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CONFERENZE/ Quando le italiane brillano. Incontro dedicato alle donne all’Istituto di Cultura

A sinistra un’immagine della conferenza all’istituto Italiano di Cultura di New York

Gremita la sala dell’Istituto di Cultura a Park Avenue per la presentazione venerdì degli italiani eccellenti da parte del giornalista Maurizio Molinari, corrispondente de "La Stampa" di Torino e autore del libro "Gli italiani di New York". I tre protagonisti italiani eccellenti dell’incontro sono stati Silvia Formenti primario di radiologia oncologica al Langone Medical Center della NYU, la chef, autrice e celebrità televisiva Lidia Bastianich e Alberto Cribiore vice chairman di Citibank.

Il console generale Natalia Quintavalle ha salutato ospiti e platea raccontando di avere letto il libro di Molinari quando ancora era a Roma e si preparava per venire a ricoprire il nuovo incarico a New York. "Quando l’ho incontrato – ha proseguito – ho detto a Molinari che la lettura mi ha aiutato a capire, ma gli ho anche fatto osservare che c’erano rappresentate poche donne preminenti. E una possibile risposta alle mie critiche ha scaturito questo incontro. Come si dice: poche ma buone" ha aggiunto il console generale riferendosi alle due donne invitate all’incontro. Il giornalista ha descritto gli eccellenti protagonisti dell’italianità a New York.

Cribiore, piemontese, influente finanziere e top manager a Wall Street, unico il ruolo della cultura italiana in cucina della istriana Lidia Bastianich di Pola, l’ordine del giorno della piacentina Silvia Formenti è come salvare vite umane. Cribiore ha iniziato parlando delle due ospiti al suo fianco.

"Lidia a mio avviso è un’artista, Silvia rappresenta la scienza. In quale posizione mi riconosco? Diciamo che cerco di fornire capitali a chi investe e sviluppa lavoro, alle condizioni migliori".

Il bocconiano Cribiore, numero due di Citibank, già leader di Merrill Lynch e fondatore di Brera Capital Partners si sofferma anche sul momento attuale nel settore della finanza mondiale aggiungendo "i problemi che abbiamo in Europa e qui sono veramente preoccupanti".

Lidia Bastianich ha raccontato del suo arrivo sul suolo americano all’età di dodici anni. "Dico che ho la cultura italiana e americana: ne ho fatto una ragione di vita. Certo a dodici anni non si può conoscere un’ampia cultura italiana, ma vivo di qua e di là dall’Atlantico, ho avuto modo di approfondire e credo di essere un collante tra le due culture".

Durante gli anni Lidia dal piccolo schermo su "Pbs" ha trasmesso agli americani un bagaglio culturale fatto di prodotti agroalimentari e ricette di ogni regione, insegnando ai milioni di telespettatori che la seguono fedelmente la sua frase "doc" con cui chiude i suoi programmi "e ora, tutti a tavola a mangiare".

"È stato attraverso Lidia Bastianich – ha spiegato Molinari – che ho scoperto l’enorme ricchezza di ricette della nostra cucina tradizionale".

La ricercatrice specializzata nella lotta al cancro al seno, alla guida di un team di medici, è impegnata nello sviluppo di nuovi medicinali capaci di bloccare le proteine responsabili per lo sviluppo e metastasi delle cellule cancerogene.

"Quando sono in Italia difendo gli Stati Uniti, quando sono qui prendo le parti dell’Italia" ha raccontato e passando a parlare della sua avventura professionale a stelle e strisce ha aggiunto "ho sentito che in Italia non avrei potuto fare le ricerche che avrei voluto effettuare. E quando ho ricevuto un grant mi sono precipitata subito a Los Angeles. Per il resto: eccomi qui".

L’incontro all’Istituto di Cultura si è svolto in occasione della XI edizione della "Italian Language Around The World Week: Buon compleanno Italia", sotto il patronato del presidente della Repubblica.

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