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TEATRO/ Wagner al Met: un “Anello” da storia

di Franco Corsaro
Nella foto, il maestro Fabio Luisi

Nella foto, il maestro Fabio Luisi

Con la rappresentazione della quarta giornata dell’Anello del Nibelungo del compositore tedesco Richard Wagner, – Lipsia, 22 maggio 1813-Venezia, 13 febbraio 1883- il Metropolitan ha concluso la stagione 2011-2012 in pompa magna, per le trasmissioni di alcune opere in Live HD in 1700 Cinema-Teatri di 54 nazioni. L’apice del successo è stato raggiunto l’ultima settimana della stagione con la presentazione delle quattro “giornate” dell’Anello e la nuova produzione del ciclo del regista Robert Lepage e la direzione del maestro Fabio Luisi.

Questa grandiosa opera della durata di 15 ore di musica, viene eseguita in quattro “giornate” e ciascuna ha il suo titolo: La vigilia: "L’oro del Reno", Prima giornata: "La Walkiria", Seconda giornata: "Sigfrido", Terza giornata: "Il Crepuscolo degli Dei". L’opera tratta della condizione umana in cui l’uomo reagisce a fondamentali impulsi di desideri sfrenati di cupidigia, incluso l’impulso per l’assassinio, l’incesto, ma anche per la potenza dell’amore. George Bernard Shaw, il Premio Nobel per la Letteratura ha detto che "la Vigilia dell’Anello contiene la storia della tragedia umana".

Wagner, diede il suo primo contributo alla saga nibelungica con il saggio "Die Wibelungen" (1848), e poi abbozzò in prosa “Der Nibelungen-Mythus”, che possiamo considerare il nucleo originario della sua idea cosmica e del suo immenso progetto poetico-teatrale-musicale. Il compositore, secondo gli intenti del “Gesamtkunstwerk” o “opera d’arte totale”, ci trasmette la totalità delle arti che è già un universo, poiché la stessa materia non solo rappresentata ma identificata nella musica è il Cosmo, oltre il quale non c’è nulla. La composizione dell’opera d’insieme si prolungò dal 1852 al 1874 ed ebbe la première nella memorabile estate del 1876 sotto la direzione di Hans Richter. In quella fausta occasione, Wagner con la prima del “Ring” ha inaugurato il nuovo Festspielhaus di Bayreuth da lui stesso ideato e costruito solo per la rappresentazione delle sue opere.

Questa immensa opera dal titolo "Der Ring des Nibelungen", è unica al mondo non solo per la lunga durata, ma per l’innovazione ideata da Wagner del Leit-motif (motivo dominante) che ricorre come magico filo nel tessuto orchestrale delle sue opere. Dei 134 Leit-motifs della grande partitura, è d’uopo menzionare alcuni fra cui: Natur-Motiv che rappresenta il Reno, Loge-Motiv è il fuoco, il Siegfried-Motiv rappresenta l’eroe Siegfried. Le pagine più popolari dell’opera sono: il canto finale delle Figlie del Reno del “Das Rheingold”; La Cavalcata delle Walkirie e l’addio di Wotan a Brunnhilde circondata dal fuoco nel finale della Walkiria; l’incantesimo della foresta e il Saluto al Mondo nel duetto finale di Siegfried; e così fino all’apice dell’ultima opera del ciclo “Il Crepuscolo degli Dei”, pagine di grandi emozioni con l’assassinio di Siegfried, la marcia funebre, la scena della catarsi dell’immolazione,e principalmente l’orchestra, che in un solenne intreccio di temi esegue quello delle figlie del Reno, quello di Walhall (sede degli dèi) e dell’ondeggiamento del Reno, concludendo con la sublime melodia della Redenzione d’amore” eseguita da soli violini nel registro acuto e il flauto.

Per commemorare il 200mo anniversario della nascita del geniale compositore di Lipsia,il Metropolitan ha anticipato l’evento con la nuova produzione del “Ring” del regista Robert Lepage che dalla prima presentazione dell’anno scorso, ha provocato una polemica fra il superintendente e gli “aficionados” tradizionalisti. Alcuni melomani e qualche giornale considerano 16 milioni di dollari un costo eccessivo per una produzione con scene costruite con 24 tavoloni che si muovono su se stessi. A nostro parere una produzione che avrà successo con i giovani, dato che si avvale di innovazioni dell’era digitale quali proiettare scene cinematiche dello scorrere del Reno, le fiamme del rogo dell’immolazione e principalmente, cambiare le scene a vista delle quattro giornate.

Nel cast di altissimo livello, si sono cimentati cantanti di grandi voci, e nei ruoli principali hanno brillato il soprano americano Deborah Voigt (Brunnhilde), il tenore del Texas Jay Hunter Morris (Siegfried), il basso Baritono del Wales Bryn Terfel (Wotan),il basso tedesco Hans-Peter König (Hagen), e il basso-baritono afro-americano Eric Owens (Alberich) e tanti altri ben collaudati cantanti nei diversi ruoli. Il coro istruito dal maestro Donald Palumbo ha partecipato con precisione all’ultima scena dell’opera.

Il maestro Fabio Luisi, “principal conductor” dell’orchestra del Metropolitan, ha diretto con trascinante energia, ottenendo un ottimo equilibrio fra il palcoscenico e l’orchestra.

Per la prossima stagione 2012-2013, il Metropolitan celebrerà il bicentennario della nascita di Richard Wagner (Lipsia 1813), con una nuova produzione del “Parsifal” diretta dal maestro Daniele Gatti, e il ritorno del nuovo ciclo dell’ “Anello del Nibelungo” diretto dal maestro Luisi.

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