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BROADWAY&DINTORNI/ Un “Ghost” in musical e un “incompiuto” T. Williams

Nella foto, Caissie Levy con Richard Fleeshman nel musical “Ghost”

Nella foto, Caissie Levy con Richard Fleeshman nel musical “Ghost”

C’è molto interesse per il teatro italiano a New York no a New York. Tornano a galla dappertutto i nomi degli autori Dacia Maraini, Maricla Boggio, Mario Moretti, Enrico Bernard, Walfred Manfrè, Giuseppe Manfridi, Ugo Chiti, Giuseppe Fava e i giovani M. Vittoria Solomita, Angelo Pavia, Giovanna Amato, Claudio Vettraino e Serena Manfrè (questi ultimi al Teatro Valle, occupato ora da attori e autori italiani). Novità assoluta è stata la commedia musicale “Obama a Napoli” del giornalista-commediografo-compositore Claudio Angelini. E’ in preparazione lo spettacolo “Due sorelle, due fratelli” di Alberto Bassetti (Th. New City). Versione musicale de “La strada” al TBG (312 West 36th Street).

Versione teatrale della “Traviata” al teatro Connelly, con Sabrina Palladino (200 East 4th Street); “Vatican Falls” di Frank J. Avella, dramma vietato in Italia, diretto da Laura Caparrotti (347 West 36th Street); “La donna nell’armadio” di Ennio Flaiano alla Casa Zerilli- Marimò (24 West 12th Street), produzione Kairos Theatre. Ed il divertente “Giovanni, the Fearless” di Carolyn Balducci (musica di Mira J. Spektor) al Symphony Space il 7 giugno (Broadway @ 95th Street, tel. 212864-5400). A Broadway intanto, altra versione musicale di un noto film. “Ghost” di Bruce Joel Rubin (libretto e liriche), Dave Stewart e Glen Ballard (musica e liriche). Al teatro Lunt-Fontanne (205 West 46th Street). Ricorderete il film. Una coppia che si ama intensamente. Lui viene ucciso. Torna il suo spirito che vuol proteggere la donna che adora. Tanti tangibili pericoli. Lui soffre ma non può intervenire. Siamo tutti sull’orlo delle nostre poltrone. Vorremmo aiutare. I due protagonisti sono adorabili. Lei è la bionda talentuosa Caissie Levy. Lui è Richard Fleeshman. Una commovente storia d’amore. Con un tocco di fantasia lo spirito di Sam trova una fattucchiera che sa parlare a lui e comunicare quindi pensieri, segnali di pericoli. La commedia scorre bene con melodica musica e abile regia di Matthew Warchus ma la ragione per cui la raccomando ai miei amici europei è la ricchezza e l’originalità delle diapositive e delle scene. Una scenografia da Broadway anni Tremila. Da lodare molti artisti che hanno collaborato e creato immagini indimenticabili (R. Howell, J. Driscol, A. Wallen, P. Kieve e B. Aitken). Applausi fragorosi.

Scene ricche e originali anche nell’ultima incompleta commedia di Tennessee Williams (“In Mask Outrageous and Austere”). Il teatro Culture Project (45 Bleecker Street) è di nuovo nelle abili mani del geniale Allan Buchman. Opera non terminata dall’autore. Ricreata dal regista David Schweitzer. Un mosaico di noti desideri ed avventure. L’eccezionale Shirley Knight è la matura signora assetata di sesso. Lo cerca dappertutto. Anche dall’amante di suo marito e dal fidanzato della sua cameriera. Vivono in un mondo pieno di minacce e sono sorvegliati da guardie del corpo. Bei giovani che attraggono la matura “Babe”. Il marito Billy (Robert Beitzel) è omosessuale e la ignora. Sua amica-nemica è la simpatica, bizzarra Gorse-Bracken (Alison Fraser) che porta al guinzaglio un figlio diciottenne ritardato. C’è anche la vaga idea dell’incesto. Un mondo tipico del grande poeta Williams, morto giovane nel 1983. Il Group Theatre fu fondato da Harold Clurman, grande critico e regista. Un teatro che cambiò la storia del teatro americano. Nuovi testi sociali, impegnati. C’è per fortuna un gruppo di giovani che sta ricreando quel tipo di teatro. Hanno scelto il nome ReGroup. Già pubblicato un primo eccellente volume (www.regrouptheatre.org). Il secondo volume uscirà fra due mesi. Hanno messo in scena ora un testo che era purtroppo dimenticato: “Thunder Rock” di Robert Ardrey (212 West 36th Street). Scena semplice. In un faro sul lago Michigan vive un recluso che odia la guerra perché ha sperimentato gli orrori della guerra in Spagna nel 1936. Siamo nel 1939, alla vigilia di altre guerre. Streeter (Timothy Weinert) riceve la visita di Nonny (Daniel Hainsworth) che lo sprona ad agire, andare in Cina a difendere i cinesi, vittime dei giapponesi. Arriva poi l’ispettore (Shelley Valfred) che gli annuncia arriverà un sostituto. Annuncio non gradito. Streeter vuol vivere solo, con i suoi fantasmi. Li vediamo.

Parte di un gruppo di viaggiatori che nel 1849 perirono affogati. Importante occasione per annunciare le grandi avventure e i grandi personaggi che popolarono il secolo. Decine di grandi inventori e scienziati che ci han dato elettricità, radio, anestesia, il presidente Lincoln, un repubblicano vecchio stampo, di quelli che amavano giustizia per i poveri. Personaggi interessanti interpretati da attori abili (M. Prendergast, A. Criss, M. Scanlon, E. Ciotti, J. McCormick e D.F. Rodell). Si allontana da lui il pensiero del suicidio e della rinuncia. Torma ottimismo e desiderio di lotta. Ben diretti da Nic Davies. Tutti bravi. Successo. Al teatro New City l’immaginativo regista George Ferncz ha dato vita alla storia del teatro di Crystal Field nella commedia “155 First Ave.” di Toby Amour. Un omaggio ad una regista-scrittrice che ha dedicato la sua vita al teatro. Eleganti costumi di Sally Lesser. Piacecvole musica di Peter Dizozza, energico pianista e compositore. Molti applausi per tutti. Particolarmente al regista ed alla protagonista (Jennifer Koller).

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