Cerca

SpettacoloSpettacolo

BROADWAY&DINTORNI/ Meravigliosamente “Porgy and Bess”

di Mario fratti
Un'immagine di "Porgy and Bess"

Un'immagine di "Porgy and Bess"

Un’eccellente musical-opera su musiche di Gershwin al Rodgers Theate

Ci sono spettacoli meravigliosi che bisogna vedere almeno due volte. Son tornato al potente musical “Porgy and Bess”, diretto con energia da Diane Paulus. Opera scritta da George Gershwin, DuBose e D. Heyward, con la stupenda musica di Ira Gershwin (teatro R. Rodgers 226 W46). Bess (Audra Mcdonald) era l’amante del violento Crown (Philip Boykin). Un delitto costringe Crown a fuggire. È una liberazione per Bess che si sentiva vittima di un bruto.

Si rifà una vita con il simpatico, mite e dolce Porgy (Norm Lewis). Una pausa serena nella vita di Bess. Ma Crown riappare un giorno e la violenta. Una scena altamente drammatica in questa opera nata nel 1935.

I quattro lunghi atti si sono ridotti a due ore e mezza, Si vive con ansia la vita di questa meravigliosa creatura che deve subire persecuzione e violenza. E vediamo, sentiamo il suo dolore e quello di Porgy. Se vedete un solo musical-opera andate a vedervi l’indimenticabile “Porgy and Bess”. Se andate a teatro e volete un dramma che diverte per quasi due ore, andate a “Venus in Fur” di David Ives (Liceum Th. 149 W45). Ho dovuto vedere due volte anche questa specialissima battaglia fra una donna (Nina Arianda) ed un uomo (Hugh Dancy). Semplice scena di John Lee Beatty.

Thomas è un commediografo che ha appena visto una ventina di attrici per il suo prossimo debutto in teatro. È deluso perché nessuna lo ha soddisfatto. Sta per andar via. Arriva in ritardo, come un uragano, Vanda. Fuori piove, è bagnata, impreca e usa un linguaggio che dovrebbe scoraggiare chiunque. Dice tutte le cose sbagliate che un’attrice non dovrebbe dire se vuole essere assunta. Si scopre che ha nelle sue mani il copione e lo ha imparato a memoria. Il tema è il sadomasochismo. È pronta a tutto. Lui è affascinato da questa insolita, originale violenza. Si offre come schiavo ad una donna che all’inizio è riluttante. Ma diventa una dominatrice. Pubblico entusiasta. Pochi hanno visto due attori come Nina Arianda e Hugh Dancy. Andrò una terza volta. Lo consiglio a giovani attrici. Ruolo eccezionale.

Il teatro Mink di Johnatan Bank continua a scoprire e presentare vecchi testi dimenticati. Li mette in scena perché vede in loro validità. “Rutherford & Son” di Githa Sowerby. Fu un successo nel 1912. Ignorato da tanti. È ora al teatro Mink (311 W43). È una storia che stupisce perché sembra incredibile che esistano uomini crudeli come John R. (Robert Hogan). È un despota che controlla con mano ferma la sua famiglia. Suo figlio John (Shawn Fagan) ha un’invenzione che potrebbe migliorare la situazione nella loro fabbrica. Gliela ruba e lo costringe a fuggire, lasciando la sua gentile moglie Mary (Allison McLemore) ed un neonato. Il suo secondo figlio è un sacerdote che vorrebbe aiutare gli operai. Richard (Bob Braswell) viene deriso ed insultato perché è un debole. La figlia Janet (la bravissima, commovente Sara Surrey) ha trentasei anni ed ama un umile lavoratore. Classe inferiore. Viene punita ed espulsa dalla casa. Dopo poetici rimproveri di Mary, resta solo. È quel che merita. Ben diretto da Richard Corley. La prossima produzione, altra scoperta, sarà a maggio: “Love goes to press” DI Martha Gellhorn e Virginia Cowless. Divertenti conflitti fra giornalisti. È incredibile come un attore sappia incantare ed avvincere gli spettatori con il suo racconto, la sua recitazione. Ebbene, due dei migliori attori di New York si danno il turno a recitare “An Iliad” di Dennis O’Hare e Lisa Peterson, basata sull’Iliade di Omero. Questo monologo dovrebbe essere presentato agli8 studenti, sempre. Sarebbero affascinati da un testo che sembra spesso noioso in classe. I due attori sono Stephen Spinella e Denis O’Hare (Th. Workshop, E. Fourth St.). Ci fan rivivere le gesta di Agamennone, Achille, Patroclo, Ettore, con un linguaggio contemporaneo. Giustificano la loro violenza, dando la colpa agli Dei. Allusioni alla violenza che ancora esiste oggi nel mondo. Per estremismo religioso, purtroppo. Al teatro “For th New City” di Crystal Field, sempre tre novità (155 First Ave). Ci sono ora: “Just Sex” di Brandt Johnson (due coppie che fanno esperimenti); “Judith of Bethulla” di Charles Bush (l’epico mondo della Bibbia, con ironia); “Satan’s Whore – Victoria Woodhull” dello psicologo e psicanalista Richard Geha. Diretto da Lissa Moira. È la biografia di una donna che predicava amore libero e si candidò a Presidentessa ( col vice presidente Frederick Douglas). Siamo negli anni 1850-1870. La vediamo violentata a dodici anni dal padre, un venditore ambulante di medicine false (il bizzarro Tim Douglas). Da giovane, l’attrice Lilly DePaula. Come potente protagonista abbiamo poi Kate Tenetko. Una Vittoria che è ardente femminista e condanna il comportamento degli uomini. Specialmente quello del sacerdote Henry (Richard O’Brien) che la seduce, dopo aver sedotto anche lamoglie di Theo (Robert O’ Brien) che la seduce, dopo aver sedotto la moglie di Theo (Robert Homeyer). Bravo è Theo nel rimproverare una moglie che non ha saputo resistere alle lusinghe di un sacerdote. Molti attori in decine di ruoli, tre ore per raccontarci tutto.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter