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SPECIALE NAPOLI FILM FESTIVAL/ Made in Naples a N.Y.

Da sinistra, Davide Azzolini con Antonio Monda, Gay Talese e Michael Cunningham alla Casa Italiana Zerilli-Marimò @ NYU

Da sinistra, Davide Azzolini con Antonio Monda, Gay Talese e Michael Cunningham alla Casa Italiana Zerilli-Marimò @ NYU

Il NapoliFilmFestival ha trovato a Manhattan la sua naturale “seconda” sede. Ce ne parla Davide Azzolini, ideatore e promotore della manifestazione

Davide Azzolini, da anni, è un volto noto al pubblico newyorkese: ideatore e instancabile promotore del Napoli Film Festival che ha trovato a New York una quasi naturale seconda sede.

Sia per la affinità e lunga storia culturale tra le due città che per l’attenzione che il pubblico newyorkese da tempo ha rivolto verso la città del Golfo. Incontriamo Davide Azzolini proprio a New York in occasione di una sua visita.

Qual è il profilo culturale-professionale di Davide Azzolini? E come nasce l’idea della rassegna 41mo parallelo?

«Ho iniziato ad occuparmi di organizzazione di eventi culturali una decina di anni fa in maniera abbastanza casuale. Ero all’epoca (lo sono tutt’ora) partner di uno studio professionale e mi capitò di entrare in contatto con chi aveva creato il NapoliFilmFestival negli anni Novanta e che però aveva resistito solo per tre edizioni. Da appassionato cinefilo, ho raccolto il testimone di quella esperienza e rilanciato assieme a Mario Violini ed un piccolo ma agguerrito staff il festival. Il collegamento con New York sulla linea del 41° Parallelo è nato quasi subito. Le due città hanno tanti aspetti in comune e NY è la capitale immaginaria del cinema. Almeno di quello che io amo».

Perché la decisione di presentare questa rassegna a NY? E che riscontro di pubblico e di media la rassegna ha ricevuto in questi anni a New York? 

«Da subito abbiamo riscontrato l’entusiasmo e il supporto di amici italiani newyorkesi come Antonio Monda (scrittore e professore di cinema alla NYU) e Stefano Albertini grazie al quale Casa Italiana Zerilli-Marimò della NYU è divenuta la casa base di 41º Parallelo. Ad essa negli anni si sono aggiunte l’Istituto Italiano di Cultura, e istituzioni prestigiose della città come il Film Forum, il MoMA e il Lincoln Center. Il pubblico newyorkese ha sempre risposto molto positivamente ogni anno».

41mo Parallelo vuole essere una rassegna cinematografica che promuove l’industria cinematografica e gli autori napoletani oppure mira a espandere l’arena culturale in una città e regione (la Campania) che stentano a trovare una propria visibilità culturale fuori dagli ambiti regionali?

«Il nucleo base della programmazione è la vetrina per i cortometraggi e documentari "Made in Naples" che presentiamo alla Casa Italiana. Ad essa affianchiamo delle rassegne sul cinema classico italiano (Risi, Germi, Sordi…) in collaborazione con le istituzioni newyorkesi che ho citato prima. Sicuramente, se possiamo, allarghiamo anche ad altri settori la nostra proposta, come con la mostra sui disegnatori italiani presso una galleria specializzata di Brooklyn qualche anno fa. Oltre ai focus e panel di discussione che completano solitamente il programma».

Come vengono selezionati i film ammes si alla rassegna 41mo Parallelo? I vincitori riescono ad avere una visibilità ed un interesse di mercato?

«Cortometraggi e documentari provengono dalle selezioni dei concorsi Schermo Napoli nell’ambito del Napolifilmfestival. Credo che la possibilità di essere visti dal pubblico americano sia una opportunità importante per i lavori che presentiamo. Le rassegne sul cinema classico, solitamente in collaborazione con la Cineteca Nazionale, vengono stabilite di concerto con i curatori dell’istituzione che li ospiterà».

La rassegna 41mo parallelo riceve attenzione e sostegno finanziario da parte delle istituzioni locali e regionali?

«L’unico sostegno che riceve la manifestazione proviene dai fondi della promozione all’estero della Dg Cinema del Ministero peri Beni Culturali».

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