchici Italiani processati e giustiziati nel 1927 senza alcuna prova di omicidio.

Continua a dire la sua attraverso la pittura

Baez continua, ancora oggi, ad essere la donna combattiva di sempre. Nonostante abbia annunciato di aver deposto definitivamente la chitarra, continua a dire la sua attraverso la pittura. Il 6 gennaio è stata inaugurata la mostra Mischief Makers 2 presso la galleria di Mill Valley in California in cui sono esposti i personaggi iconici dei nostri tempi, da Kamala Harris all’epidemiologo Anthony Fauci, l’attivista contro i cambiamenti climatici Greta Thunberg, Patti Smith e il campione di football e attivista del movimento per la tutela dei diritti dei neri, Colin Kaepernick.

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