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INTERVISTE/ L’Argento di Coralina

In foto Coralina Cataldi-Tassoni (di Mariano Baino)

In foto Coralina Cataldi-Tassoni (di Mariano Baino)

Figlia d’arte (cantante d’opera la madre, direttore d’orchestra il padre), l’attrice italoamericana Cataldi-Tassoni racconta la sua esperienza artistica con Dario, il regista del nostro “horror”

Il MAD (Museum of Art and Design) di New York rende omaggio con la retrospettiva "Il Cinema nel Sangue" al maestro italiano del thriller Dario Argento.  L’iniziativa, iniziata il 23 marzo scorso, si concluderà il 25 maggio e offre al suo interno una varietà di proiezioni del regista italiano. Non solo, la rassegna lo scorso venerdì ha previsto anche l’incontro con una delle attrici di uno dei capolavori del maestro Argento, “Opera” (1987): l’italo-americana Coralina Cataldi- Tassoni che interpreta nel film il ruolo della costumista Giulia.

Coralina era destinata ad essere un’artista. Con una madre cantante lirica e un padre direttore d’orchestra non poteva scegliere una strada diversa. Coralina infatti non recita soltanto: dipinge, suona, canta, è un’artista a tutto tondo insomma. La sua esperienza con Dario Argento non è stata soltanto in “Opera”, l’attrice ha collaborato con il regista italiano in più occasioni, in “Demoni 2" (1986) scritto da Argento diretto e Lamberto Bava, ne “Il Fantasma dell’Opera” (1998) poi ancora ne “La Terza Madre” (2007) e in “Giallo” (2009) . La bellezza e naturalezza di Coralina si esprimono non solo nella recitazione, ma anche da come parla e si racconta al pubblico. Acclamata da una sala gremita, ci concede una breve intervista in cui descrive la sua carriera d’artista e il suo legame, indissolubile, con l’Italia.

Com’è stata l’esperienza con Dario Argento in “Opera” (1987)?

«E’ stata favolosa. Certo Dario stava attraversando un periodo difficile, aveva appena perso il padre e aveva anche smesso di fumare! E sappiamo come può essere dura per alcune persone. Comunque si è comportato egregiamente, è stata una bellissima esperienza. Una volta poi, durante la settimana di pausa, mi chiese di fargli da assistente alla regia. Io che vengo da una famiglia in cui l’opera e la musica sono sempre state protagoniste, mio padre è un direttore d’orchestra, sono stata onorata che un regista come lui me lo abbia chiesto».

Quando le chiedo di parlare del suo rapporto personale con il regista, mi risponde:

«Non commento mai il rapporto che Dario ha con i suoi attori, posso parlare per me, c’è un grande affetto tra di noi, è come se avessimo un connessione mentale».

Non è stata comunque l’unica esperienza lavorativa che hai avuto con Dario Argento, avete collaborato anche in altre occasioni…

«Sì, oltre ad “Opera” (1987) abbiamo collaborato anche in “Giallo”, un tv show in cui abbiamo lavorato fianco a fianco per 15 settimane …onestamente? Non so cosa stavamo facendo! (ride)… andavamo in giro, durava 50 minuti circa, discutevamo di politica, storia… lui parlava di film, intervistavamo delle persone, era tutto molto bizzarro! Abbiamo fatto questo e poi abbiamo lavorato insieme ad altri film, in particolare “Demoni 2" (1986) diretto da Lamberto Bava, “Il Fantasma dell’Opera” (1998) e “La Terza Madre” (2007)». 

Coralina, che ha lavorato anche nella lavorazione dei costumi del film “Opera”, è un’artista davvero eclettica che passa con nonchalance dalla recitazione, alla musica e persino alla pittura.

«Ho contribuito alla realizzazione dei costumi di “Opera”, quando vidi quello che avevano a disposizione Dario vide la mia faccia e mi disse “Questi non vanno bene, eh?” così gli risposi: “ci penso io”! Presi un taxi e mi precipitai a casa dove cominciai a prendere i miei vestiti un po’ qui e un po’ là. Alcuni li ho rubati a mia madre (ride indicando la mamma, presente in sala) altri li ho fatti io».

Molto diplomatica Coralina, che non si scompone neanche quando le chiediamo: com’è Dario Argento con gli attori?

«Posso sempre parlare solo per quanto riguarda la mia esperienza. Io sono stata molto fortunata con Dario, perché mi ha dato molta libertà nel lavoro che ho fatto con lui, mi ha permesso sempre di essere me stessa. Certo non è una persona molto incline al dialogo, ma essendo regista è soprattutto una persona “visuale”, per lui tutto si risolve nell’immaginario, ed io rispetto profondamente questa caratteristica, perché è così che riesce a fare un lavoro straordinario. Può essere dura per me come attrice a volte interpretare un ruolo, ma la libertà che lui mi ha fornito costituisce essa stessa una forma di dialogo per me. Il dialogo è anche quello che posso fare col mio corpo, questo unito all’autonomia che mi ha dato, ha reso tutto il lavoro una bellissima esperienza». Poi continua, sempre riferendosi ad Argento: «Si entusiasma molto quando si arriva alla vera azione sul set, quando si fanno le scene importanti, ad esempio quando ero sul set della “Terza Madre”, ero sdraiata a terra, avevamo finito di girare e sentivo applaudire nell’altra stanza. Ad un certo punto lui è entrato, tutto contento… sì, insomma, è un artista visuale, questa è una forma di dialogo per lui ed è grandioso in questo».

Tu sei cresciuta in America, ma hai vissuto anche in Italia, cosa ha rappresentato per te questo Paese nella vita e nel corso della tua carriera artistica?

«Più che altro l’Italia rappresenta le mie memorie più care. Del cuore. Rappresenta mio padre, che vive lì. Artisticamente mi ha influenzato in maniera molto positiva. Perché l’Italia è un dipinto. Un dipinto sia di  bellezza che di tragedia, puoi avere un Goya, un Modigliani, è un dipinto che prende tutto, è così vivo come Paese, culturalmente di certo ma soprattutto per l’aria che si respira, per le storie delle persone, le cose che succedono. Io sono stata fortunatissima ad aver avuto questa possibilità. Sono nata qui e poi sono andata a vivere in Italia, ho avuto una ricchezza che qui non avrei mai ricevuto».

Mi sai dare un’opinione sul cinema italiano di oggi? Secondo te come viene valutato qui nella città di New York, storicamente tra le città americane quella che guarda con più curiosità all’Europa?

«Non sto seguendo moltissimo il cinema italiano in questo momento, quindi ti direi una stupidaggine. Quello che posso dirti è che New York riesce a cogliere e a rispettare il lato intelligente ed intellettuale del cinema in generale. Ora ad esempio ci troviamo al MAD e c’è una rassegna su Dario Argento. Io amo il cinema italiano, anche se non lo seguo da un po’… anche se non avessi visto l’ultimo film di Nanni Moretti, per dire, di una cosa sono certa: “italians do best when they are proud of who they are” (gli italiani fanno meglio quando sono fieri di loro stessi) nel bene e nel male. Gli italiani devono smetterla di voler essere altro, di fare “gli americani”, perché non possono e non devono farlo! Fanno le sit-com adesso, invece dovrebbero concentrarsi sull’essere italiani. Perché c’è tutta questa insicurezza? Non ce n’è motivo, perché l’italiano è bellissimo così. Le storie più belle che il cinema ha raccontato erano proprio quelle di De Sica, dove si parlava degli italiani. L’America cosa ha in fondo? Se ci pensi, molti film par lano proprio degli italiani! Quando gli italiani smettono di essere quello che sono, affondano in un bicchier d’acqua!»

Ho sentito della tua recente collaborazione nata con il regista di “Dark Waters” (1984), Mariano Baino. Al momento a cosa state lavorando? Quali sono i vostri/tuoi progetti?

«Con Mariano Baino stiamo lavorando ad un progetto importante in campo cinematografico ma non voglio dare troppi dettagli quindi… “stay tuned”! Noi abbiamo un modo di collaborare meraviglioso. Lui è un artista che come me riesce a guardare e ad appassionarsi ai tv shows ma anche a film stupendi come quelli di Visconti. Il problema dell’America è che le persone hanno spesso la mente divisa in compartimenti!»

Sei attrice, pittrice ma anche musicista. Come e quando è nata la tua passione per la musica?

«E’ dall’età di 3 anni e mezzo che mi sono appassionata alla musica. A quel tempo ebbi la mia prima battuta cantata nel secondo atto della “Bohème”. Poi c’è stata l’esperienza alle Terme di Caracalla, mio padre lavorava lì e io a volte andavo e partecipa vo, facendo la comparsa e a vari livelli all’interno delle opere. Insomma ero sempre presente».

 

Termina così la piacevole conversazione con Coralina che ci dà appuntamento alla prossima volta. Su di lei è stato pubblicato recentemente un libro, “Art is Life / Life is Art”, scritto dal giornalista Filippo Brunamonti che l’ha seguita nel corso della sua carriera e che continua ad interessarsi alle attività dell’attrice. Per acquistarlo si può visitare il sito http://www.coralinacontemporaryart.com/ Per gli amanti del cinema “a tinte forti” invece, a maggio il MAD, in particolare dalparproiezione di alcune pellicole interpretate dall’altrettanto famosa figlia di Dario Argento, Asia. Per informazioni, visitare il sito http://www.madmuseum.org/ o telefonare al 212- 299-7777.

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