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BROADWAY & DINTORNI/ La vittoria dei deboli

Nel disneyano “Newsies” i piccoli strilloni si coalizzano e si mettono in sciopero contro i magnati della stampa newyorkese del XIX secolo

Ogni tanto c’è un musical con una ventina di attori giovani, sconosciuti. E’ il loro battesimo. Specialmente se la commedia resiste per qualche mese. Saranno certamente scoperti. Ho visto ed applaudito la commedia musicale “Newsies” di Harvey Fierstein (libretto), Alan Menken (musica) e Jack Feldman (liriche). Basata sul noto film di Disney. Al teatro Nederlander (208 West 41st Street). Giovani in rivolta contro i ricchi padroni che non vogliono pagare un salario umano e ragionevole.

Dovrebbero distribuire giornali nella Manhattan del 1899 guadagnando pochi centesimi. Jack (Jeremy Jordan) organizza uno sciopero. Battaglie in scena e virtuosismo. Sono tutti energici atleti che sanno ballare, picchiare ed esser picchiati. C’è una scena in cui Jack, ferito, sembra scoraggiato e si dedica alla pittura. Fa un bel quadro che descrive la loro lotta.

Viene incoraggiato da una ricca giornalista, figlia del severo direttore (John Dossett). Katharine (Kara Lindsay) si è innamorata di Jack e lo aiuta. Si torna alla lotta con i tanti stimolanti atleti. Notevoli sono un giovane con stampelle che, picchiatissimo, finisce in prigione (Andrew Keenan-Bolger) ed un precoce ragazzino che dà consigli sul come essere uniti in un nascente sindacato (Matthew J. Schechter). Canzoni con titoli che indicano la direzione dello sciopero. Le migliori: “Something to Believe in”, “Carrying the Banner” e “Seize the Day”. Il loro entusiasmo fa pensare all’occupazione del parco Zuccotti, lotta dei 99 contro uno. Molti applausi. Successo. Giovani contro la corruzione anche nella commedia musicale “Obama in Naples” del noto giornalista Claudio Angelini. Paolo (Brian Childers) aiuta una giovane coppia che ha debiti. Promette loro un aiuto in America se decidono di lasciare una città controllata dalla malavita. Viene aiutato da una suora rivoluzionaria che vuole giustizia (la brava Lin Tucci). Cantano e danzano bene le generose Elyze Knight, Jeanna Dallacco e Lauren Maslanik.

Ho visto fra il il pubblico numerosi lettori di America Oggi. Chi ha avuto la fortuna di godersi questo spettacolo, ha scoperto che Angelini è anche un abile commediografo e compositore. Quattordici eccellenti canzoni. Un bel successo. Giovani danzatrici note in tutto il mondo (le Rockettes) sono state premiate in una bella celebrazione organizzata da Capezio al City Center (135 West 55th Street). Premiato anche il ballerino-attore Tommy Tune. Ha anche presentato, con brio, l’intera serata. Tune è anche noto come primo regista del felliniano “Nine”. Capezio ha avuto novanta ininterrotti minuti di danze e canzoni.

Molta musica ed eccezionali ballerine anche nella nuova commedia musicale “The City Club” di G.M. Stewart (libretto), J. Compton, T. De Meur, T. Brown (musica e liriche). Ebbe successo a Edinburgo. L’han portata ora al teatro 18 Minetta Lane. Bella scena di Rob Bissinger: orchestra e zona danze in primo piano; due edifici, elevati. Al piano il brav i s s i m o K e n n y B r a w n e r.

Una storia con molte rivelazioni. Chaz (Andrew Pandaleon) ha ereditato il club da suo padre. E’ onesto e cerca di respingere i ricatti di quel mondo.

Un primo ricattatore viene ucciso dal poliziotto (Peter Bradbury). Ma è proprio il poliziotto a tramare e ricattare. Chaz amava la sua cantante principale (la talentuosa Crystal (Kristen Martin). Ma il poliziotto ricatta e fa assumere Maddy (Ana Hofman) come stella della serata. Si scopre che hanno un piano ben preciso. Maddy è in realtà la figlia del poliziotto. Ha il compito di sedurre Chaz. Vogliono portargli via il club. Ricattano il governatore (R.J. Townsend) ed introducono tavoli da gioco. Dopo droghe, scene di disperazione, lotte ben disegnate da Patrick O’Neill, schiaffi sonori, tutto finisce in un bagno di sangue. Una tra ma con molte sorprese. Sono particolarmente interessanti le danze di Lorin Latarro e le abili, convolute azioni swing di Nikkieli Demone e Kelcy Mesh. Energica regia di mitchell Maxwell. Molti applausi alle canzoni “Dark Streets”, “Talking to the Devil”, “Let’m Roll” e “Too Much Juice”.

Il tema musica riappare anche nel bel dramma “The Morini Strad” d iWilly Holtzman. Produzione Primary Stages (59E59). Basato su una storia vera. Antonio Stradivari costruì il suo famoso violino nel 1727. Fu usato l’ultima volta da Erica Morini, sensazionale violinista.

La vediamo ora, anziana, difficile e bizzarra (Mary Beth Peil). Conserva gelosamente il suo tesoro. Scopre che c’è un graffio e vuole che sia riparato e perfetto. Trova lo specialista Brian (Michael Laurence). Dopo tensioni e bisticci, diventano amici. Vorrebbero forse venderlo. Lei si ammala e va in ospedale. Il violino viene rubato e si pensa che sia stato Brian. Dubbi. Non si sa ancora chi l’ha rubato. Muore, senza sapere del furto. Riappare come giovane violinista più volte (la brava Hanah Stuart). Buon dialogo, diretto con stile e delicatezza da Casey Childs.

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